Ovviamente non e’ che qui sia tutto fantastico o esente da difetti. Oltre alle assicurazioni sanitarie ci sono ben altri aspetti di questo paese che Italians do it better.
Innanzitutto, i carrelli della spesa. Qui solo all’Aldi esiste la monetina da infilare per prenderlo e poi costringerti a rimetterlo a posto; in qualunque altro posto c’e’ l’omino retribuito che fa il giro del parcheggio a raccogliere i carrelli abbandonati, e intendo proprio lasciati dove capita.

Infili la spesa nel portabagagli? Per il carrello hai tre possibilita’:

  1. metterlo a lato, tra due automobili posteggiate (di solito i parcheggi sono giganti e c’e’ spazio);
  2. impennarlo e metterlo con le ruote davanti – a volte per intero – sull’aiuola;
  3. spostarlo appena e metterlo educatamente dietro al cofano posteriore del tuo vicino.

Italians do it betterI punti di raccolta ci sono, ovviamente. Quelle anime pie che riportano indietro il carrello non lo infilano in quello davanti: lo lasciano cosi’, in fila. Ovviamente il decimo carrello invade la corsia di marcia. E ovviamente c’e’ il cafone che te lo lascia dietro all’angolo posteriore destro, tu non lo vedi, retromarcia, bum.

L’apertura a strappo, questa sconosciuta. La maggior parte delle scatolette non ha l’anellino per aprire agevolmente il barattolo, che si tratti di pelati, tonno o fagioli. Vai di apriscatole, con tecnica collaudata: quando il giro e’ quasi completo rallenti la rotazione in modo tale che il tappo si sollevi quel tanto che basta per poterlo aprire del tutto e versare il contenuto. Se perdi il momento magico, il tappo cade dentro il pomodoro e devi rovesciarlo per recuperarlo. Italians do it better.

Il cibo e’ un mezzo disastro, ma qua spariamo sulla croce rossa. Quasi tutto e’ piu’ insipido rispetto a quello che abbiamo in Italia. Pur vivendo in Florida, perfino meloni e angurie sono quasi sempre zucche. Quindi la soluzione e’, come per gli spaghetti, scegliere altre cose.
A proposito di spaghetti, l’altra sera siamo stati da Red Lobster, una catena che cucina aragoste e pesce in generale. A parte il fatto che fossero annegate nel burro, le linguine erano ben cotte, quindi almeno su questo aspetto ho la certezza che gli americani hanno imparato a cucinare questo tipo di pasta: quasi ovunque le abbia prese erano al dente.

I carciofi, qui a Miami, sono sempre duri e appuntiti, e so’ pure cari arrabbiati. Vorrei chiedere a ‘sti sudamericani come cavolo li cucinano. La mozzarella e’ quasi sempre sciapa, che su due cose io rompo davvero: la mozzarella e l’acqua. Non mi dite che tutte le acque sono uguali, quelle che vendono nel gallone hanno un sapore affumicato orrendo, la maggior parte sono amare (cosi’ come lo e’ la Levissima, per dire), Aquafina e’ per me l’unica buona e fa delle fantastiche bottigliette capientissime. L’acqua gassata invece esiste solo per i foodie e costa due dollari a bottiglia.

Le uova di pasqua non esistono ma c’e’ il panettone, prodotto ovviamente in Argentina. Ma la cosa che qui usano a pacchi, a chili, a rastrellate, su ciascun piatto, e’ il cilantro. E’ come il nostro prezzemolo, che infatti va dappertutto, e gia’ a me il prezzemolo non piace; ma il cilantro fresco sa di sapone, e vi sfido io a mangiare qualsiasi cosa isolando il sapore della saponetta lux che vi ritrovate tra i denti.

Edit: vi abituerete al gusto.

Se volete cucinare a casa, cosa che qui non fa praticamente nessuno, le cucine sono dotate di piastre elettriche, che cuociono molto piu’ forte dei nostri fuochi e anche in maniera meno uniforme – non chiedetemi come, essendo una spirale, ma succede – e cosi’ mi sono ritrovata uno splendido ragu’ pronto in meno di mezz’ora. Per farvi capire la violenza del calore, My, abituato a saltare il cibo nelle cucine industriali a gas, qui a casa ha bruciato due padelle. Sometimes, Italians do it better.

Quando poi avrete finito di preparare qualsiasi cosa, fosse anche insalata, se anche casa vostra ha pochi piani di appoggio come la mia vi servirete della cucina, e inevitabilmente vi cadra’ del cibo sotto le spirali della piastra. Farete il vostro pranzo, cercherete poi di pulire lo sporco, che ovviamente sara’ olio, sugo, caffe’, o simpaticamente qualcosa di cui non vi accorgerete se non la volta successiva che userete quel fuoco, quando scoprirete come le coppe sottostanti alle piastre non sono di acciaio ma di banale alluminio, leggerissimo, sporcabilissimo e impossibile da ripulire. E qualsiasi cosa vi sara’ caduta dentro, brucera’.

 

Occhio agli sprinklers.

In casa il soffitto basso e’ una tortura, perche’ l’aria condizionata ti spara direttamente in testa. E qui senza aria condizionata non puoi stare, non solo per l’umidita’, ma anche perche’ si riempirebbe subito di insetti di qualsiasi specie. Rimpiango il banale ventilatore.

Perche’ se mi faccio la doccia il bagnoschiuma non mi strucca? Perche’ esco con il rimmel colato tipo Brandon Lee? E dire che e’ lo stesso che usavo in Italia, e li’ se ne andava perfettamente lavandomi la faccia.

Della assenza dagli scaffali di detergente intimo ho gia’ detto. Ne ho trovato solo uno in questi mesi, si chiama Summer’s Eve (“Give your V the 10 seconds it deserves in the shower“). I deodoranti da uomo costano il doppio di quelli da donna, mistero. 

I detersivi non fanno schiuma. Che ormai mi sono arresa e compro solo Clorox in tutte le forme, almeno so che la candeggina disinfetta.

Ma il mistero dei misteri del culture shock e’ lavare i pavimenti. Il mociovileda, il mop, e’ troppo facile da usare. Qui hanno quelle genialate che si sono viste in pubblicita’ da noi per forse due minuti e mezzo, che nessuna donna italiana comprerebbe (e infatti credo fossero rivolte ad un pubblico maschile):

Bona® Hardwood Floor Mop Kit and Floor Cleaner Refills

Sarebbe quello col serbatoio che spruzza il detergente direttamente sul pavimento. Economico, molto.
Poi c’e’ il comodo secchio con strizzatore a mano, di solito ad uso industriale:

Italians do it bettero a pedale, per casa  Italians do it better

Poi c’e’ anche questo, con la spugna pulente ed una comoda pinza per strizzarlo. C’e’ una pubblicita’ che lo mostra, ma ora non mi sovviene, e vi giuro che l’idea che da’ e’ che la signora allaga il bagno per strizzare st’affare nel secchio:

 Italians do it better

Ma il piu’ assurdo, e qui il piu’ venduto, e’ il cuban mop:

Italians do it better

Un bastone di legno da cui lo straccio sguiscia via ogni due per tre, a meno di non avvolgerlo stretto ben bene come un wrap. Pazzesco. Altro che la saponata, qui sono professionisti del pulito. Italians do it easier and better, definitely.

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