E’ scomparsa una delle caratteriste più interessanti del nostro cinema, per i miei concittadini un paradigma della romanità. Anna Longhi ha girato tantissimi film, tutti divertenti e interessanti, ma resterà nel mio cuore per il geniale film di Alberto Sordi Le vacanze intelligenti.
Il regista racconta in modo delicato, ironico e incisivo il rapporto genitori-figli ed il desiderio di riscatto della classe operaia che cerca di appropriarsi del modus vivendi della borghesia in un periodo, la fine degli anni ’70, in cui la sinistra sessantottina aveva gettato le basi per un tentativo di uguaglianza e democrazia orizzontale senza precedenti: Alberto Sordi e Anna Longhi, con il loro onesto e modesto lavoro, hanno dato benessere ai loro figli permettendogli di studiare e di riscattarsi dalle loro invece umili origini; i tre figli vorrebbero poter risarcire i genitori delle fatiche di una vita e decidono di organizzargli una vacanza all’insegna del benessere e della cultura, ma i protagonisti sono troppo distanti da quel genere di mondo e vivono la vacanza con spaesamento e disagio, seppure spinti dal desiderio di accondiscendere i figli che forse si vergognano di genitori così modesti.
Come tutte le pellicole di Alberto Sordi è un film divertente ma amaro, che però esprime con forza l’orgoglio del proletariato e della tradizionale romanità trasteverina, fatta di abbuffate, semplicità e tanto cuore.
Ma il vero motivo per cui adoro questo film è che le due figlie femmine sono una psicologa e una diplomata all’Accademia di belle arti, e con mia sorella ogni volta erano grandi risate.

Ciao Anna, che la terra ti sia lieve.

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