La prima volta che ci separammo fu nel 2009. Era marzo, e il mio promesso si trasferiva negli Stati Uniti per iniziare la sua avventura alla riconquista di sé. L’aeroporto era gremito di gente, i nostri cuori pesanti. Non era nemmeno un anno che stavamo insieme, ma avevamo convissuto per sei mesi occhi negli occhi, respiro nel respiro, senza allontanarci mai troppo, avevamo un bisogno fisico l’uno dell’altra. Ci aspettava una distanza di chilometri e di tempo, l’oceano ci avrebbe divisi e non sapevamo cosa ci sarebbe accaduto, se avremmo retto alla prova, se ci saremmo ritrovati, se saremmo stati gli stessi. D’un tratto quella che l’anno prima era stata la mia uscita di sicurezza, iniziare una storia con la data di scadenza impressa, si rivelava un boomerang.
Ci baciammo come mai avevamo fatto in tutti quei mesi. Piangendo, ci avvinghiammo in un abbraccio che avrebbe potuto essere l’ultimo, ai piedi delle scale mobili, in mezzo alle valigie e ai saluti degli altri. E continuammo a piangere tutte le nostre lacrime, per giorni, settimane, mesi. E’ stata durissima, una fatica indescrivibile, ma siamo ancora qui, e le lacrime hanno lasciato il posto alla grinta, alla voglia di riunirci, di ricominciare finalmente insieme, stavolta per davvero. Tra poco riusciremo a lasciarci tutto questo dolore alle spalle, e le mie lacrime solitarie, quelle che cerco di non mostrargli mai per non rendere tutto ancora più difficile per lui, troveranno conforto.
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