Immaginavo che avrei avuto molto meno tempo per me, abituata nel mio silenzio della mia campagna della mia casetta… Oggi riesco a scrivere un po’, mia sorella è via con la monella grande mentre nonna, monello piccolo ed io siamo a casa.

Strani giorni questi. La mia testa è già dal mio promesso, non penso ad altro, in fondo mancano solo otto giorni. Non vedo l’ora di abbracciarlo! Resterò qui ancora fino a martedì, poi un paio di giorni di pit stop a Roma e poi si vola con l’emozione di rivederci, finalmente, che non se ne può più.
Spero sia la mia ultima estate passata così – dovrebbe esserlo, no? Stiamo facendo del tutto perché dalla prossima primavera, AL MASSIMO, io possa trasferirmi. Ho passato un sacco di anni votata a qualcuno o a qualcosa che la prospettiva di mollare tutto, andare lontano e pensare solo a noi due mi solleva. Mi solleva l’idea di cambiare vita e non dover più portare il lavoro a casa. Mi solleva la sensazione del nuovo, il timore e l’eccitazione di tutto quello che verrà, il dubbio di riuscire ad ambientarmi, la gioia per il poter imparare due lingue e così ritornare a quello che era il mio desiderio a quattordici anni. Mi solleva l’idea di lasciare l’Italia in questo momento di crisi che sicuramente, col lavoro che faccio, mi farà vedere i sorci verdi per tutto l’inverno. Mi solleva l’idea di lasciare questo paese e la gentucola che non dovrebbe rappresentarlo ma che invece decide per tutti. Sento già lontane da me le discussioni sterili, le amicizie vecchie e ammuffite, le persone grette, quelle che non vogliono cambiare ma si lamentano 24/7, le doppiezze. Mi interessa solo andarmene. Via. Lontano. Mi mancherete, ma non subito.

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