E così oggi sono passata a scuola. Nella mia giornata da pallina da ping pong sono passata a scuola a prendere accordi per iniziare l’orientamento scolastico delle terze, ché siamo già in ritardissimo sulla tabella di marcia. Ci sono delle prof con cui in questi sei anni ho costruito un bel rapporto, più confidenziale, che in queste settimane mi hanno sostenuta nella decisione di lasciare il lavoro. Poi ovviamente ci sono quelle con cui la mancanza di feeling è più o meno reciproca, ma va da sè, siamo persone, è umano.
Appena mi vedono entrare mi dicono che mi trovano dimagrita, “Ma taaaanto!!” (??? e che ero??) e che ho il viso sereno. Questo lo riconosco, sono serena. Parlo con le amiche e sorrido, sono entusiasta, non uso più quei meccanismi di difesa che mi facevano dire “Sì le cose vanno bene MA…”. No. Dico che sono felice. Perchè sono felice!
Poi certo, non so ancora se il college accetterà la richiesta di ammissione. In tre settimane ho ricevuto email da tre interlocutori diversi che mi hanno chiesto cose differenti, come se non parlassero tra di loro o non avessero un fascicolo unico. E poi il mio promesso in questi giorni ha trovato allo sportello un’impiegata davvero odiosa, sempre la stessa. Oggi ad esempio gli ha contestato la firma dell’impiegato de La Sapienza, ha detto che era solo una sigla e avrebbe potuto metterla chiunque: e certo, e io a casa mi fabbrico la carta filigranata e ho un timbro che imprime la carta.
Staremo a vedere se partirò effettivamente a Natale o se mi spupazzerò i nipoti per tre mesi.

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