Ieri abbiamo avuto la nostra prima uscita sociale di coppia. Era il compleanno di un collega di My che ha deciso di festeggiare in casa con un po’ di amici.
Intanto ho appreso la regola numero uno: per una serata anche informale come quella a cui siamo stati invitati va bene un paio di jeans, purche’ sotto spunti un tacco almeno otto. E’ bello avere una scusa per comprare un nuovo paio di scarpe.

C’erano cibo, poco, e alcool a volonta’. Come antipasto il padrone di casa ci ha servito un Margarita, e nel corso della sera ce ne sono stati offerti svariati altri. E birra come se piovesse. Ovviamente ci era stato consigliato di portare in dono una boccia, come diciamo a Miami, e noi per non sfigurare ne abbiamo prese due, perche’ in effetti non e’ che qui costi molto, l’alcool. Al negozio di liquori, perche’ qui al super trovi solo il vino – per i superalcoolici ci vuole una speciale licenza di vendita – abbiamo detto che si trattava di un regalo. “Oh certo!” fa il tipo. Stacca l’etichetta col prezzo dalle bottiglie e le mette dentro una busta di carta marrone, tipo quelle del pane. Tipo quelle che vedi nei film con l’alcolizzato che beve sfranto su una panchina in mezzo alla strada.

C’era un tipo fantastico, pelle rossastra scura tipo messicano che faceva pendant con la camicia marrone che aveva scelto di indossare, con un linguaggio corporeo da applauso, impostato come Il Padrino. C’era poi la sosia della mia amica la belga, impressionante. C’era, come l’hanno ribattezzata i suoi colleghi, la bimba di Nemo, quella che va dal dentista, la ricordate? Uguale. E c’era Epifanio, con moglie e figlio, e come Epifanio sparava battute a raffica con espressione serafica. Peccato che un viso cosi’ comico si accompagnasse ad un talento coreutico, lasciatemelo dire, inefficace: il suo bacino viveva di vita propria, le sue gambe si muovevano leggere, e noi tutti ammirati a guardarlo. Sua moglie e il ragazzino invece avevano il viso piu’ dolce e sereno che avessi mai visto. Bellissimi. Anche lei ballava in modo fantastico. Cosi’ pacata eppure cosi’ sensuale. Avrei voluto impadronirmi del suo corpo e portarglielo via.
Ora, il problema e’ stato proprio questo. Provate ad andare ad una festa di cubani, dove ad un certo punto, tipo cinque minuti dopo, si iniziera’ a ballare. Provate ad essere l’unica gringa europea e per di piu’ abbastanza ciocco di legno, per di piu’ un metro e ottanta. Ecco. Provate a pensare di essere alla prima lezione di un corso di salsa dove tutti gli altri sono a livello iper-ultra-avanzato. Ecco. E che per incoraggiarti si mettono li’ ad insegnarti i passi base e poi ti fanno pure i complimenti, e ti dicono “brava, ora muovi le spalle!” e tu non sai come spiegargli che no, noi europei non abbiamo la musica nel sangue come loro, ne’ la danza nelle gambe come loro, ne’ – ma questo e’ un problema solo mio – la leggiadria nei movimenti. Niente di tutto questo.

Pero’ mi sono divertita tantissimo. E, ovviamente, My balla che e’ un figo.
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