Non ce la fa proprio, e’ piu’ forte di lei. Mia madre. L’ansia. Nera.
Peggiora quando si sente male, tipo che sta covando l’influenza, e ti investe con tutta la grazia delle sue paranoie soffocate per giorni ed amplificate dalla sua testa. Ma cose brutte eh. Tipo che ha detto a mia sorella cosi’, dal nulla “Sei talmente nervosa che li strozzi, i bambini”. Nei giorni di buona il salumiere ti vuole fregare, il giornalaio gentile e’ uno stupratore, gli amici sono tutti stronzi, cose cosi’. Mi ricordo uno dei primi insegnamenti che mi diede da bambina, nel periodo di Non accettare caramelle dagli sconosciuti: Ricordati che il mondo e’ cattivo.

Che a volte mi chiedo come siamo uscite cosi’ socievoli, mia sorella ed io. Appoggiare la borsa sul piano della cassa del supermercato per mettere via le buste, no, che te la rubano. Nascondiamo l’oro (l’oro!!!) in un posto sicuro, uh ma mi sono dimenticata dove. Come dite? Paranoia? Oh, yes.
Mia madre e’ stata infermiera, caposala, per un mucchio di anni. Paradossalmente e’ una di quelle donne che non si ferma davanti a niente. Tipo che essendo capa doveva attaccare alle 7 al mattino, ma pur avendo la patente non ha mai guidato (e se no che paranoia e’?) e quindi per arrivare alla clinica usciva ogni mattina alle 5.30 e prendeva due autobus, piu’ un pezzo a piedi enorme e in salita nel buio della fine della notte. Oppure che negli ultimi anni andava in bicicletta in posti sperduti pur di non dover incrociare macchine o persone, che alla fine un brutto incontro l’ha fatto sul serio. Oppure quando ci ha fatto morire di infarto per essere sparita per ore, e poi confessare di essersi fatta la Domiziana a piedi. Che poi, la sindrome della dea Kali’ (fare tutto da se’ senza chiedere mai aiuto) ci viene da lei. Non c’e’ verso di portarla da un dottore per svaporare ste ansie, la diagnosi si fa’ da se’. Mortale, ovvio. Quando finalmente mia sorella riusci’ a convincerla ad andare a parlare con una psicologa, in un periodo di forte depressione, dopo il primo colloquio usci’ estremamente sollevata e desiderosa di proseguire; ma siccome il servizio pubblico funziona cosi’ bene in Italia, le diedero un secondo appuntamento un po’ troppo distante dal primo, poi posticipato ulteriormente, ed ecco li’ che Quella non le frega niente non l’ha piu’ vista. Ovviamente il DIY vale anche per le cose piu’ banali: se si rompe qualcosa, dalla stanghetta degli occhiali al telecomando al palo delle tende, scotch. Che un periodo casa sua era tutta incerottata, anche sui muri, per far passare il filo della tele.
Un effetto collaterale del suo lavoro in clinica e’ l’ipocondria che ha sviluppato. Ha mal di schiena, sopra i reni? Tumore ai polmoni. La Princi ha male ad un braccio? Embolia. Mal di testa? Tumore al cervello. Si’, di solito non si scende sotto al tumore in effetti. C’e’ pure da dire che in famiglia abbiamo avuto culo da questo punto di vista: ci si sbagliava sempre di poco. Ma l’ottimismo e’ il profumo della vita, e infatti mia sorella, che e’ un genio, aveva soprannominato nostra madre Gianni! e come suoneria del cellulare aveva messo Tragedy dei Bee Gees. Quando mia sorella era in ospedale, dopo un’operazione di sette ore, poraccia, le fanno una trasfusione perche’ non le saliva l’emoglobina. Nostra madre le si abbarbicava alla sponda del letto tipo avvoltoio e le bisbigliava con certezza: Tu hai un’emorragia interna
Mia sorella, santa donna che ha deciso di prendersi cura di questa figlia di settant’anni, nota che La Princi si scruta allo specchio un po’ troppo insistentemente, e si sente dire sconsolata Mamma, ho le occhiaie. “Le occhiaie?? Ma hai 5 anni!” Nonna mi ha detto che ho le occhiaie e sono pallida. Mia sorella va come una furia da nostra madre e lei, serafica: Eh, non vedi come è pallida? E che occhi che ha? (Sara’ anemia, o rigor mortis, chi puo’ dirlo?). Mia sorella sbotta: Mi hai scassato l’anima (si’ si’, proprio cosi’…) tutta l’infanzia con ‘sta storia che ero pallida e che avevo le occhiaie e che chissa’ cosa avevo! Ti ricordo che non sono mai svenuta in vita mia, che dono il sangue e che sono sana come un pesce, percio’ non cominciare ad assillare pure lei!! E nostra madre, imperturbabile: Ah, era Lucy che sveniva? Non mi ricordavo.
Mia madre porta gli occhiali, come tutte le persone anziane non ci vede piu’ tanto bene. Tempo fa il piccolo Gummo si era preso una irritazione alle guanciotte. Mia sorella torna da lavoro e mia madre le fa: Gummo aveva le guance irritate, ma ho messo la crema che c’era in bagno ed e’ passato tutto in pochi minuti. E mia sorella: Ah, menomale!! Ma quale crema? Quel barattolo celeste sullo specchio.

Giuro.

E nel tentativo di capire da dove venisse quello sfogo, sentenzia: E’ morbillo. No, mamma, ha fatto il vaccino. Rosolia. Ha fatto il vaccino. Orecchioni. Ha fatto anche il vaccino per la parotite, mamma, è couperose. E quanti vaccini fanno?? Per tutto. Tranne che per la varicella, che hanno avuto, quindi sono a posto. Hanno fatto pure i non obbligatori, meningite e polmonite. Mamma, non-possono-avere-niente. Gianni ci pensa su e conclude: Non e’ mai detto.

E quando al ritorno dalla spesa mia sorella trova in frigo il Coccolino Concentrato (bianco)?: Eeeeeh, sembrava latte! E la cosa preoccupante e’ che, con buona pace di Freud, My ha un sacco di abitudini in comune con mia madre. No, per fortuna non l’ansia.
Mi rendo conto che e’ un’impresa. Essere madri, ma certe volte pure essere figli.
Ma anche le vostre mamme sono cosi’? Che poi a me arrivano edulcorate e divertenti, ma per la mia sorellina deve essere un tormento vero certe volte. Porta pazienza, sorellina. Dopo aver passato il 25 aprile a letto con l’influenza malefica ti farai il ponte del primo maggio con l’influenza di tua madre. 

Come direbbe La Saggia, Eppure, siamo venute benissimo.

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