Il post di oggi nasce da una bellissima serie di discussioni avute su fb con Renata, a cui si sono poi aggiunti i racconti Giulietta e Claudia, grazie a due post da lei pubblicati sulle esperienze dei suoi figli a scuola in America.
Lei vive in Wisconsin. Avendo lavorato per anni a scuola ho voluto capire un po’ meglio la complessita’ del sistema scolastico Americano rispetto a quello italiano. Seguendo la discussione ho capito che ci sono delle regole, diciamo cosi’, nazionali per quanto riguarda la scuola, ma ogni istituto decide per se’ i dettagli; pertanto questa che segue e’ la sua esperienza sulle scuole pubbliche frequentata dai suoi figli.

La scuola elementare e’ composta dal Kindergarten (dai 5 ai 6 anni) e poi dal 1st al 5th grade (6-10 anni). La scuola a cui si iscrivono i propri figli dipende dal quartiere in cui si vive, non si puo’ andare in un altro (a meno di motivazioni particolari che il direttore valuta). I bambini hanno un solo insegnante che fa tutte le materie ad esclusione di arte e ginnastica. Non esistono campanelle. Si entra la mattina alle 8.20, con una specie di fischio, e non c’e’ alcun cambio dell’ora, tutto viene gestito autonomamente dall’insegnante. Le materie insegnate sono English, Math, Social Studies (Geografia + Storia + Economia – quella che noi studiamo in geografia), Science, Physical Education, Art. I bambini hanno un breve intervallo a metà mattina in cui possono uscire (se non sono in punizione!) ma mangiano poi in classe durante la lezione successiva. Il pranzo e’ alle 12.30 e possono scegliere se portarsi la lunch-bag da casa o pranzare in mensa; all’1 riprendono le lezioni. L’uscita è alle 3.10, il mercoledì all’1.55 tranne un mercoledì al mese che escono alle 11.45. Una volta a casa devono fare i compiti per il giorno successivo.

Scuola in America
courtesy: Iridi a Stelle e Strisce

Le maestre cambiano ogni anno a seconda delle classi di eta’ per cui sono specializzate. All’inizio dell’anno il bambino viene assegnato ad un certo tipo di insegnante sulla base della specializzazione (ad esempio, 2nd e 4th grade) e sulle caratteristiche di alunno e insegnante (ad esempio, una maestra dalla disciplina rigida andra’ bene per i bimbi piu’ irrequieti; una che lavora tanto sull’organizzazione per i bimbi disordinati, eccetera); di conseguenza, cambiando insegnanti ogni anno cambiano anche alcuni dei compagni. Come ha giustamente osservato Giulietta Tutto sommato si insegna ai bambini ad adattarsi sempre a qualcosa di nuovo e il vantaggio è che se si ha una maestra mediocre, beh non si deve sopportare la sua mediocrità per cinque anni!
Gli insegnanti lavorano molto sulla competizione facendo quasi quotidianamente gare: ad esempio per matematica i bambini devono fare in 1 minuto quante più operazioni riescono, se raggiungono l’obiettivo aggiungono una “tacca” altrimenti restano fermi. Stessa cosa nella lettura: un cartellone appeso al muro fa da campo da football, ogni bambino ha un casco e per ogni libro che leggono procedono di una yard fino a raggiungere la meta.

Renata sapra’ dirci meglio, ma la mia opinione sulla competitivita’ non e’ negativa. Anche in Italia le classi vengono composte sulla base delle caratteristiche degli alunni e sulla loro produttivita’ (considerando anche che di solito le sezioni alte A-B-C sono le migliori); e anche in Italia si cerca di fare in modo che i bravi trascinino i meno volenterosi. Il sistema di incentivi puo’ essere considerato un limite o una risorsa, per me e’ senza dubbio una risorsa. Non dimentichiamo che il contrappeso vuole che da noi esistano le interrogazioni orali, che i bambini timidi subiscono allo stesso modo di una competizione, mentre in America non ci sono. Qui il post originale di Renata sulla scuola elementare.

La scuola media invece va dal 6th grade al 8th grade (11-13 anni) Per evitare problemi di bullismo, nella scuola di suo figlio i 3 grade sono isolati l’uno dall’altro. L’anno scolastico è diviso in quarters e alla fine di ognuno ci sono i colloqui con i genitori. Durante ogni quarto hanno tutti i giorni le stesse materie: alcune sono fisse e durano tutto l’anno, altre cambiano ad ogni quarto. Le materie annuali sono: Science, Social Studies (Economia, Geografia e Storia), English, Math, Physical Education (due quarters consecutivi o no) e Advisory (è l’ultima ora in cui o fanno i compiti o leggono). Le materie che durano 1 quarto sono Art, World Language, Tech, Guided Learning, Computers, Music. Ogni studente ha il proprio armadietto (locker) con combinazione. Ad ogni cambio materia gli studenti vanno a cambiare il materiale nel proprio locker e cambiano aula, pertanto non portano materiale a casa. Ogni studente ha un proprio tesserino identificativo e deve averlo sempre con se’.
Quello che fanno in classe può essere controllato sull’e-board on-line; le assenze ingiustificate (cioe’ che la famiglia non ha preavvisato al docente) comportano l’immediata chiamata a casa. Pertanto le famiglie hanno la possibilita’ di essere sempre al corrente di quello che i figli fanno.
Oltre alle classi normali ci sono le House, grandi classi con un centinaio di studenti e 3-4 insegnanti. In ogni house ci sono 4 aule più una centrale: aula di scienze, di inglese, di matematica e di social studies (geografia+storia+economia). Claudia e Renata mi spiegano che all’interno di ogni house i gruppi sono suddivisi in 4 micro-gruppi di circa 30 studenti. Essere nella stessa house non significa essere in classe insieme ma solo avere gli stessi insegnanti. Fuori dalla house ci sono le materie elective, ad esempio lingua straniera, arte, musica. In prima media per la figlia di Claudia era obbligatoria una classe di cucito e costruzione (tra cui anche parenting) dove le hanno fatto costruire gli scaffali da mettere dentro l’armadietto, che sono stati usati per tutte le medie.

Scuola in America
courtesy: Iridi a Stelle e Strisce

La mattina i ragazzi entrano alle 8.44, l’uscita è alle 4 del pomeriggio. Il mercoledì c’è l’uscita anticipata alle 3.16, un mercoledì al mese hanno l’uscita alle 12.07 (ma perche’ sti orari cosi’?? 😀 ) Il pranzo dura 30 minuti e non hanno altri intervalli. Possono scegliere se portarsi il pranzo da casa con le lunch-bags o se pranzare a scuola; qualora lo dimenticassero possono pranzare alla mensa.
Che, vista dagli italiani, e’ pessima.

Non hanno veri e propri pasti ma dei vassoietti pre-confezionati e scaldati. Dentro c’è una coscia di pollo, generalmente buttata via; un pretzel o un mini pancake con la salsa al formaggio o un cetriolo. Il problema è il costo: praticamente il pasto completo (il vassoietto che ti ho detto + frutto o yogurt + brik di latte) costa $3.65 ma se prendi le cose separate arrivi a spendere anche 5-6$ quindi i ragazzi prendono tutto per pagare meno e magari mangiano solo il pancake e bevono il latte. Il resto lo buttano. Per ora io dò loro il thermos e scaldo la cena della sera prima con un pezzo di formaggio o una fetta di torta. Ed è sicuramente meglio e non buttano nulla. Nessuno ha mai insegnato a questi ragazzi a non buttare il cibo. Loro mi tornano a casa sconvolti perché vedono buttare via interi pasti. L’anno prossimo, al liceo, ovviamente mio figlio non vorrà il pranzo da casa. Ma so che lui non tollera tutto quello spreco quindi la gestirà meglio. Quelli che si portano il pranzo da casa normalmente hanno il classico peanut butter jelly sandwich … una schifezza! 

Oltre a educazione fisica, i ragazzi fanno sport pre o post scuola. Sua figlia ad esempio faceva volley alle 7:10 del mattino. Basket, footballe e softball si fanno al pomeriggio. Altri partecipanti alla discussione hanno raccontato di corsi di nuoto alle 5.30 del mattino. E’ indubbio che la giornata in Usa inizi molto, molto presto.

Il racconto originale di Renata sulla scuola media e’ qui, e questa l’intervista da lei fatta ai suoi figli che ha dato un po’ il la a tutto. Ma ce ne sarebbero ancora cose da raccontare!, come gli Asynchronous Learning Days, ovvero alcuni giorni (5 in tutto l’anno a scuola dei miei figli), in cui l’apprendimento viene fatto con l’uso di strumenti on-line e utilizzando una rete di comunicazione studente-insegnante; oppure le ben piu’ note gare di spelling. La scuola in America e’ tanta, tanta roba che ci vuole un po’ a metabolizzare e capire.
Ma avendo lavorato per anni come psicologa scolastica mi preme raccomandarvi un ultimo post di Renata. L’ultimo anno di middle school e’ completamente dedicato all’orientamento verso la high school e il College successivo, in un modo assolutamente piu’ strutturato che da noi – o almeno, per quella che e’ stata la mia esperienza. La scelta va fatta in modo responsabile; anche se ovviamente c’e’ sempre spazio per i ripensamenti, quello che accade negli Stati Uniti e’ che la carriera scolastica di uno studente alle scuole medie determina il suo futuro successo alla high school e poi al College, non solo nei termini delle materie da scegliere (determinate anche sulla base della carriera scolastica) ma anche e soprattutto per il voto di uscita.

I 23 crediti necessari per diplomarsi al suo liceo (i numeri variano a seconda delle high schools) sono il minimo, poi dipende dal percorso dello studente: purtroppo nel bene o nel male il “destino ” di uno studente viene segnato gia` dalle medie, quindi anche il livello di college dove riuscira’ ad arrivare.

Questo effettivamente mette un po’ piu’ di pressione; ma il discorso completo lo potrete comprendere solo seguendo interamente il suo racconto (o quello che ci ha fatto Giulia tempo fa). Qui per motivi di spazio ne faccio solo un accenno, ma e’ davvero interessante. Primo fra tutti, il fatto che i ragazzi abbiano l’obbligo di fare volontariato (e non, come da noi, avere crediti se hai fatto pianoforte) e che abbiano la possibiita’ di scegliere una lingua straniera tra cinque a scelta.

Ultime note. La prima, riguardo ai costi. Quello che la famiglia di Renata spende per la scuola in America e’ 40 dollari annui, piu’ 12$ se fanno attività sportive extra-scolastica. I libri sono in dotazione o sono online. Ma non si paga nulla fino a tutto il liceo. Come osserva giustamente, Ti graziano prima della botta del College (per cui pero’ sono previste borse di studio per merito).
La seconda enorme, fondamentale differenza con l’Italia riguarda la valutazione.
I ragazzi, come in Italia per l’Invalsi, vengono valutati nelle loro competenze apprese, ma diversamente che da noi questo ha un ritorno:

Le valutazioni alla scuola dei miei figli si chiamano WKCE (Wisconsin Knowledge and Concepts Examination); fino a quest anno si svolgevano a novembre ma dal prossimo anno verranno fatti a maggio e saranno tutti computerizzati. Vengono fatti per tutti i gradi tranne il 9, ma sono diversi: i gradi 3, 5, 6 e 7 fanno solo lettura e matematica, mentre 4, 8 e 10 fanno mate, lettura, scienze, grammatica, scrittura e social studies.

La media delle valutazioni degli studenti di una singola scuola attribuisce il grado di eccellenza della scuola stessa. Una scuola che otterra’ una A o una A+ attirera’ piu’ studenti (e quindi piu’ fondi dello Stato e della Contea e del quartiere, ma questo e’ un discorso da fare a parte, e’ complessissimo e riguarda anche le tasse pagate dai cittadini), e pertanto gli insegnanti saranno auto ed etero incentivati a mantenere alto il livello del loro insegnamento, visto che ha prodotto buoni frutti.
Ma anche gli insegnanti vengono valutati:

La valutazione dell’insegnante viene fatta attraverso i MAP test (Measures of Academic Progress) che si svolgono 3 volte l’anno tutti gli anni: a ottobre, a febbraio e a maggio. Anche in questo caso e’ la prestazione del bambino a determinare la valutazione dell’insegnante. 

E’ quindi un metodo obiettivo e misurabile, non dipendente dalla simpatia/antipatia/correttezza di un docente. Anche questo contribuisce al livello della scuola in America, alla sua credibilita’ e alla carriera dello studente.
A me tutto queste informazioni hanno scatenato un miliardo di domande, come potete capire dalla lunghezza del post 🙂 e voi? Ne avete altre per Renata?

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