Qualche settimana fa ho sostenuto il mio secondo colloquio, e anche questo e’ stato una figata. Non ne avevo parlato solo per scaramanzia 🙂

Qui funziona cosi’: quando ci si candida per un posto di lavoro nel formulario da riempire viene chiesto se si conosce qualcuno all’interno dell’azienda e a che titolo – se parente o amico, e nel primo caso non e’ visto troppo di buon occhio. In alcuni posti, come nell’albergo dove lavora My, si incentivano i dipendenti che suggeriscono impiegati con un premio in denaro, ammesso che la persona resti poi a lavorare per almeno sei mesi. Insomma, la raccomandazione esiste e viene fatta alla luce del sole.

Non potendo essere assunta nello stessa divisione di mio marito (Food and Beverage), quando viene a sapere che cercano persone per il front office vado a candidarmi.

La prima persona con cui parlo nell’ufficio di Human Resources e’ K., assistente al direttore, che conosco da tempo anche perche’ eravamo incinte nello stesso periodo, ma non potrei definirla un’amica. Parliamo un poco, mi chiede per quale posizione volessi candidarmi, mi spiega che prevede turni serali e notturni a rotazione e dico che no, gia’ c’e’ My che non si sa quando esce e non si sa quando torna, non possiamo permettercelo. Lo immaginavo, dice, Ed e’ vero che ti vedrei benissimo al front office visto che sei una persona aperta e comunicativa, ma perche’ non ti candidi per la posizione in Accounting?

Le chiedo di cosa si tratti, mi sembra una cosa fattibile anche se non ho esperienza specifica in merito, ma excel lo so usare, data entry sono rapida, si puo’ fare. Mi da’ il formulario completo e mi fa accomodare fuori per riempirlo.

Quando rientro vado a colloquio col direttore HR. Mi fa mille domande ma sempre in tono colloquiale, mi chiede come mai vorrei lavorare per la loro azienda, quali sono i miei obiettivi, cosa penso che l’azienda potrebbe darmi, cosa mi piacerebbe del lavoro in questione, mi chiede del mio passato. Parliamo perfino di questo blog. Poi mi fa fare un test psicoattitudinale, mi dice che ha la versione in italiano perche’ e’ importante che capisca il significato dei termini indicati, non lo trova, me lo da’ in inglese, poi lo trova e lo rifaccio in italiano. Al termine del test mi dice che ha provato a contattare i direttori della divisione di Accounting ma erano in riunione e che se sono d’accordo mi richiamera’ per un nuovo appuntamento. Accetto, e ci salutiamo. Sono passate due ore.

Mi richiama il mattino seguente e mi da’ appuntamente al giorno successivo. Sono gasatissima anche perche’ mi era rimasta una bella sensazione addosso dal colloquio sostenuto, benche’ lungo.

job interview

Anche il secondo colloquio va via liscissimo. Mi trovo con il direttore di Accounting e la supervisor, lei resta molto silenziosa durante tutto il tempo, circa un’ora, e l’unica cosa che tiene a sottolineare e’ che avrei dovuto relazionarmi con lei oltre che con i responsabili dei vari dipartimenti. Lui invece e’ mite e parla a bassa voce – quanto e’ vero che le persone assomigliano al lavoro che fanno? – e si accende solo quando mi racconta del viaggio che ha fatto in Italia un paio di anni prima. Oh, e cosa hai visto?, gli chiedo. Alla supervisor scappa un risolino, come se la mia domanda fosse stata troppo intima, ma lui risponde senza esitazione e mi parla della Costiera Amalfitana, poi volta il pc e mi mostra l’immagine di fondo, e’ Capri.

L’intervista continua, mi chiedono del mio passato lavorativo, ovviamente niente e’ verificabile di quello che ho indicato del resume, non possono chiamare nessuno per confermare – potrebbero, ma non faranno chiamate internazionali. Al termine il direttore mi dice che si sarebbero fatti sentire, e mi accompagna all’ascensore.

In quei minuti di attesa mi fa, Ma poi c’era un posto con la S che era bellissimo, e non mi ricordo… e le persone erano per strada a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche se erano universitari. E io, Salerno? Yes, Salerno!! What a beautiful place!

L’ascensore arriva e vado via soddisfattissima. Per me e’ fatta e inizio gia’ a pensare al culo di lavorare dietro casa, dal lunedi’ al venerdi’, dalle 9 alle 5, per 14$ l’ora con cui avrei potuto pagare l’asilo di bimba.

Non li ho piu’ sentiti. Ufficialmente stanno ancora cercando.

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