Mi e’ capitato tante volte nella vita di entrare in confidenza, piuttosto intima, con delle persone alle quali ad un certo punto ho detto Ma hai mai pensato di fare una terapia?, consiglio che spesso veniva recepito come un insulto.

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Mio marito ed io ci siamo conosciuti  ad un matrimonio di un fine giugno di sette anni fa e la prima seconda cosa che ho pensato era che fosse pazzo.

Nei giorni successivi, conoscendoci un po’ meglio, ho continuato a pensare che tanto sano non fosse – dovrei aprire una infinita parentesi sul fatto che nessuno di noi lo e’, ma diro’ soltanto che qualcuno di noi ha semplicemente un equilibrio personale che funziona peggio, e questo comunque riguarda solo una minoranza di persone – e cosi’ un pomeriggio, durante una delle nostre lunghe chiacchierate – e litigate – al parcheggio del Ministero degli Esteri gli ho detto Ma hai mai pensato di fare una psicoterapia?

Lui e’ rimasto in silenzio qualche istante, spiazzato, e chi lo conosce sa che per spiazzarlo ce ne vuole, e poi mi ha risposto No, ma apprezzo il consiglio.

A volte le persone fanno altro, iniziano un corso, fanno attivita’ sportiva, cambiano gruppo di amici, e tutto puo’ funzionare nell’obiettivo immediato di stare meglio. Il valore aggiunto della terapia e’ pero’ quello di offrire un punto di vista differente che alla fine diventa un metodo che si apprende e che funziona a lungo termine. Perche’ a raccontarcela e ad aggiustarcela siamo tutti bravissimi, mentre un terapeuta difficilmente dira’ di essere sempre d’accordo con la nostra analisi delle cose, soprattutto quelle negative, che ci accadono. E’ per questo che una terapia puo’ essere frustrante, e difficile, ed e’ per questo che pochi seguono il consiglio. Perche’ poche persone accettano di mettersi davvero in discussione.

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