Cosa fare in caso di active shooting: il training

Il massacro di Columbine ha cambiato per sempre il modo in cui la polizia e le squadre speciali intervengono sul luogo di una sparatoria, ci ha raccontato oggi l’ufficiale che ha condotto l’active shooting training nel mio ufficio. Prima si operava circondando la zona e mettendo in protezione l’esterno; poi il 20 aprile 1999 due adolescenti presero in scacco una intera scuola con pistole e bombe autoprodotte e 99 cariche esplosive poste all’interno del edificio. Da quel giorno, da quando 12 studenti ed un insegnante vennero uccisi, polizia e SWAT (Special Weapons And Tactics) hanno iniziato ad intervenire direttamente sul luogo della sparatoria, in inglese active shooting, per neutralizzare velocemente l’aggressore ed impedire la morte di quante piu’ persone possibili.

Che cosa e’ un active shooting training

Mi ero iscritta alla formazione due settimane fa, non senza angoscia, devo ammetterlo. Ho sempre la percezione che in America il possesso di armi metta in pericolo le persone piu’ che proteggerle, ed il recente attentato di Orlando, tra i piu’ sanguinosi della storia degli Stati Uniti con 49 vittime, ha forse accelerato la decisione del mio dipartimento di cercare di addestrare noi impiegati in caso di attacco. Ma puo’ accadere ovunque, non solo in un ufficio aperto al pubblico.

Alcune vittime del Pulse di Orlando http://www.orlandosentinel.com

L’active shooting training si perfeziona ogni qual volta accadono dei bagni di sangue. Sabato scorso ad esempio la polizia ha deciso di mettere alcune macchine a protezione dell’ingresso al pubblico del luogo in cui si sarebbe tenuto un concerto all’aperto, perche’ quella del camion sulla folla era una novita’ drammaticamente recente. Hanno agito tempestivamente per prevenire copycat, emulazioni.

Edit: a partire dal 2019, l’active shooting training nel mio dipartimento e’ cambiato, includendo effetti estremamente realistici come il suono delle armi. Per poter riconoscere cosa sta accadendo anche a distanza.

Cosa si fa durante un active shooting training

Innanzitutto, si smontano alcuni pregiudizi: l’attentatore non ha una unica origine e puo’ sembrare una persona come tante.

active shooting training

Il fulcro del nostro addestramento teorico e’ stato qualcosa che ha molto a che fare col buon senso.

  1. e’ importante avere ben chiari tutti i punti di fuga e le uscite di sicurezza;
  2. sapere quale sia il sistema di allarme in caso di attacco (se esistono degli altoparlanti, o se si sia collegati con la polizia ad esempio);
  3. essere consapevoli e segnalare qualsiasi attivita’ sospetta e cambiamenti recenti che destano sospetto, anche da parte di un collega di lavoro (emotivita’ instabile, uso di droghe, ipercriticita’ ed aggressivita’ verbale, assenteismo, …)
  4. Segnalare eventuali pacchi o borse abbandonati
  5. Mettere il cellulare in silenzioso (mai in vibrazione)
  6. Chiamare il 911 solo quando si e’ al sicuro e non si puo’ essere ascoltati dall’attentatore. Nel nostro dipartimento esiste anche la possibilita’ della segnalazione anonima e online, nel caso si tema di essere rintracciabili.

Nel remoto caso ci trovassimo coinvolti in un attacco la priorita’ e’ la fuga: run, hide, fight.

  • Run Scappare e’ sempre l’ipotesi migliore. Identifica una via di fuga seguendo un piano ben preciso. Lasciati alle spalle i beni personali e tieni le mani ben visibili.
  • Hide La seconda opzione e’ nascondersi, se non si puo’ scappare. Meglio da soli che in gruppo, cosi’ non si diventa bersagli facili. Blocca le porte e barricale con oggetti, e spegni le luci.
  • Fight Se non restano altre alternative, se si e’ braccati, quello che resta e’ provare a lottare. Cerca di disarmare l’attentatore, magari con un oggetto che puo’ servire da arma, come un estintore o una sedia.

E’ quello che fecero i viaggiatori del volo United 93 l’11 settembre 2001. Morirono comunque ma evitarono lo schianto su Washington DC.

Il training di oggi ha lasciato alcune persone in ansia.

Erano tante le domande pratiche, su cosa fare effettivamente, come agire quando si e’ possibilmente in preda al panico. Il poliziotto istruttore non ci ha dato risposte univoche, perche’ ogni situazione e’ a se’. Se non si hanno altre carte in mano si puo’ decidere di giocare sulla distrazione: windows of opportunity e’ il termine che usa la polizia per definire le occasioni in cui si puo’ intervenire attivamente, magari per scappare o attaccare. Si aprono in fretta ed altrettanto velocemente si chiudono, e sono uniche.

Abbiamo chiesto di poter avere anche avere un addestramento pratico, visto che come ho scoperto, della numerosa platea presente eravamo in molti a non aver mai sentito il suono di una pistola (come detto, e’ stato fatto).

E siamo tanti in America ad essere ancora contrari all’uso delle armi. Cerchiamo almeno di essere pronti a tutte le eventualita’.


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