La televisione in America

Mi capita spessissimo di leggere commenti delle amiche italiane lamentarsi per l’inizio per la fine del prime time televisivo. Tutta quella serie di pre-qualcosa che servono ad alzare lo share e portare la gente davanti alla tv con una serie di riempitivi invece abbastanza vuoti di contenuti ma pieni di sponsor pubblicitari, inevitabilmente fanno finire uno show o un film a mezzanotte passata.

Qui negli Stati Uniti il prime time televisivo ha tutta un’altra struttura, anche forse a causa dei 4 fusi orari su cui il territorio si estende. Sulla costa est i programmi iniziano alle 8 in punto, in contemporanea al central time zone, dove pero’ sono le 7. Tre ore dopo, la costa ovest ha il suo prime time alle 8 di sera in contemporanea al mountain time zone, dove pero’ sono le 7.

La domenica ci sono dei piccoli cambiamenti, iniziando rispettivamente alle 7 e alle 6 del pomeriggio.

Non c’e’ storia che i programmi inizino con un “pre” di chiacchiere. E’ abbastanza scioccante trasferirsi in America e guardare, che so, The Voice, e a 30 secondi dall’inizio gia’ parte la presentazione dei primi candidati. Per noi italiani abituati ad avere almeno mezz’ora di introduzione Ehi, come stai? E che avete fatto oggi? Ma hai visto che tempo? e chiacchiere varie, viene voglia di dire Ue’ ue’ rallenta, stavo ancora preparando i popcorn!!

Un altro shock riguarda la fine. Guardi la serata degli Oscar, per dire. E’ tutto piuttosto veloce e il programma, in diretta, va in realtà in differita di un pochino per eliminare ehm eventuali sconcerie, li sapete ‘sti americani, no? Alle 10.59 proclamano il vincitore e alle 11 spaccate parte la sigla di chiusura. Capito come funziona qui? Non si sfora nemmeno di un minuto! Ed e’ lo stesso per qualsiasi programma, che si tratti di serie televisive, show, film, programmi di intrattenimento. Non si sbava.

Talk show

I talk show segnano un capitolo a parte rispetto alla nostra cultura. Qui non si urla, non si offende, non ci si parla sopra.

Vi giuro e’ lo shock piu’ grande. Piacevole, ovviamente.

Perfino durante i dibattiti politici, il presentatore-giudice attribuisce un tempo fisso a ciascuno (ho visto che ora si fa anche in Italia, dove pero’ se si sfora non si viene fermati) durante il quale si espongono le proprie motivazioni o i propri commenti a quanto appena ascoltato. E non esiste che si urli. Qui le persone mantengono sempre un tono di voce controllato. E quella sensazione di rabbia che si ha quando si ascoltano le tribune politiche italiane… puff!, non esiste!

Qui i talk show piu’ popolari non sono affatto politici, ma di intrattenimento e vanno ahime’ tutti abbastanza tardi alla sera o al mattino. Jimmy Fallon, Ellen DeGeneres e Jimmy Kemmel sono alcuni tra i piu’ popolari. Un po’ simile a come era il Costanzo show mille anni fa, e moooooolto diversi dai vari D’Urso e Toffanin.

Poi c’e’ Miami, con i suoi canali latini. Qui il contenuto e’ esattamente come da noi: cosce, belle ragazze, cantanti mediocri che cercano notorietà, politica e cronaca nera. Eh, lo avreste mai detto? E sono irritanti esattamente come i nostri.

Giochi a premi e cotillon

I giochi a premi sono come i nostri, molti dei quali li abbiamo importati proprio dagli Stati Uniti. Wheel of Fortune, The Price is Right, e Family Feud vanno in onda dagli anni ’70. Jeopardy addirittura dalla prima meta’ degli anni ’60! A volte vedere l’ammontare dei premi lascia a bocca aperta… sono veramente tanti soldi, cosi’ come succede con le lotterie!

Come in Italia, anche questi hanno un orario delimitato. Mi sono chiesta pero’ tante volte se anche qui ci sia il notaio che certifica la correttezza delle estrazioni 🙂

Canone

Ma la differenza piu’ grande rispetto all’Italia e’ l’assenza del canone. Qui si paga il provider, un po’ come quando scegliamo la compagnia del cellulare. A seconda di quanto si vuole pagare al mese si avranno a disposizione un numero di canali compreso tra un centinaio e infinito. Cercare tra i diecimila canali televisivi appena arrivati in America e’ un’esperienza frustrantissima!

Diciamo che i pagamenti vanno da circa 40$ al mese a 150$. Moltissimi recentemente, se l’area in cui si vive lo consente, stanno togliendo il cavo per avere solo internet, e quindi i canali online (più magari una banale antenna per la ricezione locale). Inoltre, siccome la nazione ha un territorio sterminato, i provider presenti in alcuni stati sono praticamente sconosciuti in altri. Ma resta il fatto che il solo internet costerà circa tra 20$-40$ al mese a seconda delle aree.

Com’e’ la televisione da voi? Io non la guardo più, se non per le occasioni di maggior richiamo a livello nazionale, come i play off di basket o il Superbowl, o mondiale, come la notte degli Oscar o le Olimpiadi!

8 pensieri su “La televisione in America

  1. . Sai che il canone della Rai da anni è nella bolletta della corrente elettrica, ma è raro che facciano programmi che noi guardiamo. I tg li guardo su le reti Mediaset. Ci sono tanti canali.minori gratuiti ma i programmi che fanno sono repliche su repliche anche di molti anni fa. Noi guardiamo soprattutto Netflix , quello che vuoi , all’orario che vuoi, per noi è ottimale ed è economico. Per ora ci basta.

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  2. Non ho alcun tipo di Pay Tv, guardo soprattutto la 7 e il canale 8 più qualche scemenza rilassante su Real Time, ma mediamente solo la sera. E’ che leggendo e scrivendo il tempo per la Tv finisce in fondo alle preferenze a parte quando passa qualcosa che di solito richiama solo me, come serie tv che piacciono solo a me di cui, mio marito ci ride un sacco, hanno fatto una sola stagione, es. Forever.

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    1. Ciao Sandra! Anche io non la guardo quasi mai, perché mi annoia terribilmente. E poi negli ultimi 7 anni è stata monopolizzata dalla piccoletta 😀 ma anche io guardo l’equivalente di real time. Forever non so cosa sia 🙂 un abbraccio grande!

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  3. Qui abbiamo la TV via etere gratuita e la TV via cavo che ha sia canali gratuiti che a pagamento (un po’ come il digitale terrestre in Italia). La maggior parte dei contenuti interessanti sono a pagamento, così come i film stranieri recenti, i cartoni animati esteri o della Disney, i documentary di History o Discovery Channel o le partite di calcio… per questi devi avere un abbonamento a pagamento tramite un provider di servizi TV oppure, in alcuni casi, puoi acquistare il contenuto ad hoc (solo per i film) e ti viene addebitato in bolletta. Non esiste il canone per la TV pubblica come in Italia.

    Il nostro provider fornisce telefono, internet e TV. Inizialmente ci avevano dato il pacchetto con tutti i servizi a un prezzo vantaggioso, poi dopo 6 mesi passava a prezzo pieno e abbiamo disdetto la TV. Allora ci hanno dato altri 3 mesi di TV gratis… siamo andati avanti così per un anno. Ma alla fine abbiamo tolto il servizio TV perché lo guardava solo mio marito per il calcio.
    Qui con il calcio sono stati furbi: anziché fare come in Italia, che puoi fare l’abbonamento per le partite solo della tua squadra, c’è un solo pacchetto per il campionato di tutte le squadre, eventualmente estendibile ad altri incontri extra-campionato (tipo quelli dell’equivalente della Coppa Italia e della Champions League).

    Questo perché ci sono due grandi squadre e poi una miriade di squadre minori e nessuno pagherebbe per seguirle. Il pacchetto per le partite di calcio costa circa 10-15 euro al mese e dura tutto l’anno. Costa meno andare al bar e farsi una birra mentre si guarda la partita, una cosa che qui si usa abbastanza! Le partite della nazionale, invece, sono in chiaro sulla TV pubblica, a meno che non siano amichevoli.

    In casa non abbiamo neanche il telefono fisso. Abbiamo solo Internet e guardiamo solo Netflix e a volte Amazon Prime. Non c’è paragone rispetto alla TV tradizionale: lo guardi quando vuoi, dal dispositivo che vuoi, senza pubblicità e i contenuti sono molto più originali. Per me la TV tradizionale è morta. Una volta mi hanno invitato a un focus group sul ruolo di Rai International per gli emigrati italiani in Argentina (qui si vede in chiaro gratuitamente via cavo). Ci sono andata ma chiunque avesse più di 40 anni ha risposto di non avere neanche la TV. È invece popolare tra gli anziani che ci guardano la Clerici e il Commissario Montalbano (non sai che seguito ha in Argentina!!!).

    Netflix in Argentina costa circa 6 dollari al mese. Li vale tutti, ma il catalogo è limitato rispetto agli USA. Per un tempo sono riuscita a guardare Hulu usando un VPN, ma era troppo lento e ho lasciato perdere. Peccato, perché ero diventata una fan di Hoarders!

    Quando vado in giro, nelle sale d’attesa ci sono i programmi della TV e sono di bassissimo livello, con gente che grida e si parla sopra. Poi anche qui hanno l’uso della “previa”. Per esempio: c’è la partita alle 16, il programma inizia alle 14 mostrando cosa fa la gente prima della partita (risposta scontata: la grigliata) e intervistano gente comune che dice banalità.

    Del tipo “Ecco José da Temperley!!!! Hola, José, raccontaci un poco come ti stai preparando alla partita!”
    José: “Ciao, ciao a tutti, grazie per intervistarmi. Beh, come vedi, basta che giri la testa e vedi che siamo tutti qui a tavola con la mia famiglia [presenta tutti, telecamera inquadra tutti che fanno “ciao” con la mano] e qui sulla griglia sto preparando la salamella.” Intervistatore “Ah, certo, la salamella non può mancare! E dove l’hai presa? Perché l’hai scelta? Magari hai preso anche il sanguinaccio?” etc.

    Insomma, ‘na gran perdita di tempo. Ahahahah!

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