Sculpture of love and anguish: Holocaust Memorial Miami

Nel cuore di Miami Beach, in quell’area nota al mondo solo per spiagge, divertimento e locali, dal 1990 sorge un monumento all’olocausto: e’ l’Holocaust Memorial.

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via Flickr

A Miami Beach risiede la piu’ alta concentrazione di ebrei sopravvissuti alla Shoah di tutti gli Stati Uniti, in un numero compreso tra 20 e 25mila. Grazie al loro contributo si e’ decisa, non senza polemiche e prevalentemente grazie alla attiva testimonianza di decine di superstiti giunti da tutto il South Florida, la costruzione di un memoriale che ricordasse i sei milioni di vittime ebree dell’olocausto.

L’Holocaust Memorial viene approvato in pochi giorni e trova le sue fondamenta in 1933-1945 Meridian Avenue.

La principale scultura del Memoriale richiama l’amore e l’angoscia, Sculpture of Love and Anguish. Opera di Kenneth Treister, rappresenta una mano che si eleva verso il cielo in cerca di aiuto, e sul braccio sono drammaticamente aggrappate 100 figure umane in cerca di salvezza. Sull’avambraccio e’ impresso il numero di identificazione.

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Ai lati, un pannello di granito nero e roccia chiamata Jerusalem stone si riflette nell’acqua. E’ il Memoriale che riporta i nomi delle vitime, intere famiglie sterminate. Altri pannelli descrivono invece eventi ed esperienze di quel periodo.

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via Enjoy Miami Beach
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via Art of Miami

Il Garden of Meditation circonda il Memoriale, e i corridoi hanno nomi profondi, come The lonely path, o The Dome of contemplation. Troppo vicina e troppo grave la storia per potersene distaccare con qualcosa di piu’ leggero. D’altronde questa e’ una accusa spesso rivolta agli ebrei.

via Everywhereist

E’ senza dubbio un luogo carico di emotivita’. Difficile scindere la pieta’ dall’orrore, difficile guardare a quei simboli di distruzione senza provare angoscia. Le polemiche intorno alla sua costruzione vertevano proprio intorno a questo. Non si voleva un monumento funebre in un luogo di relax e pace, non si voleva farne un luogo puramente religioso. La Shoah resta una ferita aperta nell’animo degli Europei, e spesso qualcosa di angosciante e totalmente privo di spiegazione per il resto del mondo. Se leggete l’inglese seguite il link a Everywhereist, sotto l’ultima foto, l’autore e’ rimasto completamente travolto da un inaspettato senso di oppressione.

Elie Weisel, premio Nobel che inauguro’ la struttura nel 1990, dichiaro’:

One day, a man or a woman will enter this sanctuary of remembrance and wonder: Was it all true? Were the killers really that cruel? And the victims that helpless? That lonely? That abandoned?

Il giorno della Memoria, 27 gennaio, e’ stato istituito proprio per non dimenticare. E’ l’International Holocaust Remembrance Day.

Non ho ancora visitato il Memoriale, non posso farlo con mia figlia che ritengo sia ancora troppo piccola. Voglio che lei sappia cosa e’ accaduto, voglio che conosca la storia e che capisca davvero, che mi faccia domande di cui lei possa comprendere le risposte, voglio che ricordi la visita. Se avete bambini dagli 8 anni in poi, credo sia il momento giusto per andare. Le cose possono essere spiegate senza diventare fonte di ansia purche’ noi stessi ne abbiamo compreso il significato. Per quelli che vogliano introdurre ai loro figli questa difficile parte della storia dell’umanita’, qui un link in italiano a Focus. A mio parere, i libri sulle testimonianze vengono dopo: la lettura del Diario di Anna Frank e’ stato per me illuminante, ma ero gia’ un’adolescente e non l’ho mai piu’ dimenticato.

Holocaust Memorial of the Greater Miami Jewish Federation, 1933-1945 Meridian Ave, Miami Beach, FL 33139

Sempre aperto, ingresso gratuito, donazione libera.

Immagine in apertura via University of South Florida

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7 pensieri su “Sculpture of love and anguish: Holocaust Memorial Miami

  1. Io a 10 anni ho letto Olocausto tralasciando le parti più truci, ma sono sempre stata avanti con le letture (e indietro con altro, vabbe’), le scuole hanno un ruolo fondamentale e spero che non smetta mai di parlarne, io esco con un post domani, purtroppo però a me capita di sentire frasi tipo “eh basta con sta giornata della memoria”, a breve anche gli ultimi sopravvissuti dai campi di sterminio non ci saranno più, è quindi fondamentale che opere come quella che ci mostri, che in effetti un po’ di impressione la fa, e/o i libri rimangano a testimonianza, non dimentichiamo che esiste pure una fetta di negazionisti.
    Per cui grazie per questo post, un abbraccio.

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  2. Ieri anche in classe di mio figlio, che fa la quarta elementare, hanno affrontato il tema dell’Olocausto. E’ tornato da scuola con tante domande e la richiesta di visitare Auschwitz. In realtà già dallo scorso anno aveva iniziato a farmi domande sull’argomento (non ricordo nemmeno più come mai) e comunque, otto anni è l’età giusta per iniziare a parlare della Shoah, scegliendo il percorso più adatto alla sensibilità dei propri figli.
    Il monumento che ci mostri mi sembra bellissimo. E’ vero, è carico di angoscia, ma secondo me non si può affrontare il tema dell’Olocausto diversamente. Per far perdurare il ricordo, ed evitare il ripetersi di certi crimini, è necessario guardare in faccia l’orrore e vergognarsi, anche se “materialmente” innocenti.

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  3. Questo monumento è davvero toccante. Per me più passano gli anni, più è importante impegnarsi a ricordare e a trasmettere questa consapevolezza ai nostri figli. Anch’io ricordo di aver letto il diario di Anne Frank da piccola e quest’anno ho visitato la sua casa nascondiglio e si sono risvegliate un sacco di emozioni.

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