Epic fail #2

Ieri sera stavo cercando delle bustine per chiudere le Valentine per la classe di Picci – a proposito, capita anche a voi di comprare l’occorrente perfetto un mese prima, dimenticarvene, e cercare una sostituzione alla buona all’ultimo momento? – e mi ritrovo tra le mani tre cartoline, bianche, che dicevano “la tua gentilezza verra’ ricordata per sempre“.

Ho fatto un po’ fatica a ricordare, poi ho realizzato. Ho comprato quelle cartoline sette anni fa, per ringraziare chiunque ci avesse fatto un regalo per il baby shower. Belline eh, peccato solo che ho comprato quelle che si mandano dopo aver vissuto un lutto per ringraziare chi ha mandato le condoglianze o ha partecipato al funerale.

E allora ho ricordato di un’altra figuraccia che ho fatto sempre a causa della nuova cultura, sempre in quello stesso periodo, sempre quando ero incinta ed ero qui da 6-7 mesi.

Al College veniamo suddivisi in gruppi per lavorare ad un progetto, quelle simpatiche cose che servono a socializzare – eccerto. Era una classe congiunta EAP e regular College, il che significa poracci arrivati da qualunque parte del mondo da meno di un anno (va be, qualcuno era qui da 30 anni ma ancora non parlava inglese) e normalissimi 18enni cresciuti a Miami al primo ingresso in universita’. Il nostro gruppo si suddivide le cose da fare e inizia a lavorare autonomamente.

Leggi anche (dai miei gloriosi trascorsi al College):

Non ricordo piu’ purtroppo i dettagli, fatto sta che tra noi scappati de casa comincia a girare del malcontento, come se stessimo vivendo un’ingiustizia riguardo qualcosa che noi pensavamo non dovessimo fare. La paladina de noantri si fa portavoce del gruppo e, come tipico di noi italiani, manda un messaggio al miamense. Il quale, come tipico degli americani, chiama per chiarire.

“What’s up, gal?”

Gal???

Diosolosa cosa quel gal, e gli ormoni, mi abbiano scatenato nella capoccia. Una quarantenne che si fa dare della gal da uno sbarbatello? Ma ti pare?? Ma come si permette? E poi gia’ dovevo cantargliene quattro perche’ stavano cercando di fregarci, a noi immigrati paranoici, gal proprio non ci stava bene!! Insomma, non gli ho fatto una piazzata perche’ non ne avevo la capacita’ dialettica, ma gli ho parlato molto seccamente e gli ho detto che eravamo davvero risentiti, noi strani stranieri.

Non credo mi abbia capita. In realta’ spero proprio che non avesse capito cosa stessi dicendo nel mio inglese demmer, improvvisato a causa della telefonata inaspettata, ma nonostante tutto mi ha rassicurata come si fa con i pazzi. Fu davvero carino e ricordo ancora la sensazione di totale inadeguatezza. Ovviamente cosa volesse dire gal l’ho scoperto solo dopo del tempo. Significa ragazza.

Buon San Valentino a tutti! Raccontatemi le vostre figuracce alle prese con la nuova cultura!

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3 pensieri su “Epic fail #2

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