In difesa della banale conversazione

Mi permettete di essere un po’ polemica, ve’? No perche’ ne parlai tempo fa con alcune amiche incinte e niente, da allora non sono piu’ riuscita a chiedere loro nulla.

In pratiche molte mamme dicono che detestano sentirsi fare le solite domande, tipo Se dorme/Quanto dorme/Tu dormi?, Se mangia/Quanto mangia, Allatti? Ogni quanto? Insomma, avete capito. E pure durante la gravidanza non sopportano le domande banali Hai nausee? Mangi? Dormi? Continui a lavorare?

Ora.

Sara’ che sono rimasta incinta a quarant’anni e mi sembrava ed e’ stato un miracolo. Sara’ che mi ero appena trasferita dall’altra parte del mondo ed ero sola e parlavo pure coi muri. Sara’ che non ho mai vissuto come un fastidio chi mi toccava la pancia, anzi, ero fierissima del mio pancione tanto atteso. Ma davvero non riesco a capire perche’ tutti sti smarcamenti.

Facciamo che io non ti conosco molto bene, facciamo che ci incrociamo per caso, che sia per strada o su facebook. E mi fa proprio tanto piacere incontrarti, guardo con gli occhi a cuoricino il tuo pancione o il tuo neonato e mi viene voglia di interagire con voi. Ma che altro posso chiederti, scusa? E’ un modo per fare conversazione, per parlare di te e di voi, per sapere molto superficialmente come va, non e’ che davvero voglio farmi i fatti tuoi e indagare quante ore dormite a notte o quante volte ti sei alzata a fare pipi’. A te non dovrebbe cambiare la vita se dai una risposta di circostanza, mentre io andro’ via un po’ piu’ contenta per la mia strada, pensando a quanto e’ stato carino incontrarvi. E se invece dovessero infastidirti gli inutili consigli che molte si sentono in dovere di dare, e’ successo anche a me, beh, basta non dire proprio tutta la verita’, quella la si riserva alle persone piu’ intime.

Non so, io ero cosi’ grata che qualcuno si interessasse alla mia pancia… forse perche’ sono una che fa un sacco di domande stupide tipo quelle e non pensavo potessero essere cosi’ tanto fastidiose. Visto che poi l’alternativa e’ il silenzio.

touch my bump

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59 pensieri su “In difesa della banale conversazione

  1. A me piace un sacco parlare di queste cose… secondo me sta diventando un cliché dire che è fastidioso sentirsi fare queste domande. Si cerca sempre un modo di essere diversi e polemici finendo poi per essere parte della massa. Io adoro parlare di tutte queste cose, poi se dall’altra parte l’obiettivo é smontarmi allora rispondo a mezze verità 😉 ma quanto ho parlato in passato della cacca di Noemi… e quanto sono pronta a rifarlo!!! 😁

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      1. Sì, anche per me non c’è nessun problema a fare conversazione sulla vita di tutti i giorni, sui sonnellini, le pappe e quant’altro, ma non toccatemi la pancia!
        Avevo scritto un post tempo fa in cui raccontavo le reazioni diverse che avevo constatato col pancione in Italia e in California e dicevo appunto che mi ritenevo fortunata a vivere a San Francisco perchè qui nessuno puntava alla mia pancia mentre in Italia, nel mese in cui sono stata in gravidanza, era davvero un tutt’uno: pareva che portasse fortuna toccarla e sinceramente mi dava fastidio, specialmente se si trattava di perfetti sconosciuti!

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  2. Maddio che bella! Ti ho conosciuto proprio in quel periodo ❤
    Le chiacchiere di circostanza le ho sopportate solo con chi, appunto, conoscevo poco. Ma però i racconti di parto splatter me li sono dovuti subire e avrei fatto volentieri a meno!

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    1. ma boh, se a me da’ fastidio lo dico, No guarda gnaaffa’. Vissi con grande senso di estraneita’ la mia migliore amica che all’epoca mi rispose E come vuoi che sia, e’ stato un parto.

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  3. Guarda, secondo me più che le domande per se stesse è il modo in cui vengono poste credo. Io non sono ancora passata per questa fase, ma vedevo le mie amiche e la mia zia più giovane che ricevevano domande assurde poste in maniera anche morbosa. Infastidivano pure me che guardavo.
    Poi c’è stato l’episodio che mi ha fatto capire che sicuramente litigherò con la family quando (se-non diamo nulla per scontato) resterò incinta. Pranzo di Pasqua. A mia zia mancavano tipo due settimane al parto (no, meno…forse 7 o 8 giorni). Si gira verso mio zio e dice “mamma mia ma quanto si muove oggi, Non ne posso più” hai visto 3 mani (mia mamma, altra zia e mia sorella) dritte sulla pancia di mia zia. Ecco, io prendo un coltello e te la taglio quella mano!
    Alla fine c’è modo e modo, ma poi se si è permalose o “fastidiose” quello è un altro discorso. Alla fine gente che vuole farsi gli affaracci tuoi la trovi sempre

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      1. Diciamo che a me è sembrato brutto lanciarsi cosi…meglio chiedere. Io non ho mai chiesto a mia zia proprio perchè la tormentavano le altre e mi è dispiaciuto un pò devo dire. Ma la cuginetta me la godo adesso…mi adora e la cosa è reciproca

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  4. Quello che non dicono quando dicono di essere stufe di certe domande, è che lo sono di sentirsele fare da suocere, mamme, zie, prozie, cugine di secondo grado, ex-amiche delle medie che incontri per strada.
    Quella gente che riemerge dal nulla in quell’alba dei morti viventi che è il parto altrui, in famiglia.
    Sbaglio?

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  5. Sulla conversazione d’accordo al 100%, sulla pancia diciamo che penso dipenderebbe dalla confidenza con la persona in questione. Alle volte é giá così anche per gli abbracci un poco troppo affettuosi quindi immagino sarebbe uguale

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  6. A me non mi verrebbe mai in mente di fiondarmi sulla pancia di una sconosciuta per sentire il miracolo della vita che per quanto sia affascinante e attraente, resta pur sempre qualcosa che magari si condivide con chi si ha un minimo di confidenza. Le mie amiche hanno avuto tutte figli intorno ai 40, una perfino due gemelli quindi figurati se non si parlava di figli e concepimenti varii e mi sono dovuta subire pure tutto il solito repertorio di cacche, pappe, pediatri bravi e no, antibiotici si o no, vaccini , malattie ecc.. finche’ hanno capito che potevano piuttosto approfittare dei momenti della nostra amicizia per parlare d’altro e pensare ad altro e questo e’ stato un grande sollievo, per tutte noi!

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      1. Bella la definizione conquista emotiva! Potresti scrivere un post a riguardo, adesso mi sono messa a pensare a tutte le conquiste emotive ma mi sa che confondo un po’ le cose pero’ e’ un concetto molto interessante.

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  7. Quando conducevo i meetings per La Leche League, era bellissimo ascoltare tutte le storie di ogni donna, le difficoltà, le gioie, i successi e i fallimenti di ogni aspetto della maternità di ciascuna … sono testimone che tutte (o la maggior parte ) le donne amano parlare delle proprie esperienze come madre, e confrontarle con quelle di altre donne, condividere per imparare o suggerire… pero’ c’e’ contesto e contesto… Per dire, siamo ad un incontro di supporto per donne che allattano, ovvio che si parla di tutto ciò che concerne allattamento… oppure se, come scrivi tu, e’ un incontro casuale con altre donne al parco o in fila al supermercato che non si conoscono per niente, va’ benissimo. Abbiamo qualcosa in comune e sono i nostri figli e il fatto che l’ultima volta che abbiamo dormito 8 ore senza interruzioni e’ stato … boh, chisseloricorda?
    Sto lontana pero’ dalle persone che, dopo i primi incontri, continuano ad incentrare tutte le loro conversazioni sui figli, marche di pannolini, asili, etc. Ma tu non ti riferivi a queste situazioni, vero?

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  8. In UK non si toccano le pance, quindi il problema non si poneva! Ho notato però che vedere una donna incinta incoraggiava la gente a parlarmi… Di solito gli inglesi sono schivi e non si mettono a parlare con gli estranei, invece in quel caso sembra sia normale. E poi io chiedevo a loro dei loro figli, e mi raccontavano un pezzettino della loro vita… Era bello 🙂

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  9. Non ricordo di persone estranee che mi toccassero la pancia, quindi credo non sia avvenuto o non lo ricordo e se non ricordo vuol dire che non mi ha infastidito, credo. Io le pance delle altre, delle persone che non conosco, non le tocco, se sono in confidenza si, ma prima chiedo, ognuno ha una sua sensibilità. Io sono anche quella che non prende in braccio i neonati se non è la mamma a chiedermelo, so che sono molto gelose e ognuno ha le proprie idee. Sono anche quella che tocca i piedini dei bimbi, se hanno i calzini, altrimenti la gambina, perchè so che a molte infastidisce. Ma sono quella che fa domande sceme….. Ti dorme? Riesci a riposare qualche ora di seguito? Mangia? Rogna? Tu come stai? Riesci a ritagliarti cinque minuti per te?

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  10. Mi hanno chiesto talmente tante volte se fossi incinta solo perchè ingrassata che semmai riuscissi ad esserlo davvero spaccerò la panza per gonfiore di stomaco e non parlerò mai e poi mai di nausee & co. con chiunque! XD

    Ma queste mamme riservate esistono? No perchè a me sono capitate solo quelle che parlano unicamente dei figli e con cui fondamentalmente non abbiamo nulla in comune su cui confrontarci e che non mi hanno risparmiato nemmeno i dettagli più cruenti! (L’ultima una conoscente che mi ha annunciato la gravidanza a 3 settimane. Vabbè la gioia, ma boh!)

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      1. Davvero? No io credo che potrei tacerla fino all’ottavo mese per come sono fatta! Soprattutto con chi conosco solo di striscio.
        Sarà che sono super riservata su alcune cose è che so per certo che in modo naturale figli non ne potrò avere, ma non sbandiererei mai la cosa sia per rispetto di chi mi sta intorno che per una enorme, immensa scaramanzia. (Anche se, per come stanno andando le cose, è probabile che non debba proprio pormi il problema purtroppo)
        Però bello vedere come ognuno vive/vivrebbe la cosa in base al proprio vissuto (ultimamente, cosa mai successa prima, sto vivendo malissimo la storia degli annunci e mi sembra che l’umanità intera sia incinta)

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        1. Carolina, parli con una che per vicende varie della vita ha aspettato dieci anni prima di restare incinta. Ecco, a tre settimane di gravidanza, quando l’ho scoperto, ero un po’ entusiasta 😀

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  11. Io odio che qualunque persona che non mi conosce mi accosti e provi a parlarmi, ed è per questo che vivo in Finlandia dove è un reato sociale gravissimo parlare in pubblico a qualcuno che non si conosce. Quando torno in Italia faccio finta di non parlare la lingua per evitare le chiacchere. A ognuno il suo no? 😉

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      1. Attaccare bottone è considerato estremamente scortese. Alla fermata dell’autobus si sta tutti ad una certa distanza gli uni dagli altri, non è necessario salutare quando si entra un negozio e in generale non si parla se non si ha qualcosa di importante da dire. Per me è il paradiso ma molti expat italiani soffrono

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        1. Ah Kuusamo! Non mi sorprende allora, è ancora più a Nord di dove vivo io ed è un posto piccolo. Io vivo a Turku. Non sei mai venuta in Finlandia? Se ci passi anche solo una settimana in inverno o autunno ti accorgi subito della differenza. Però al contrario degli italiani quando dicono qualcosa lo pensano davvero, le parole hanno peso e valore, nessuno dice ti amo tanto per dire o con facilità.

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        2. Eh, l’ultima volta sono stata quasi trent’anni fa… chissà, magari ci tornero’? 🙂 ma tu hai un blog Marissa? Mi piacerebbe leggere della tua vita li’, nessun italiano scrive dalla Finlandia.

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        3. Niente blog temo 😉 ma qualche expat italiano che scrive c’è a quanto ricordo. Spero che un giorno tu possa tornare e vedere quanto è bello questo paese (e silenzioso 😉 )

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  12. Io la penso come te, a me piace stabilire un contatto, chiedere, interessarmi perchè la gravidanza resta per me uno dei miracoli così belli e preziosi che mi interesserei della gravidanza di chiunque!! Leggendo qua e là nei blog ho trovato diversi post di gravide e neomamme arrabbiatissime e da allora il mio atteggiamento è cambiato: sondo il terreno ma non mi spingo più in là se scorgo anche la minima resistenza.. Pazienza!!! Le pance andrebbero accarezzate sempre!!!! loveyouLucy!!!

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  13. secondo me il problema non sono le domande, ma i consigli che vengono dopo le domande o peggio ancora i giudizi (lo allatti, ma ancora? non lo allatti più? peccato! Prende il ciuccio… ma è un vizio!), dai quali a volte non ti smarchi più. (cioè ti attaccano delle vere e proprie pezze).

    In realtà a me le domande sulla gravidanza sono sempre piaciute tantissimo, ma dopo aver avuto Thiago che non dormiva, ancora adesso, quando qualcuno mi chiede se Leon dorme devo avere avere tipo DPTS e mi innervosisco (comunque lui dorme!)

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