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Gifted, Honor Roll, Honors College: la meritocrazia a scuola

Negli ultimi giorni in Italia c’e’ stata un’enorme polemica – delle solite italiane, che ci si infiamma per giorni per partito preso e non si trova un dialogo col lanternino e poi non cambia niente – riguardo i concetti di meritocrazia, possibilità e equità. Per qualche strano motivo infatti la nostra cultura di provenienza assimila completamente questi concetti e appiattisce ogni discussione. Negli Stati Uniti la meritocrazia e una sana competizione sono alla base del sistema educativo, e da li’ si trasmettono alla vita lavorativa e sociale. Vi racconto qui che cosa sono il Gifted program, Honor Roll, e Honors College e in ch emodo contribuiscono alla meritocrazia a scuola. Spero continuerete a leggere con mente aperta e senza pregiudizi. Ne’ sto dicendo che qui non ci sono problemi.

Partiamo spiegando che dare a tutti le stesse possibilità e’ alla base della cultura americana. Concordo che non accade in tutti gli Stati e nella stessa misura, ma in alcuni luoghi ci sono fattori storici e socio-culturali che rendono impossibile sganciare il concetto di equità da quello di white privilege, il vantaggio storicamente associato all’appartenenza alla razza bianca. Provero’ quindi a fare un discorso generale, lasciando i concetti woke, come gli stupidi li chiamano, ad altro articolo.

Capacità e meritocrazia a scuola negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, esattamente come in Italia, le classi scolastiche vengono composte in modo da essere omogenee. Come in qualsiasi scuola pero’, ci sono studenti che sono piu’ capaci ed altri meno.

Nel sistema scolastico pubblico della Florida se ci sono alcuni bambini decisamente piu’ portati all’apprendimento, questi vengono inseriti in un programma speciale chiamato “gifted program“. Essere gifted non e’ una colpa ne’ un merito. Gli studenti gifted seguono un programma scolastico diverso, leggermente accelerato rispetto a quello degli studenti della classe base.

Una volta che si viene valutati gifted si resta tali fino alla fine della scuola dell’obbligo, e la valutazione viene fatta da psicologi della contea. Si puo’ uscire da un programma gifted, sebbene si resti uno studente gifted. A scuola di mia figlia, una charter school, non esistono sezioni gifted, quindi non tutte le scuole hanno questo programma.

Gli studenti gifted vengono quindi premiati per il loro merito scolastico. Questo significa che la classe non gifted resta indietro? Assolutamente no. La classe non gifted segue il percorso educativo normale secondo i parametri dello Stato.

I voti nel sistema scolastico americano sono A, B, C, D, e F, di cui gli ultimi due non sufficienti.

In tutte le classi, gifted e non gifted come nel caso di mia figlia, i bambini che ottengono tutte A in pagella vengono iscritti nel Principal Honor Roll (il roll e’ l’appello, quindi diciamo che si puo’ tradurre con l’elenco degli studenti con onore del dirigente scolastico), mentre quelli che hanno tutte A e B e non piu’ di una C ottengono l’Honor Roll. Queste menzioni speciali vengono riportate nel curriculum dello studente e compongono la media scolastica dei voti, o GPA, dalle elementari fino a tutta l’universita’.

La differenza tra un Principal Honor Roll e un Honor Roll e’ enorme, essendo il primo un GPA di 4.0 e il seconda almeno 3.0. Chi valuta gli studenti all’universita’ sa perfettamente che i piu’ bravi hanno almeno un 3.5 GPA mentre un 3.0 e’ diciamo la media.

Quando si arriva all’universita’, uno studente particolarmente meritevole puo’ aderire a quello che si chiama Honors College. Per entrare a farne parte, lo studente ha un GPA di almeno 3.5 (3.7 in alcune istituzioni). Cosa si fa in un Honors Program? Si seguono dei corsi particolari, intellettualmente un poco piu’ impegnativi, e bisogna mantenere un’ottima media.

Uno studente che ha un GPA alto puo’ ambire ad entrare nelle migliori universita’. La media scolastica infatti, insieme ai risultati del test attitudinale, sono i due criteri che determinano accettazione o rifiuto all’universita’. Ovviamente ci sono mille motivi per cui questo criterio e’ iniquo, esattamente come lo e’ un test selettivo per entrare in un particolare corso universitario italiano.

Il concetto quindi di gifted e’ simile all’albo delle eccellenze italiano che pero’ premia solo gli universitari.

Conosco già le critiche a questo sistema. Ma voi che criticate pensate che tutti hanno bisogno di un’istruzione post-secondaria? Come funzionerebbe una società in cui sono tutti laureati?

Perche’ premiare il merito

Tornando alle classi gifted, che bisogno c’e’ di queste divisioni, vi starete chiedendo?

Penso che tutti noi abbiamo ricordo di alcuni compagni di classe particolarmente brillanti. Che succederebbe se i ragazzi di una scuola, solo quelli piu’ stimolati dallo studio e che ottengono prestazioni migliori, fossero riuniti in una sola classe? Cosa succede agli studenti piu’ bravi che vivono in aree depresse?

Conosco le critiche e per alcuni versi le condivido. Tuttavia in Italia succede la cosa opposta, e cioe’ che se non tutti hanno le stesse possibilita’, allora non ce ne sono per nessuno.

E questo e’ ugualmente profondamente ingiusto.

Il sistema scolastico italiano premia si’ gli studenti migliori, ma tutti noi sappiamo che la media della classe e’ quella che conta. Qualsiasi insegnante sa che se la maggior parte degli studenti e’ capace, l’apprendimento scorre rapido; viceversa una classe mediamente meno veloce ad apprendere avra’ bisogno di piu’ tempo per assimilare i concetti. In qualsiasi classe italiana gli studenti piu’ lenti sono stimolati ad apprendere grazie alla diffusione della conoscenza data dalle menti piu’ brillanti, e loro ne giovano senza dubbio. Ma che succede alle menti brillanti?

Quante volte abbiamo sentito di studenti che in classe si annoiano perche’ sono gia’ pronti ad andare avanti col programma e invece devono aspettare che tutti ci arrivino?

Perche’ uno studente che ha voglia di studiare ed e’ molto portato non puo’ seguire un corso di studio accelerato?

La studentessa/influencer da cui tutta questa riflessione ha preso spunto sta ricevendo le stesse critiche che vennero rivolte negli anni ’90 a un poraccio che si era laureato in legge in 3 anni e poco piu’. Solo che all’epoca non c’erano i social e la polemica era finita presto. Ho letto commenti agghiaccianti in cui si diceva che siccome non tutti vengono da famiglie abbienti allora nessuno dovrebbe potersi laureare in anticipo.

Qualsiasi critica abbia letto al concetto di meritocrazia in Italia aggiungeva che e’ iniqua perche’ non tutti hanno conoscenze e relazioni importanti che permettono di ottenere un determinato posto di lavoro o la vittoria al concorso.

In Italia meritocrazia significa raccomandazione oppure soldi, e questo e’ un problema tutto italiano.

Meritocrazia a scuola e possibilità: le minoranze etniche

Provero’ a spiegare in poche righe, per non risultare noiosa, cosa succede agli studenti americani che storicamente non hanno avuto accesso allo studio per motivi razziali, fino praticamente a pochi decenni fa. Nelle universita’ americane, che come sapete sono estremamente costose, ci sono delle borse di studio dedicate agli studenti delle minoranze etniche, quindi possono essere afroamericani, indiani americani, e ispanici. Gli studenti meritevoli che appartengono a queste categorie partono comunque da una situazione di svantaggio sociale, vuoi perche’ sono i primi nella loro famiglia a frequentare l’università, vuoi perche’ per motivi di lingua o perche’ non hanno studiato le loro famiglie non hanno mai avuto possibilita’ di ottenere lavori piu’ qualificati.

Gli studenti delle minorities possono ottenere dei finanziamenti governativi speciali che gli permettono di frequentare l’università, in alcuni casi perfino le Ivy Leagues, ovvero i migliori college americani, quelli che di solito sono unico appannaggio delle elite bianche. E’ come quando le persone con ISEE molto basso possono accedere alla Bocconi, per dire.

Per motivi storici e culturali tuttavia, questo non accade molto tra i neri, ma non ne discutero’ in questo articolo.

Molti afroamericani preferiscono frequentare le cosiddette HBCU (Historically Black Colleges and Universities), ovvero le università che storicamente erano riservate sono ai neri, e a quelle scuole vengono destinati fondi federali speciali, i cui studenti migliori ottengono borse di studio dedicate.

Florida International University, dove lavoro, ha ottenuto qualche anno fa una donazione di 40 milioni di dollari dalla ex moglie di Besos per essere insieme a University of Central Florida le piu’ grandi università degli Stati Uniti a permettere la mobilità sociale degli ispanici, ovvero migliorare le possibilità di lavoro e di vita a coloro che arrivano da un altro paese o che sono figli di immigrati provenienti dal sud America.

A Miami siamo al paradosso che un bambino bianco (“white”) come mia figlia non ha accesso ad alcun fondo speciale, e l’università se la deve pagare di tasca propria, e la sua unica speranza e’ di ottenere una borsa di studio per merito grazie alla media scolastica molto alta. Per questo mi sogno di protestare e chiedere di dare le stesse possibilità a mia figlia? Mia figlia non solo e’ “white” e ha gia’ piu’ opportunità di chi e’ “Hispanic” o “Black”, per non parlare di native Americans che sono praticamente inesistenti nel sistema educativo tradizionale, ma e’ figlia di due persone che hanno avuto la possibilità di studiare.

E intendo le scuole dell’obbligo.

I bambini devono saperlo: non si può essere uguali

Vi lascio con un interessantissimo articolo scritto da una insegnante italiana che si chiama I bambini devono saperlo: non si può essere uguali, e che spiega in poche parole che

giustizia non significa dare a tutti le stesse cose. Certo, l’ideale sarebbe rimuovere completamente qualunque causa di disuguaglianza, ma non sempre questo dipende da noi, o ne siamo capaci. Perciò, intanto, dobbiamo impegnarci per l’equità: dare ad ognuno quello di cui ha bisogno.

Ma questo deve valere per tutti, studenti meno capaci e quelli piu’ capaci. Nella cultura italiana la meritocrazia e’ un concetto classista di cui ci si deve vergognare. E’ di destra.

E’ un concetto che e’ stato completamente stravolto e che non trova basi concettuali solide ma solo ideologiche. In Italia uno studente meritevole non viene misurato da test oggettivi (“a crocette”) ma molto spesso da un giudizio personale dell’insegnante, che spesso lascia troppo adito a preferenze. E il giudizio personale diventa spesso una critica spietata, che in Italia la lingua corre fin troppo veloce e mortifica le persone, e agisce sull’autostima in modo irreversibile, in maniera non troppo diversa dall’essere paragonato in continuazione a chi prende sempre A.

Nel sistema scolastico italiano lo studente e’ gia’ giudicato dall’alto, spesso in modo insindacabile e non oggettivo, proprio perche’ storicamente si rifiutano dei criteri misurabili.

Voglio dire, chi potrebbe negare l’evidenza di un concetto nobile come quello raffigurato in questa immagine? Ma siamo sicuri che succeda nonostante l’assenza di meritocrazia?

Alla fine in Italia sono i migliori ad essere mortificati.

E ne e’ la prova l’incessante ed inarrestabile fuga di ricercatori italiani all’estero, quelli che potrebbero contribuire alla crescita intellettuale ed economica del nostro paese e che invece, in quel caso si’, si vedono scavalcare da persone meno capaci ma con conoscenze nei posti giusti. E capita, qualcuno ne ha parlato anche qui, a quegli exchange students che tornati in Italia a fare il 5 anno vengono criticati per aver “perso un anno”, o il cui inglese, siccome viene spesso valutato da qualcuno che non ha competenze linguistiche, risulta sbagliato. E capita a tutti coloro che avendo menti brillanti e voti ottimi vengono schiacciati e uniformati ad un sistema che, giustamente, sostiene chi ha meno possibilita’, ma che alla fine non ha strumenti analoghi per premiare il merito. Il concetto e’ Sei gia’ bravo, te lo dobbiamo pure sottolineare?

E similmente: E’ giusto che gli insegnanti non vengano reclutati in base al merito ma in base a dove vivono? E’ giusto che chi non ha un adeguato titolo di studio possa diventare un insegnante? E’ giusto che un insegnante venga messo ad insegnare una materia su cui non ha alcuna esperienza? E’ giusto che la disabilita’ cognitiva venga assistita da insegnanti che non hanno alcuna formazione in merito? E’ giusto che persone formate per assistere i disabili non abbiano alcuna competenza didattica?

Non pensate che la scuola italiana abbia bisogno di una rivoluzione?


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5 commenti

  1. Ci sono troppe cose ingiuste nella scuola italiana, troppe davvero. Ne avrei da raccontare. Ci sarebbe proprio bisogno di una bella rivoluzione scolastica, ma siamo sempre ancorati ai vecchi metodi che difficilmente verranno smantellati.

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  2. pienamente d’accordo. mio figlio a 3 anni sapeva leggere e scrivere, a 5 faceva equazioni a 3 incognite di primo grado. in prima elementare ha avuto la fortuna di avere una maestra di matematica che, non appena lui aveva finito (in tempo 0) gli esercizi dati alla classe, gli faceva fare le schede di quinta elementare anche se erano comunque molto facili per lui,. dalla seconda in poi nuova maestra che invece lo ha totalmente appiattito, smorzato e fatto odiare la matematica che prima adorava perchè gli tirava il freno a mano in quanto secondo lei “tutti i bambini devono essere uguali”.
    quanto alla laurea, anche lì pienamente concorde e trovo aberrante il nuovo ordinamento con 3+2: non solo questo sistema è molto più semplice rispetto al vecchio (al vecchio non esistevano le mille tesine da fare a casa su poche decine di pagine per volta, la cui media poi sostituiva l’esame finale. esami su tutto il programma, spesso oltre 1000 pagine da portare in una botta, e muti), ma è diventato un liceo aggiuntivo dove si iscrivono cani e porci perchè ormai la laurea non si nega a nessuno. taccio poi di quanto sono ridicoli quelli che, avendo fatto triennale e magistrale, si vantano di avere due lauree, poi fanno una seconda magistrale dove gli abbuona 8 esami su 10 e si vantano di averne 3. patetici a dire poco, perchè nella realtà hanno una pochezza di contenuti imbarazzante.
    negli ultimi vent’anni è venuta la fissa di avere tutti laureati per allinearsi a una misteriosa media europea. e le manovalanze le buttiamo nel cesso? i ragazzi a cui fa schifo studiare che si parcheggiano all’università e ci mettono 7 anni a finire perchè non aprono mezzo libro?
    infatti il risultato è stato che ormai le lauree non contano più niente nel mondo del lavoro, e guadagna molto di più un operaio rispetto a un ingegnere o un architetto

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  3. Mentre leggo il suo articolo mi vengono le lacrime agli occhi. Ho una figlia gifted e davvero il suo articolo accenna diverse situazioni già vissute anche se con realtà di fondo ancora più tristi… si aprirebbe un mondo a raccontarle !

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