Stamattina mi hanno raccontato il campo scuola della classe II, e ribadisco qui tutta la mia stima per i prof, eroi notoriamente apprezzati dalla società e riconosciuti nel loro impegno educativo.

Viaggio di andata, in pullman. Una ragazzina sonnecchia per tutto il tragitto, tanto, troppo. Ad un certo punto agli accompagnatori sorge il sospetto che sia svenuta, e in effetti è proprio così… causa diabete. Aveva dimenticato di misurare la glicemia. Ambulanza, per fortuna solo tanto spavento.
Dopo la visita alla città, ai ragazzi vengono concessi 15 minuti di shopping. Uno di loro compra delle manette – ma si vendono le manette in un negozio di souvenir?? – che pensa bene di far indossare alla sera al compagno di classe disabile, e poi fa sparire le chiavi che vengono ritrovate dopo ore. Nel frattempo in un’altra stanza una compagna scivola nella doccia e si rompe una gamba: piccola, per te il grande fratello finisce qui.

Al piano di sopra intanto la timidina della classe decide di uscire allo scoperto col più ambito dei maschietti, e gli propone un appuntamento. Qui il resoconto è un pò lacunoso, la cronaca narra che lui abbia rifiutato l’invito, lei fa per dargli un buffetto sulla guancia ma lui si volta e gli colpisce il naso, che a causa di capillari fragili inizia a sanguinare copiosamente. Risultato: stamattina la timidina era sulla bocca di tutti per aver dato un cazzotto in faccia al belloccio.

Ora, la domanda della prof che mi ha raccontato il tutto era: Io le manette le ho requisite e le ho portate a casa… ma se le trova mio marito?

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