Viaggi anni ’70

Mi ricordo quando si partiva per le vacanze.
La nostra famiglia piccolo borghese, ma piccolo piccolo, trascorreva il mese di luglio al mare vicino Roma. O meglio, noi figlie ce la spassavamo beatamente al mare e i genitori continuavano a lavorare ma da pendolari. Poi, ad agosto, il viaggione, a volte in Italia a volte all’estero, quasi sempre al mare.
Ma ovunque andassimo, e che fosse luglio o agosto, lo stato della nostra automobile era questo:

fb8b0-bagagli

Mio padre sbraitava contro l’incapacità di mia madre di lasciare anche solo il portaspilli a casa, per poi passare il mese in questione a rimproverarla di non aver portato proprio il cacciavite che a lui serviva. Mio padre non sapeva farsi le valigie, non sapeva farsi nemmeno il caffè veramente, e viveva in uno stato di eterna figlitudine come si conveniva agli uomini di un tempo. Mia madre quindi pensava per quattro, dovendo preparare l’occorrente anticipando i bisogni di tutti, che quando poi è arrivato il cane portava pure i giochini di Peppe.

Cane femmina.

Sono sempre stata incapace a preparare un bagaglio sintetico. Essendo un’impulsiva, quando faccio shopping compro sull’onda dell’entusiasmo e non bado tanto ai colori, al punto che fare una valigia anche solo per un weekend significa dover considerare tutto lo spettro prismatico. Mia sorella invece veste solo di nero e grigio da quando ha sedici anni. I suoi bagagli sono perfetti. C’è da dire che viaggia poco eh, ma quando lo fa ha sempre tutto con sé, o non le serve altro perché lo ha già previsto.

Sono riuscita solo una volta in questa impresa. Facemmo un viaggio itinerante in Tunisia, Slashbro ed io e un’altra coppia di amici. Stufa di portare i borsoni e gli zainoni da campeggio che pesano un accidente da vuoti mi feci prestare da mia sorella uno suo zainetto a triplo fondo, bellissimo, dove feci entrare veramente l’indispensabile. E non mi servì niente altro, furono tre settimane di pareo, gonne svolazzanti, canottierine, costumi e shorts, e fu un viaggio bellissimo. Non acquistai nulla però, nemmeno souvenir. Non avrei saputo dove metterli. Tanto ero decisa a viaggiare a mani libere che dimenticai la stecca di sigarette del duty free nel taxi che ci portò all’albergo di Tunisi.

Smisi di fumare.

Poi c’e’ quella volta che rubai un’asciugamano perche’ lo avevo dimenticato.

Annunci

0 pensieri su “Viaggi anni ’70

  1. Io ho imparato a fare le valigie velocemente e in modo efficace solo con il lavoro, quando mi sono trovata a prepararmi per le trasferte all’ultimo minuto e a non poter dimenticare nulla. Adesso fare le valigie non mi crea problemi. è molto peggio disfarle e organizzare le sessioni di lavatrice! 😉

    Mi piace

Che ne dici?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.