E’ quello che tutti mi chiedono quando ritorno dalle vacanze.

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Miami è una città strana, molteplice.

Miami è americana e latina. Si parla più lo spagnolo – el idioma principal – che l’inglese. E’ la città delle spiagge di Miami Beach, dello shopping, dei turisti, dei ricchi Americani in pensione, ma anche quella degli esuli cubani, dei profughi haitiani, dei clandestini messicani, peruviani, colombiani… E’ la città del sole, del verde e dell’acqua. E’ una città che non ha servizi pubblici davvero efficienti e se non hai la macchina ci vogliono ore per attraversarla. E’ una città enorme, sconfinata, diversissima, dalle costruzioni basse, squallide e costruite in fretta della Calle Ocho, ai condomini bellissimi e verdi dei nuovi quartieri residenziali de El Doral o della new middle class di Kendall, alle ville miliardarie di Coral Gables, Pinecrest, Key Biscayne, South Beach…

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Miami e’ la città con Coral Gables, un meraviglioso polmone verde di banyan trees dai rami intrecciati e le radici tortuose, i campi da golf e la bellissima Venetian Pool.

E’ una città completamente latina ma si cena alle 18 e molti locali chiudono alle 22, come in tutto il Nordamerica, a dispetto del clima e della luce ben più generosi che altrove.

La prima impressione che ho ricevuto da questa città è stata di stupore. Immaginavo South Beach e le ville dei vip, come si vede sui giornali. Ma Miami e’ un’altra cosa.
E se davvero vivi Miami quello che ti rapisce è la natura in tutte le sue forme. Palme e mangrovie sono ovunque, così come l’acqua, che sia Oceano, baia, lago artificiale, fiume con albatros e alligatori o piscina privata.

Uno dei miei quartieri preferiti è Brickell, moderno, con i grattacieli, il ponte mobile ed il mare ad un passo. E anche Key Biscayne, da cui si vede il Downtown, con le sue spiagge della riserva.

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Le case dei residenti sono quasi tutte indipendenti e ad un piano, o townhouses con il loro piccolo giardino di rappresentanza dove si fanno i garage sales e quello piu’ grande, privato, sul retro. Questo tipo di proprietà privata è il principale motivo per cui la città si estende in orizzontale, per miglia e miglia, e questo tipo di struttura spiega tanto della cultura anglosassone.

Sui fili della luce si vedono correre gli scoiattoli e sulle siepi camminano piccoli aironi dalle zampe lunghe.

Miami è una giovane città di frontiera. Che si tratti del turista in vacanza o dell’immigrato in cerca dell’american dream, quasi non conosce autoctoni. Nasce all’incirca cento anni fa, cosa impensabile da comprendere per chi proviene dall’Europa, e si sviluppa rapidamente inglobando vecchi ghetti e nuove speranze.

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Miami e’ la citta’ dove convivono neri, cubani, haitiani, europei, arabi e russi.

Amo questa città, a cui manca davvero solo un luogo di incontro che non sia il mall, un posto dove le sue tante anime possano passeggiare e lasciarsi accarezzare dal vento caldo, ben coperti da un cappello. Si cammina solo a Miami Beach, piena di turisti e piena di italiani, la cui strada principale è ferma agli anni ’60 e dove si passa la notte di locale in locale. Ma l’Americano non ha tempo per questo, dopo il lavoro inizia la vita privata. Per passeggiare e rilassarsi probabilmente andrà in vacanza in Italia.

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