The little teacher

Come già anticipato, voglio segnare con la penna rossa gli strafalcioni grammaticali in lingua straniera che più mi irritano.

metro B Tiburtina

Il peggiore di tutti, quello che più mi ricorda le unghie sulla lavagna o il gesso che stride, è La recepsion. Non ce la posso fare, è più forte di me.

I viuster. Perchè non si riesce a dire v i u r s t e l? Vi si arrotola la lingua? E’ quel problema genetico che impedisce anche di piegarla da un lato? Non potreste al limite dire viusteL? Che poi a Roma è anche peggio, diventano I iiusse.

Abbigliamento. Ora per fortuna gli hanno cambiato nome e con leggins non ci si può sbagliare. Ma quando si chiamavano fuseaux si leggeva sempre fusò. E paillettes non c’è storia, si sbaglia sempre. Paiéts. Paillets. Paiè. AAARGH!!!

Non cito i latinismi come sammit, midium e massmidia, ormai sono talmente entrati nel linguaggio comune da crederli derivati dall’inglese. Però che il plurale di curriculum sia curricula dovrebbe essere noto. In effetti a volte anche solo il dubbio è un opzional.

Vogliamo considerare il solito tram-tram un errore in lingua straniera?
E l’acca genera più dubbi in italiano o in inglese? Di sicuro c’è chi la piazza un pò dove capita, come nei frequenti orrori Whit e Jhon.
Per non parlare dei sentimenti. Esprimerli in italiano può essere complesso, ma a volte le lingue straniere vengono in nostro soccorso.

Per una panoramica pluri linguistica vi consiglio una visita alla pagina facebook amori grammaticalmente scorretti.
Che poi apprezzo sempre quelli che si prendono la briga di correggere gli orrori.

Mona.

Le ultime due chicche qui sotto invece appartengono agli ospedali San Filippo Neri e San Camillo di Roma. Per la serie, se già stai soffrendo, non ti dò scampo.

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0 pensieri su “The little teacher

  1. hahahah davvero non ci resta che piangere! Anch'io sono una maestrina con la penna rossa inside – l'altro giorno mi stavano venendo le convulsioni quando davanti alla vetrina di Benetton (e dico, Benetton, non la panettiera sotto casa) c'era scritto Legghins. Oh my god. Ciao caraaaa

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  2. uuuuh come ti capisco. Io detesto, e non riesco a trattenermi dal correggerlo, chi pensa che CRACKERS sia il prodotto in sè. Quando sento la frase “Vuoi UN crackerS?” ho una reazione epidermica. Quell'idiota con cui ho convissuto era (è) incapace di pronunciare qualcosa di vagamente simile a VIUSTEL, VUSTEL, al massimo era un VURSTER, e da questi sintomi mononeuronici avrei dovuto capire molte cose. C'è da dire però che già curricula è poco conosciuto…figurati quando una volta mi sono azzardata a correggere “guardi che Fiera dei Cactus in realtà sarebbe la Fiera dei Cacti”. Il tizio della pro loco m'ha guardata 1.checazzostaiadì 2.fatte li cacti tua.

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  3. oooh non mi parlate di cacti, che io in UK avevo cominciato una campagna sull'asparagus che diventa asparagi, e li ne ho sentite: ah, asparagai? ah, asparaghi? nooo. Gi. Dolce, come Giulia. No Guilia. Giulia. Aaaaahh la catarsi collettiva, brava Lucy!!

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