Oggi, Tax Workshop. Al di la’ del fatto che sono stata inutilmente invitata, perche’ solo dal prossimo anno dovro’ dichiarare la mia esistenza fiscale allo stato americano – ma ho cominciato a rendermi conto di cosa richiedono e come – la prof era una tipa simpaticissima. Pingue, occhi azzurri, si muoveva e le sue giunture scricchiolavano ad ogni passo. Ogni tanto faceva battute cosi’ da rendere interessante, e interattivo, il seminario. Ad un certo punto racconta che suo padre e’ italiano e sua madre cubana, e che lei e’ nata in America e che tutti i suoi nipoti, italiani e cubani, stanno cercando di trasferirsi negli Stati Uniti.
Al termine del seminario mi avvicino a lei per chiederle delle cose e le dico che sono italiana. Non fa una piega – come invece mi sarei aspettata – e aggiunge che non parla l’italiano ma lo capisce molto bene. Ah ah ah, come me con lo spagnolo, le dico, sono simili! Oooh, si! Mi fa. A maggio andro’ in vacanza e girero’ Venezia, Trieste e Milano, e potro’ capire tutto quello che mi diranno ma senza rispondere, ah ah ah! Di dove sei? Di Roma, le dico.

Indovinate di dov’era suo padre?

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