Guardare l’Italia da lontano significa non essere dentro quel circuito emotivo cosi’ delirante, come ad esempio dicevo qui. Ovviamente, oltre ai giornali, il mio riferimento e’ fb.
In questi giorni pero’ la tristezza e’ tanta. Notizie terribili come quella del terremoto si accompagnano a commenti ridicoli e a campagne anti a prescindere, che mi fanno cascare le braccia. Gia’ e’ un momento difficile, i disfattisti trovano sempre terreno fertile perche’ la maggior parte delle persone non ha una mente critica. Sara’ che sono una bastian contrario, e un po’ e’ deformazione professionale, lo dicevo gia’, ma cerco sempre di guardare l’altro lato della medaglia, per qualsiasi cosa. Ma la maggior parte no. Fanno gli indignati cliccando condividi.

Comincio dal calcio, va’, se no pare che la butto sempre in politica (noooooo!). Sono romanista, per affetto piu’ che per convinzione, ma un po’ seguo il calcio. Luis Enrique, l’allenatore fino a due settimane fa, e’ stato fatto a pezzi dalla curva e dalla stampa. Se ne va. Potrebbe tornare Montella, tiepida accoglienza. I tifosi urlano invece a gran voce il rientro di Zeman, indimenticato Mister; la stampa cattura le voci e le amplifica, la societa’ si convince, Zeman e’ in trattativa con la dirigenza romanista (di proprieta’ mmerricana, tant’e’ che quando My ha saputo che faranno un ritiro estivo a Orlando si e’ messo in viaggio), quasi fatto, manca solo la firma, oggi un giornale capitolino titola: “Zeman alla Roma: e’ la scelta giusta?“. E infatti tutto rientra.

Non donate i 2 euro per il 45500, i soldi a L’Aquila non sono mai arrivati“. Bello de casa, lo sai che quello e’ il numero della Protezione Civile, o pensi che i soldini arrivano direttamente in tasca al singolo sfollato? Informarsi, leggere, significa sapere che tu mandi i soldi alla Croce Rossa o alla Protezione Civile, e da li’ vengono destinati alle varie emergenze. Succede cosi’ da sempre. Non voglio difenderne l’operato pulito, sicuramente in passato qualcuno ha mangiato dei soldi, come sempre. Ma farlo in questo momento viene letto come Emiliani, arrangiatevi. E lo stesso quella cazzo di foto di cui ho gia’ parlato, schifosa e piena di insulti, che fa “Monti ci dice di aiutare i terremotati ma ci ha tolto tutto, aiutali tu tdc” o pdm, ora non mi ricordo. Vergogna a chi la condivide, e’ immorale.

      • La Saggia Esattamente quello che penso anch’io. Sono stata a londra ed era pieno di bandiere. Da noi ne esce una solo se agli europei arriviamo ai quarti di finale. In questo momento, a livello istituzionale, non mi sento rappresentata da nessuno, ma anche io sono l’Italia. Evviva l’Italia, viva la repubblica! Riprendiamoci il nostro Paese

“Cancelliamo la parata militare del 2 giugno”. Il mio primo pensiero e’ stato, come per qualcun altro, Si certo, perche’ alla fine della manifestazione Napolitano tira fuori il portafogli e paga. Non dico tutto quello che penso. Dico solo che un bellissimo articolo ieri mi ha insegnato una cosa nuova. Come molti sapranno (ma ormai dubito di tutto) il 2 giugno e’ la festa della Repubblica. E’ stata reintrodotta come festivita’ nazionale solo pochi anni fa, e non da Pertini come sto leggendo su fb, ma da Ciampi.

Si festeggia la nascita della Repubblica Italiana, la sua Costituzione, l’antifascismo che liberò il nostro paese dalla dittatura fascista. Si festeggia il primo suffragio universale delle nostra storia; in qualche modo, si rende onore alle battaglie folli di Mazzini e Garibaldi, al Risorgimento.
Dicono: però è una parata militare mentre tutti noi aborriamo la guerra: “War is over, if you want it“. Certo, è così. Ma la funzione di quella sfilata – posto che per ora gli eserciti non si possono abolire – rappresenta proprio l’inchino delle forze armate alle istituzioni repubblicani e alla Costituzione. Non a caso, avviene il 2 giugno, e non il 4 novembre, festa delle forze armate – questa sì potrebbe sembrare una “bravata” guerrafondaia.

Forse in un momento difficile come quello che l’Italia sta attraversando rinforzare quella parata potrebbe avere una valenza ancora piu’ simbolica. Non metterla in sordina, ma amplificarne il messaggio di unita’ nazionale. Ma i nostri rappresentanti istituzionali non sanno comunicare e agiscono colpevolmente in silenzio, come nel giustamente contestato aumento della benzina. Lo scrisse Chiara Paolin a proposito dei suicidi per la crisi:

Perifrasi, mimiche allusive, sguardi di circostanza. Ma nessuno ha il coraggio di guardare in faccia gli italiani per lanciare un messaggio forte e chiaro: la crisi mangia, però non possiamo mollare adesso, il governo ha bisogno della fiducia della gente per arrivare a un progetto di futuro, la comunità deve stringersi e guardare avanti. […] La responsabilità di chi guida la collettività non è solo tagliare e far di conto, ma capire il senso delle cose.

Allora, siamo governati da vent’anni da un branco di incapaci, a destra e sinistra. Ma lo Stato siamo noi. Ce la facciamo a cominciare a sentirci collettivita’ o continuiamo a fare i rivoluzionari dietro al picci’?

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