LaPicci (di cui non vi raccontero’ il terzo fine settimana consecutivo ammalata) e’ sempre stata una bambina indipendente. La metti e sta, gioca mezz’ore intere per fatti suoi senza piangere senza chiedere senza ba. E ne parlavo con qualcuna di voi, le indoli di mamma e papa’ sono le stesse, anche un po’ solitarie se vogliamo; cosi’ come quelle di mia mamma, mia sorella e dei suoi figli laPrinci e Gummo. Ce l’abbiamo nel DNA. Tanto che un giorno di unmilioned’annifaaaaaa mia cugina mi disse mentre passeggiavamo: Ma lo sai che con te si sta bene anche se si sta in silenzio? Non mi sento a disagio. Ed e’ una cosa che mi sono sentita ripetere spesso, anche in terapia, e chi ne ha fatta una lo sa quanto e’ importante.

Tutto questo per dire che la piccoletta nostra probabilmente per genetica, per apprendimento o per semplice culo, e’ una bambina autonoma.

Poi sono arrivati i sette mesi.
E le angosce abbandoniche.

Guai se sparisco dal suo campo visivo, soprattutto se e’ insonnolita o affamata.
Sto passando lo straccio, entro in bagno, UUUAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!!!
Sono in cucina, mi chino per buttare la spazzatura, UUUAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!!!
Passo l’aspirapolvere… finche’ sono davanti ai suoi occhi, nonostante il rumore non le piaccia, tutto bene. Ma appena cambio stanza… si’: UUUAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!!!
E gli estranei?
Gli incontri solitamente li facciamo in ascensore o al supermercato. Se sta in braccio a me, tutto come sempre: la narcisista suprema ficca gli occhi in faccia alla gente finche’ questi non sono costretti ad interagire con lei. Ed e’ un gioco al rinforzo, ovviamente. Piu’ danno conferma con le parole a tutti quegli sguardi, piu’ lei sa che la cosa funziona, ed insiste con chiunque. E direi che nessuno finora e’ stato impermeabile a quello sguardo blu.
Poi siamo andati a lavoro di My dove ha fatto un bagno di folla inaspettato. Una signora l’ha presa in braccio – togliendola dalle braccia del papa’ – e lei spaventatissima UUUAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!!!. Poi un’altra l’ha presa alla prima, devo dire che era piu’ autorevole nei modi, e Picci si e’ fidata un po’ di piu’, ma sempre ci cercava con gli occhi pora cucciola. E chiunque arrivasse in quella cucina le andava sotto e bububububububu ghighighighighighi ma quant’e’ bella ma e’ uguale al padre ma di chi sono gli occhi e lei UUUAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!!!

E quindi sono, quelli li’, arrivati alle conclusioni:
1) la colpa e’ mia che sta troppo con me;
2) la colpa e’ mia che non frequenta altre persone.
Che sara’ pure vero, ma
1) non e’ che abbiamo sto giro di amici;
2) l’unica volta che ci hanno invitati ad una festa, era un mese fa e l’appuntamento era alle 20 e ci avevo detto Siamo in trenta e non vediamo l’ora di spupazzarci la bambina. Glom.
Che di solito alle 19.30 dorme. Poi sfiga ha voluto che la notte precedente la passassimo in ospedale e abbiamo gentilmente declinato, fiuuuuuf!

Parchi pubblici: distanti
Automobili possedute: una
Temperatura alle 8 del mattino: 35 gradi
Pioggia: spesso
Mosquitoes: aavoglia

E comunque siccome questi sono quelli che dicevano che avevo la nausea per colpa dei capelli di Picci, marimbarza, visto che la mammite e’ uno stadio dello sviluppo psicoaffettivo. Ma quello che e’ per certi versi paradossale, seppure funzionale alla crescita, e’ che nel momento in cui lei acquista autonomia gattonando per tutta casa, venendomi a cercare o andando ad esplorare da sola, vive con angoscia il distacco se lo subisce e non e’ lei a regolare la distanza.

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