Odissea di un pacco

Quando ero in Italia, il mio fidanzato lontano mi mandava a volte dei regali acquistati via Amazon, .com o .it. Vivevo in un piccolo centro, ultimo avamposto del Comune di Roma al confine con la provincia di Viterbo, ma comunque ex XX Circoscrizione, ora XV. Nel paesello erano presenti due uffici postali, uno a pochi metri da casa mia, l’altro in “centro”. Ogni volta che il fidanzato lontano mi spediva un paccotrovavo in cassetta un bigliettino di UPS che diceva tipo Siamo passati e lei non c’era, il pacco e’ da ritirare alla sede di via della Magliana. Andata e ritorno erano 90 km da casa mia, esattamente al lato opposto della citta’.

Al fidanzato lontano avevo mandato invece due libri, in due spedizioni diverse, entrambe con busta gialla imbottita e arrivate in pochi giorni a destinazione al costo di pochi euro, intorno ai 5, mi pare.
Da quando mi sono trasferita qui ho ricevuto quattro pacchi dalla mia famiglia, piu’ altra piccola corrispondenza. Sono costati intorno ai 70 euro e consegnati in due giorni. Non so dire che tipo di spedizione abbia fatto mia sorella, ma arrivava tutto immediatamente, pure di notte per rispettare il giorno di consegna. Qui le spedizioni sono sacre. Il problema infatti non e’ far uscire la posta dall’Italia, ma farcela arrivare.

Ogni volta che c’era una ricorrenza, per i regali ai nipoti ho acquistato tramite Amazon.it, essenzialmente per ridurre le spese di spedizione internazionale. Tutte le volte il corriere incaricato per la loro zona, Bartolini, ha chiamato mia sorella per chiedere conferma dell’indirizzo perche’ non risultava. Ovviamente era corretto. Ogni volta il corriere ha chiesto a mia sorella, Non e’ che ha un altro indirizzo di consegna?, e glielo portava a lavoro.

Ora, io potevo pure spedirglielo al lavoro, ma a parte che il suo capo le ha simpaticamente ridotto le ore all’osso pur di non affogare lui e la sua azienda causa crisi, ma non mi sembrava opportuno approfittare della sede lavorativa; esattamente come all’epoca non chiedevo al fidanzato lontano di spedire il pacco all’indirizzo della scuola in cui lavoravo due giorni a settimana ma davanti alla quale passavo almeno due volte al giorno.
Amazon.it pero’ e’ pietoso (edit: sono certa che ora sia migliorato, il post e’ del 2014), e non e’ l’unico. L’e-commerce in Italia e’ un pianto, abituata qui che trovo tutto online dover fare un regalo a distanza mi getta sempre nello sconforto e devo sempre scegliere il meno peggio. Cosi’ quando l’anno scorso ho deciso di spedire un regalino a Seppiolina, ho deciso di spedire via posta.

Era giugno. Ho pagato sui 20$ per una spedizione senza tracciabilita’ che e’ stata consegnata i primi di agosto, piu’ di un mese e mezzo dopo, quando gia’ l’avevo data per dispersa. Ma si sa, e’ estate, i postini vanno in ferie, ci sono le giacenze, insomma, tutto normale per un servizio Italiano.

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via Leccesette

Dopo Natale, quando oramai era chiaro che per la mia famiglia venire qui era davvero complicato e dispendioso, ed altrettanto per me tornare in Italia, mi sono decisa a raccogliere un po’ di cose da spedire. Con i miei tempi sono arrivata a maggio, il 12. Di nuovo spedizione senza tracciabilita’, costo 56$, tempo 5-10 giorni lavorativi. Heh heh heh. Metto in conto il mese e mezzo dell’anno prima.

Al venti giugno inizio a preoccuparmi, del pacco nessuna traccia. Nel frattempo dovrei spedire un regalo alla mia amica Lu, ma a parte che non mi fido tanto, mi chiedono 28$ per un libro. Anche no. Un veloce confronto su fb con le amiche oltreoceano mi spinge a cercare la spedizione di mia sorella prima sul sito di USPS e poi sul sito di Poste Italiane. Ecco il risultato:

Indirizzo errato. Vuoi che non sappia l’indirizzo di mia sorella?? Il pacco e’ di ritorno al mittente. Mi sale una gran rabbia dovuta all’impotenza. Inserisco il cellulare di mia sorella (gia’ c’era sulla bolla, nessuno l’ha chiamata) e la sua mail, poi le scrivo. Lei rimane malissimo, prova a rintracciare il numero dell’hub di Milano, non risponde nessuno. E’ venerdi’ 20 giugno, ore 18, gioca l’Italia. Riprovera’ la settimana dopo.

Il lunedi’ va alle Poste della sua cittadina dove scopre che il pacco non e’ mai transitato da li’ ma inviato direttamente a Torino, vai a sapere perche’, e da li’ a Milano. L’impiegata, gentilissima, chiama l’ufficio di Milano, ma lo fa come se fosse un privato cittadino perche’ gli uffici postali non sono in rete tra loro (esattamente come l’anagrafe, ha molto senso, no?). Le dicono che il pacco effettivamente e’ li’ e che devono controllare che non sia in procinto di tornare in Usa. Le faranno sapere.

Passa un’altra settimana durante la quale e’ la gentile signora dell’ufficio postale a contattare mia sorella sul cellulare per sapere se ha avuto notizie. Lo fa come favore personale, lo sottolineo, dal momento che lei non ha alcun potere sulla gestione della vicenda. Non sentendo nessuno mia sorella richiama di nuovo Milano venerdi’ scorso e le dicono Ancora nessuna novita’, richiami martedi’.
Stamattina mio nipote cinquenne mia madre finalmente riceve ‘sto benedetto pacco. Dal 12 maggio al 30 giugno. Esattamente lo stesso tempo impiegato l’anno scorso dal pacco di Nina. Era pure intatto, santo marito che lo aveva scocciato mille volte.

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Ovviamente l’indirizzo era corretto.

Ora, il libro per la mia amica non lo mando, ma in giro ci sono ancora due lettere spedite il 12 giugno, e non credo di rovinare la sorpresa a nessuno, tanto non mi leggono. Una e’ in viaggio di nozze e potrebbe averla gia’ ricevuta, ma l’altra e’ una pensionata di 75 anni e ancora non ha avuto niente. Quelle di certo non posso tracciarle, chissa’ se arriveranno mai.

Da quel giorno e grazie a Veronica uso solo ed esclusivamente ipsparcel. Costa un po’ di piu’ ma viene consegnato in 3 giorni.

Viva le Poste Italiane.

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28 pensieri su “Odissea di un pacco

  1. Con le poste (italiane) sfondi una porta aperta!oggi per fortuna è arrivato intatto e puntuale un sintetizzatore che Maritino ha acquistato la settimana scorsa, però mi è capitato due volte che il pacco non arrivasse mai, 4 che arrivasse tardi e rotto, 2 sbagliato.ah e una volta ho dovuto compilare un form in cui dichiaravo che l'oggetto da me acquistato (una palette di ombretti) non era un'arma chimica, e ci ho pure pagato sopra le tasse doganali. A momenti mi domandavano il campione di dna…

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  2. …schifie tutte italiane…..che ce voi fà!Io le ho provate tutte, con amici negli USA che quando mi spediscono qualcosa si fanno il segno della Croce con la speranza che arrivi a destinazione! Il problema è che dagli USA esce tutto perfettamente, senza intoppi….è appena toccano il suolo italiano che questi pacchi diventano materiale pericoloso e li tengono in quarantena, consegnandoli quando capita e dopo disguidi e controlli di vario genere. A me puntualmente mi bloccano tutto a Milano con telefonate di verifica, fax in cui dichiaro cosa contiene, che sono regali di parenti e non oggetti da commercializzare, che sono solo per uso personale ecc.ecc. Un inutile spreco di energie.

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  3. Ciao Lucy è da un po' che ti seguo. Una mia amica anni fa si fece spedire un pacco dalla famiglia (Italia su Italia) con cibo e vestiti rigorosamente separati. Quando le arrivò e lo aprì si accorse che qualcuno l'aveva preceduta, si era mangiato metà del cibo e l'altra metà l'aveva riversata sui vestiti. Allora andò alla posta a lamentarsi, ma anziché scusarsi le risposero che era colpa sua, perché avrebbe dovuto accorgersi subito che il pacco era stato aperto e contestarlo a chi aveva fatto la consegna.Come vedi in Italia non c'è niente di sacro, men che meno la corrispondenza

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  4. Lasciamo.stare che aspetto un pacchetto dall italia dal 30 maggio Vivo in uk ,un misero pacchetto di 165 gr nessuno sa dov e` ho fatto mille chiamate aperto reclami Lo porteta` babbo natale!D

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  5. Il problema secondo me andrebbe personalizzato, cioe' voglio dire sono le persone, uomini, donne, esseri umani con nome e cognome che lavorano allo smistamento pacchi, non ci sono altro che persone.Come quelle che lavorano all'aereoporto di Malpensa a Milano che se ti arriva una valigia aperta da cui manca qualcosa purtroppo non e' una cosa strana e rara.Chi sono queste persone che impediscono il funzionamento di un sistema? Quante sono? Come si chiamano? Chi le ha assunte e perche'? Che requisiti hanno? Io penso che per ribaltare tutto e farlo funzionare bisognerebbe iniziare dal basso e non solo in generale da un concetto astratto e vago come di solito noi italiani facciamo…e' l'Italia! Che rabbia, qualcuno ha distrutto tutti i nostri piccoli piaceri o grandi diritti come quello di ricevere in tempo e intatto un pacco regalo, che tristezza!

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  6. E purtroppo il danno è anche più grosso. Imprenditori e investitori italiani e stranieri sono scoraggiati dalla scarsa qualità di questi servizi e vanno a investire altrove. E la crisi peggiora anche per questo.

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  7. Eh lo so. Pacchi da e per USA non netto mai in conto meno di un mese. E ormai li mando con posta ordinaria, tanto alla fine il risultato è lo stesso. A proposito delle poste italiane: il portalettere che veniva a casa mia non c'è più, quindi a noi la posta la consegnano due volte al mese circa. Ovviamente tutte le bollette al limite della scadenza o scadute. E abito dentro Roma, non dovrebbe essere così drammatico.

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  8. anche il confronto con l'europa è impietoso, anche se amazon fa gli stessi casini anche in germania.Io sono rimasta sconvolta dalla scoperta che in germania le poste sono convenzionate con ups, e spedire quattro pacchi da 20 kg ciascuno in italia mi è costato 100 euro. L'inverso, mi sarebbe costato il quadruplo. E funziona peggio :(però a natale sono riuscita, con (o nonostante?) poste italiane a fare una bella sorpresa ad un'amica che vive a londra

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  9. poste italiane: raccomandata di 10€ con invio documenti macchina per cambiare targhe, spedita ai primi di agosto 2012, gorizia-mallorca, tempo stimato massimo 4 giorni, arrivata a mallorca dopo 25 giorni!! mallorca-gorizia: 4 giorni! con tanto che il servizio era sicuro e rapido. maledetto agosto! lettere? dipende a volte un malaga-friuli impiega 1 settimana come 1 mese. pacchi natalizi? mia madre l'ha ricevuto in due settimane, l'amica che vive a due strade di distanza 1 mese e mezzo. mah!

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  10. La prima volta che ti ho spedito un pacco fu tramite poste italiane. A parte i quintali di burocrazia, mettici la coda infinita e mezza giornata da passare in posta; alla prima telefonata al numero verde per capire se ti stava arrivando o meno, la risposta fu “non lo sappiamo signora, Poste consegna fino al confine -traduci 20km fino a Caselle- poi viaggia con corriere.” Dalla successiva in poi, ho sempre spedito (differenza:15€ in più) dal TNT point vicino casa. Tracciato fino a che non apri la porta e lo ritiri. Comunque è stata una bellissima sorpresa lo stesso ❤

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  11. Ah pensavo che anche gli altri fossero con poste!! Cmq Ale anche qui tracciano fino al confine (anche se invece fu sul sito di usps a scoprire che era a milano). Il punto e' che una volta che esce dall'Italia, arriva; se esce da qui non si sa.

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  12. Ma che cavolo pero`! Almeno non l'hanno rimandato al mittente…. senno` chissa` dove finiva! Comunque vorrei elevare un complimentone all'impiegata della posta cosi` carina e disponibile. Peccato che non ce ne siano molte!Un bacio da Reno, bella!!!

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