Un anno all’estero – Exchange Student

Ciao,
sono una tua lettrice già da un po’, seguo i blog delle italiane all’estero perché così sogno anch’io di essere a Miami o in Texas quando guardo il nostro solito panorama delle Prealpi bergamasche..
All’incirca un anno fa ho trovato sul tuo blog la lettera della tua amica Giulia, Exchange Student a cui hai dedicato un post molto illuminante…così illuminante che siamo rimasti folgorati da questa idea!

Io e mio marito abbiamo tre figli, il primo di 17 anni, il secondo di 15 e la terza di 10; non sapevamo nulla di questa opportunità e ricordo ancora quel sabato sera in cui ho letto al marito ed al figlio grande la lettera di Giulia esclamando qua e là: “Che meraviglia!!!” “Magari potessimo farlo anche noi!!”

Marito, col suo solito piglio imprenditoriale, mi ha ordinato: “Prendi informazioni”, e così ho fatto; ho cominciato spulciando il web e facendo una selezione delle migliaia di siti che offrono questo tipo di esperienza, ho interpellato la scuola di mio figlio per vedere di che “corrente “ fossero (non tutti sono favorevoli…) scoprendo che per loro sarebbe stato un vanto avere uno studente che studiava all’estero e così tutto è cominciato. L’associazione a cui ci siamo rivolti alla fine è EF, dico alla fine perché fino all’ultimo abbiamo fatto colloqui e interviste di selezione anche con altre, che pero’ non garantivano di mandarti dove hai scelto: devi indicare tre preferenze e CERCHERANNO di soddisfarti… ma noi volevamo proprio gli USA.
Dopo un anno di selezioni, colloqui, compilazione di innumerevoli documenti e fascicoli naturalmente TUTTI in inglese (bisognava vedere la faccia del nostro vecchio medico di famiglia quando gli ho mostrato l’Health Certificate tutto fitto di termini medici inglesi…), vaccinazioni, richiesta visto USA per studenti (cosa tutt’altro che facile…) finalmente il figlio è stato promosso e abbiamo saputo che può partire!!!

Gli è stata assegnata una famiglia del Nebraska, in un paesino vicino ad Omaha, direttamente nella Tornado Belt….a fine Luglio partirà per la sua Avventura, partita tutta da un tuo post sugli Exchange Student.

Per ora sono felicissima, ci ho lavorato un anno intero in termini di documenti da compilare, scuola da interpellare, visti e vaccinazioni da fare, mail da seguire, figlio da sollecitare (nonostante l’entusiasmo per l’anno all’estero la parte pratica l’ha lasciata volentieri alla sua mamma…)

A lui ho detto che quando varcherà il check-in alla Malpensa mi scatenerò con trombette e coriandoli in una samba per festeggiare, il magone arriverà più tardi penso, quando chiuderò la porta la sera e vedrò che me ne manca uno di pulcino.

Ciao e grazie ancora per l’informazione che hai diffuso, certamente a noi è capitata al momento giusto e ci è servita!
Betty
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38 pensieri su “Un anno all’estero – Exchange Student

  1. Vero che dai post si prendono spunti, fossero anche solo di riflessione o paragone sono sempre interessanti. Speriamo si diverta il ragazzino in Nebraska se no sai quanti accidenti ti tira!

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  2. Far studiare un figlio all estero e` una grande opportunita`Quando l ho chiesto al preside di mio figlio ,prima di venire in UK ,mi rispose che oltre ai voti alti servono molti soldini lui disse circa 10 mila euro logicamente non tt posso permettersi un costo cosiD.

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  3. Certo che costa, anche se non ho idea di quanto. Ma credo che se non si puo' fare durante la high school c'e' sempre poi l'Erasmus, o i programmi di studio estivi, o le internships… Insomma, se si vuole andare all'estero, imparare qualcosa di nuovo e aprire i propri orizzonti, il metodo si trova.

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  4. Questa e' una parte del commento che valigiaepasseggino mi ha lasciato sul post di Giulia, Exchange Student qualche giorno fa: Ho già aperto al mio piccolo di soli dieci mesi il conto di risparmio chiamato “Foreign High School”, spero davvero che in futuro scelga di fare quest'esperienza (non è importante dove).Se non e' lungimiranza questa!!

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  5. Eccomi, sono io quella pazza che ha aperto già il fondo al figlio per l'anno scolastico all'estero.. il mio piccolo ha dieci mesi, quindi abbiamo 16 anni di tempo per risparmiare quello che serve :DIl mio desiderio deriva dal fatto che io questi programmi li organizzo. Io sono una di quelle che incontra i ragazzi per il colloquio di “selezione” e poi li segue durante tutta la preparazione alla partenza ed è accanto, seppur virtualmente, a loro durante tutta la loro esperienza all'estero.Il mio lavoro non è, però, solo quello di stare accanto agli studenti. E la parola “solo” è un eufemismo, considerando l'importantissimo aspetto psicologico che ha un impatto molto forte in loro, come è ovvio che sia.Il lato forse più difficile è seguire i genitori. Perchè se da un lato i ragazzi sono spinti anche tanto dal coraggio e dalla follia che solo a quell'età si ha, dall'altro a casa rimangono famiglie che vivono un anno lontano dai propri figli, mettendo la vita dei ragazzi in mano a famiglie straniere che non conoscono e che decidono di ospitare uno studente straniero.Le ansie, le paure, i dubbi sono tanti. E bisogna saper prendersi cura anche delle mamme e dei papà preoccupati, bisogna saperli consolare e abbracciare quando in aeroporto i loro figli superano i controlli e si allontanano verso l'imbarco, bisogna saper ascoltare in silenzio lo sfogo per il primo Natale trascorso lontano dal proprio bambino (perché si sa, per noi mamme i nostri pargoli rimarranno sempre i nostri bambini). Bisogna anche essere forti quando una mamma ti “vomita” addosso la sua rabbia perchè dall'altra parte del mondo una signora straniera si è permessa di mettere in punizione il figlio, e poi cercare di far capire che un motivo ci sarà, e sarà sicuramente valido.Ma non potete immaginare quanto sia meraviglioso sentirsi dire anche solo “grazie” da parte di quella stessa mamma che prima era arrabbiata, perchè al rientro del figlio lo ha trovato cresciuto, cambiato, maturato. Lo ha visto partire bambino a cui faceva al letto al mattino e lo ha visto rientrare un uomo pieno di sogni per il futuro e con la consapevolezza di avere mille porte aperte.Insomma, avrete capito che amo il mio lavoro. E dopo un anno di assenza per la maternità non vedo l'ora di tornare dietro alla mia scrivania ad occuparmi delle scartoffie (che vi assicuro sono un'infinità) ma, soprattutto, non vedo l'ora di tornare fra i “miei” ragazzi!PS: già che ci sono un po' di pubblicità non fa male. L'organizzazione per cui lavoro si chiama BEC (British European Centre) e se il mio messaggio ha messo la pulce nell'orecchio anche solo ad una mamma io sarei felicisima di parlarci personalmente (daj primi di settembre però!) http://www.becasse.it/i-nostri-programmi/programmi-scolastici-all-estero.html

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  6. Io avrei voluto avere dei genitori intraprendenti come questi della lettera. Io ho sempre voluto fare l'anno all'estero (e poi restarci), ma i miei non mi hanno mai lasciata. “Ci mancheresti troppo”. Sì, ma vi rendete conto che mi strappi le ali per volare così?Comunque sono d'accordo con il commento di Sara: i tuoi post sono sempre utili e interessanti!

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  7. Pensa che una compagna di classe di mia figlia è appena rientrata dall'anno negli Usa. Tutto bene…anzi troppo: continua a piangere e non vuole vedere nessuno, nemmeno quella che era la sua amica del cuore qui in Italia e non vuole studiare per gli esami di ammissione in quinta. E non c'entra nemmeno un ragazzo perché quello che aveva là era italiano ed è tornato a sua volta nella sua città. Sono, anzi siamo, tutti molto preoccupati.

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  8. Tutto molto bello: il post e i commenti. Certo è dura tornare e può avere effetti collaterali, come per la ragazza di cui parla Annalisa Guarelli, ma ne vale la pena. Brava Lucy che lanci bottiglie nel mare dell'web!

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  9. Valigia con il passeggino. Ora ti seguo!!! anche su facebook e sul blog. Ho un bambino di 3 anni Damiano. Certamente prenderò spunto dalla tua raccomandazione. Ma il conto in quale banca lo hai aperto? Mi interessa. Ora prendo nota anche del link della tua organizzazione

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  10. Grandissimo post. Molto favorevole all'esperienza. A me non è successo. Ma erano altri tempi. Fortunati i nostri figli! Ma è bello così…ognuno deve vivere con ottimismo la propria storia nella propria epoca. Breve a tutte le mamma e i papà che credono in questo aspetto

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  11. Caro Emanuele, grazie davvero per il tuo commento. Io ho aperto un libretto postale in modo da poter gestire facilmente tutti i movimenti, spero di riuscire a versare una piccola somma ogni mese. Credo non sia mai troppo presto per pensare a queste cose!!Comunque io sono Elena, piacere 😀

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  12. Cara Lucy,sono una tua assidua lettrice e per la prima volta posto un commento. Mi ero identificata nel post precedente di Giulia, perchè sembrava la mia storia. Non solo perchè condividiamo il nome, ma anche il percorso di studi e la bellissima esperiena negli stati uniti. Per me è stata un'esperienza bellissima, l'anno più bello della mia vita. Rico di scoperte e avventure. Un anno in cui sono cresciuta, cambiata, maturata. Perchè è questo che succede quando parti che hai 17 anni, e ti ritrovi catapultata in un mondo nuovo, un mondo diverso per lingua e cultura. Io ho avuto la fortuna di essere in un paese già di suo bellissimo, senza averlo scleto (California)…ma fidatevi che la posa PIU' IMPORTANTE in assoluto è la famiglia che vi accoglie. E loro per me sono stati – e sono tuttora – molto importanti. Ques'anno ha segnato profondamente la mia vita e la mia carriera, tanto che il corso di laurea che ho scelto, seppur in Italia, è in lingua inglese. Con lo sguardo e il pensiero volti ad un futuro che, grazie ai drastici tagli ai posti nelle scuole di Specialità, mi vedrà con la valigia in mano. Non so per dove, ma gli Stati Uniti avranno sempre un posto speciale nel mio cuore. E ringrazio i miei genitori per avermi dato ascolto quando a 14 anni iniziai ad informarmi riguardo quest' esperienza, incoraggiandomi sempre a seguire i miei sogni. Non sarei dove sono ora, senza di loro. GRAZIE.E grazie a te per questo bellissimo blog 🙂

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  13. Bello! Quest'anno siamo riusciti a far fare alla bimbastra un'autentica esperienza irlandese (niente per stranieri, normale scuola locale) e ne siamo felicissimi. Spero pure io di avere un trittico viaggiante, del resto sono anni che il mondo arriva a casa nostra sotto forma di au pair

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  14. Ciao a tutte, sono sempre Betty, l'ospite di Erolucy autrice di questo post, volevo dire che stamattina mio figlio ha spiccato il volo per gli Stati UnitiCe l'ha fatta,è iniziata la sua avventura, ha varcato i controlli a Linate con un enorme sorriso stampato in faccia…(nodo in gola…)ciao Betty

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