Durante il viaggio di ritorno ho goduto del lusso di tre ore e mezza di nanna di bimba. Sembrava come se dopo due settimane di brevi pisoli pomeridiani finalmente si concedesse il giusto riposo. D’altra parte, che fa una mamma appena sua figlia, in volo, si addormenta?
Dorme, si’, giusto. Questo le mamme non nevrotiche che hanno aiuti in casa, baby sitter, nonni, mariti che danno loro il cambio ogni tanto da concedersi un’uscita. Io non chiedo niente di tutto questo. Io sono in astinenza da cinema da settembre 2012.
C’e’ Interstellar, d’accordo, ma e’ un film americano, di sicuro magari prima o poi lo vedro’. Mentre Tutta colpa di Freud no, quando mi ricapita? Ma poi, puo’ ero Lucy perdersi Tutta colpa di Freud? E no, eh!

Ecco, se non lo avete visto, guardatelo. E’ molto simpatico, gli attori sono tutti bravissimi, ma soprattutto c’e’ Roma. La fotografia di questo film e’ strepitosa, leggo essere di Fabrizio Lucci. Grazie amico. Ho rivisto la mia citta’ come mi piace ricordarla, nel suo splendore, con i suoi vicoli e la luce gialla del sole sulle case del centro.

Ho ascoltato la canzone composta da Daniele Silvestri, uno dei miei cantanti preferiti, e mi sono commossa all’episodio di Vittoria Puccini e Vinicio Marchioni. Ho rivissuto luoghi, accenti, suoni. Due ore godute appieno, un film leggero ma ben scritto e molto ben girato.

Al termine, la piccoletta si era nel frattempo sparata un bibe di latte e riaddormentata, cerco ancora e metto La grande bellezza. Ecco, tutto il contrario. Una Roma stantia, odiosa, piccola e meschina, un ceto sociale da cui non mi sento rappresentata, abitudini che non sono mai state le mie, ambizioni provinciali e grette. Troppo per me. Si salvava solo la meravigliosa vista del Parco degli Acquedotti. Chiudo. Roma me la voglio ricordare cosi’.

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