L’altro giorno avevo voglia di cucinare pasta e ceci. Sono qui da tre anni eppure i chickpeas in barattolo che avevo comprato non volevano saperne di ammorbidirsi e mi e’ tornato in mente un post di Renata sul suo blog personale che mi colpi’ molto. Parlava di un aspetto dell’espatrio che magari sembra una stupidaggine ma che all’inizio getta nello sconforto, aspetto di cui ho avuto conferma qualche settimana fa quando un’amica si e’ trasferita dall’Italia in Florida: era andata a fare la spesa al supermercato e ci chiedeva aiuto perche’ non ci capiva niente.

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Tu vivi per 25, 30, 40 anni in un posto e crescendo impari a scegliere tra i prodotti, trovi marchi che ti piacciono e sai quali prodotti evitare perche’ non affini al tuo palato. Poi parti per un paese straniero e trovi un muro di roba sconosciuta.

vegetable oil

olive oil

Ma tutto gia’ comincia dal nome del supermercato. Publix, Walmart, Winn-Dixie, Sedano’s e Presidente sono i supermercati che trovi piu’ frequentemente a Miami.

Se hai una bimba e ti serve il latte in polvere, non sai da dove partire, e se l’unica marca nota anche in Italia non va bene, non ti resta altro che provarle tutte a caso sperando di azzeccarci.

formula

E non e’ che il reparto ortofrutta sia piu’ semplice. Questo e’ quello che vedi quando entri, e dici Wow!, questa la so!

winn dixie

Ma quando ti avvicini e leggi chayote, kale, collard green, ti chiedi Ma dov’e’ la normalissima bieta? Dovrai capire che si chiama bok choy. E che i carciofi e i finocchi ci sono ma sono duri e diversi dai nostri. E che qui mangiano il cactus.

cactus leaves

Scoprirai che i peperoni verdi costano un terzo di quelli gialli e rossi. E che i fichi, quando ci sono, li tengono inspiegabilmente fuori dal frigo, mentre i porcini in busta e le castagne sono refrigerati. Che le patate possono essere viola e sono prelibate, che il platano non e’ una banana normale, che l’anguria esiste anche gialla.

yellow watermelonScoprirai che i pomodori non sanno di niente e rimpiangerai i nostri, belli e saporiti. Ma siccome anche la mozzarella e’ una schifezza imparerai a rinunciare alla caprese.

E tu dici Beh, ci saranno dei prodotti italiani da espatrio a cui fare riferimento. Barilla a parte, la maggior parte dei marchi italiani sono assolutamente sconosciuti da noi e danno sempre l’idea di essere Ue’, paisa’; in alternativa trovi cose che, almeno io, in patria non ho mai consumato.

italian salsa

C’e’ da dire pero’ che per una curiosa come me per il cibo, un supermercato americano da’ uno spiraglio sulla diversita’ culturale che da noi e’ impensabile, e apre la mente. Se solo si e’ attenti, fare la spesa significa domandarsi cos’e’ quella cosa sullo scaffale, perche’ piace ad altre persone, e provare ad entrare nel loro mondo. Certo, le mie matzo balls non saranno mai come quelle di un ebreo, esattamente come un americano non sapra’ mai cucinare gli spaghetti come me.

matso ballsProprio grazie al supermercato si scoprono prodotti di altre culture di cui si ignorava l’esistenza e che dopo una piccola ricerca si puo’ decidere di provare. Il cibo avvicina le culture e le persone, e spesso si scopre che un piatto e’ molto simile a qualcosa che gia’ si conosce. Tipo, ‘ste matzo balls a me ricordano i canederli! A volte per viaggiare mica bisogna fare il biglietto. Basta andare a fare la spesa.

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