Il viaggio perfetto

Alla fine il rientro e’ stato quasi piu’ duro del viaggio. Perche’ si’, lo sapevo, tredici ore di volo tra Miami-Parigi-Torino e Torino-Roma-Miami non sono una passeggiata. Ma e’ stato duro riprendere i ritmi, tornare alla quotidianita’, con qualche abitudine inevitabilmente cambiata. Una settimana dopo, eccomi qui.
Siamo state in una citta’ che non e’ quella dei miei natali. Non so rispondere, quindi, alla domanda che tutti mi fanno: come hai trovato l’Italia? Non ne ho idea, non ero a Roma. Sono stata dove ho sempre trascorso delle brevi vacanze e percio’ mi e’ sembrato tutto assolutamente identico a sempre.

Ho rivisto paesaggi che a Miami non vedremo mai.

montagne

Abbiamo goduto un clima perfetto, non freddo, quasi mai piovoso. Siamo state fortunatissime.

parco

Bimba ha visto animali veri, che a Miami non credo vedra’ mai a parte galli e galline, che i cubani tengono nel giardino di casa.

animali

Abbiamo portato il ciuccio quasi h24. Troppe novita’ da fronteggiare tutte insieme. E nessun titto acquistato a dare un po’ di sollievo ai due che avevamo ha avuto successo. Non in Italia, solo una volta rientrate.

titto

Abbiamo giocato e provato tutte le macchinine possibili, a volte quasi snobbando gli scivoli.

giochi

Abbiamo abbracciato persone che da virtuali sono diventate vere, altre ci hanno accolte come se ci conoscessero da sempre, con altre ancora si e’ chiacchierato per la prima volta come se si fosse amiche da tempo. Verbasequentur per prima, e poi Mamma che emozione, Deb, Valentina, Ciccola, hanno macinato chilometri, alcune con le cucciole, per venire a conoscere me e laPicci, perche’ il Piemonte ha il piu’ alto tasso di bloggers pro capite al mondo. Ho riabbracciato amiche che avevano lasciato Roma per la Lombardia gia’ molti anni fa, rivederle a Torino e’ stato incredibile, grazie Silvia e Max, Miki con Gio e G, e grazie Cri per aver fatto il viaggio e stare insieme anche se solo per poche ore. E’ stato come se non ci fossimo mai lasciate. Lu, mi dispiace non averti potuta vedere, ma sono troppo felice per la tua nuova vita amica mia.

Non sono riuscita a fare tutte le telefonate che volevo, chiedo scusa a chi ho lasciato da parte, Luciano, Fabrizia, Catherine, e mi dispiace per le chiamate con un piede sulla porta, Alessandro ed Elisabetta. Sono partita con la valigia straripante di regali e sono tornata con la valigia esplodente regali e shopping, perche’ non c’e’ niente da fare, le mie forme sono italiane. Bimba ha scoperto i cocopops e se ne e’ drogata, per poi scoprire al ritorno che qui li fanno anemici e non e’ la stessa cosa. Ci siamo anche drogate di Peppapig e acquistato qualche merchandising. D’altra parte andare in giro e giocare tutto il giorno con gatti e cugini ha portato laPicci a dormire quasi dodici ore ogni notte, quando non e’ stata insonne a causa della febbre, o del raffreddore, o dei molari che hanno deciso di iniziare a fare capolino proprio in quei dodici giorni. E al ritorno nel suo lettino, abituata a dormire appiccicata a mamma in un matrimoniale, ha chiesto di passare dalla piccola Mimmi al grande Ammo, meglio noto come Topolino. Il suo linguaggio ha subito un’impennata non appena ha scoperto che intorno a lei tutti parlavano la stessa lingua, tanto che il giorno dopo essere rientrate, di fronte alle maestre con le quali abbiamo avuto la prima riunione, e’ rimasta interdetta ad sentirle parlare in spagnolo. Ah, e mi si e’ spenta la macchina perche’ non ho premuto la frizione, chi l’avrebbe detto, dopo ventiquattro anni di patente. E sono rimasta pure un po’ cosi’, tipo Oh ma che succede? Al contrario ora il piede sinistro cerca qualcosa da fare.

Non ho avuto quella reazione da astinenza all’assaggio del cibo italiano, non ho idea del perche’, forse il ricordo di una cosa buona si nutre da se’, o forse piu’ semplicemente dopo tre anni il palato si abitua ad altro. Denti o non denti, bimba non ha mai mangiato la pizza italiana mentre ha divorato quella che e’ abituata a mangiare qui, ma ha scoperto bresaola, prosciutto e mortazza. L’unica mia vera goduria e’ stata la scamorza alla piastra. Piu’ dello stracchino, della bufala e della focaccia che mia sorella, che non potro’ mai ringraziare abbastanza, ha comprato ogni giorno per coccolarmi. Mi ha portata ovunque, ad ogni ora, con ogni condizione atmosferica. E’ stata sempre presente, attenta, ci ha riempite di regali ed attenzioni. Mia mamma, che ogni mattina arrivava presto per stare con bimba e  che mi ha fatto domande che si era tenuta dentro per tre anni, perche’ certe cose possono essere dette solo guardandosi negli occhi. I cugini, che hanno sopportato mazzate e intemperanze della piccola di casa. E poi i miei zii e cugina, abbracciati solo telefonicamente, ma a confermare quel filo di amore familiare che e’ sempre presente, anche se non ci si sente quasi mai. E le amiche di mia sorella che mi hanno accolta con entusiasmo e curiosita’ a partire dalla festa di Halloween. Gabriella e Maurizio, siete una splendida famiglia, e tu e mia sorella un grande team.

E dopo tutto questo bagno di affetto, sbarco a Roma per il transito e un’amica che non vedevo da trent’anni ci aspetta dietro le porte automatiche del controllo passaporti e ci accompagna fino all’imbarco. Claudia, sei stata la giusta conclusione a questo viaggio cosi’ bello e stancante ma pieno di emozioni. Grazie a tutti, grazie per aver contribuito a rendere tutto perfetto.  Ciao, Italia.

alpi

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43 pensieri su “Il viaggio perfetto

  1. Che peccato non essere potuta venire a conoscere te e la Picci! Ma magari la prossima volta che torni in Italia, con un pò di preavviso riesco ad organizzare un microviaggetto per incontrarvi!
    Mi sarebbe davvero piaciuto vedervi di persona…
    Un abbraccio carissima Lucy!

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  2. Mi sono emozionata leggendoti, soprattutto mi ha fatto venire le lacrime agli occhi la frase:
    Mia mamma mi ha fatto domande che si era tenuta dentro per tre anni, perche’ certe cose possono essere dette solo guardandosi negli occhi.

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  3. Questo post è commovente. Sono felice per te e per la tua famiglia. Era quello che ti ci voleva. Tante volte dopo aver letto i tuoi post, sai quelli al vetriolo sull’Italia e sugli Italiani, avrei voluto scriverti di fare un biglietto per venire in vacanza. Avevi bisogno di tornare per mangiare,ridere, respirare italiano. La tua vita in tre anni si è capovolta, in meglio: una famiglia, un marito meraviglioso, una bimba splendida. Una nuova vita, bella. Ma la mamma, la sorella, nipoti, amiche stanno qua. E certe cose si possono dire solo guardandosi negli occhi e sentendole con le orecchie nude. Ti auguro ti tornare almeno una volta all’anno. Bacioni

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    1. Non sono sicura di aver ben capito. Sai, succede una cosa strana, e ne ho gia’ scritto. Pare che quando uno lascia l’Italia perde ogni diritto a commentarla, nel bene e nel male, “perche’ non ci sei”. Eppure centinaia di persone si sentono in diritto di commentare gli Stati Uniti pur non vivendoci.
      Chiaro che gli affetti sono li’. A volte ci si anestetizza e si fa finta che non faccia male. Perche’ fa male, sai. E fa male soprattutto dopo essere tornati, perche’ quella normalita’ li’ l’hai vissuta per (io) quarant’anni. Ma e’ innegabile che qui si vive meglio. Ecco, lo scrivo nei commenti: l’altra domanda che mi si e’ posta era Torneresti in Italia? E la mia risposta: Mai.

      Purtroppo tornare costa. Non saremo piu’ cosi’ fortunate. Grazie per il tuo commento Speranza. Un abbraccio.

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      1. ” A volte ci si anestetizza e si fa finta che non faccia male. Perche’ fa male, sai. E fa male soprattutto dopo essere tornati, perche’ quella normalita’ li’ l’hai vissuta per (io) quarant’anni. Ma e’ innegabile che qui si vive meglio.”
        ecco… e’ quello.
        che male che fa.

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  4. Un racconto denso, probabilmente quanto denso è stato questo viaggio… quante persone, quanti incontri, quante voci… le immagino soltanto e mi sembra che il filo conduttore sia stato un affetto che circola costantemente attraverso tutti i mezzi di comunicazione possibile quando sei dall’altra parte dell’Oceano! Quanto è bello tutto questo… =)

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    1. Lo so che per chi e’ ini Italia e’ inimmaginabile… ma davvero ho avuto pochissimo tempo, tra bimba e le sue esigenze e tutti gli incontri il tempo e’ stato ridotto all’osso. Bellissimissimissimo.

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  5. Questo post dice tantissime belle cose, e per commentarle tutte ci vorrebbe un libro.
    Ma le più belle le dice una foto. La penultima. Un sorriso che di te dice tanto. Una felicità cercata e conquistata giorno per giorno con tanta fatica ed oggi così goduta.
    Non scusarti di nulla, va bene così. Non so come hai fatto a farci stare tutte queste emozioni in così pochi giorni. Di più non potevano starcene proprio.

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  6. Mi sono commossa !!! Che bello per voi , per la piccola e la tua famiglia, si l’ultima foto è bellissima e mi fa una gran tenerezza tua madre !!! Bello Tiziana e per fortuna che l’hai fatto

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