Vitaccia da emigranti

Personalita’ multiple

La prima volta che l’ho notato e’ stato mesi fa, ascoltando My dire una cosa prima in italiano e poi in spagnolo: la sua voce cambiava diventando stridula. Gli chiesi di ripetere e di nuovo usci’ un mezzo falsetto, cosa di cui ridemmo.

Qualche settimana fa scrivo a Disorientata per chiederle un consiglio sullo scrivere il blog in inglese. Le chiedo, come mai tu l’hai fatto e ora ne hai anche uno in italiano? La sua risposta mi ha illuminata:

Ho iniziato il blog inglese in un momento molto particolare della mia vita in cui avevo bisogno di confrontarmi con altre persone. Potevi farlo anche in italiano, penserai tu.

Ti ricordi quel post di Valentina sul fatto che l’italiano é una lingua convoluta mentre l’inglese va in linee rette? Anche nel pensiero funziona cosí: quando scrivo in italiano tendo a riflettere in maniera piú complessa, mentre in inglese divento piú pragmatica, meno “paranoica”. E ho notato la stessa differenza nella maggior parte dei blog che leggo (anche di persone madrelingua inglese, non sono solo io…), le italiane non raccontano quasi mai i fatti, piú le emozioni, ai fatti girano intorno, mentre le inglesi e americane ti spiattellano tutti i fatti nudi e crudi. E a me di pensare non serviva proprio in quel periodo, sarei stata peggio, avevo bisogno di essere pragmatica. 

emisferi
via Emanuela Papa

E’ cosi’ come scriveva Vavi, la nostra mente cambia e si adatta a seconda della lingua in cui comunichiamo. Per certi versi e’ un processo che arricchisce molto, per altri rende schizofrenici puo’ creare delle situazioni di impasse verbale, a cominciare solo dai proverbi. Tempo fa raccontai delle battute, in classe capito’ che nessuno sorrise alla mia ironia, e questo e’ un disagio che molti italiani sperimentano in America. Ho notato che molti ispanici non comprendono le subordinate che iniziano con Poiche’, pensano sempre sia una domanda. Qualche giorno fa ero in banca e la nostra addetta ci parlava in inglese con un accento molto dolce, ma quando ha notato dietro di noi delle persone che la aspettavano si e’ rivolta a loro in spagnolo e in modo molto diretto gli ha detto di andare dalla sua collega. Idem ha fatto l’oculista con cui parlavamo.

Ho sempre avvertito profondo disagio per il fatto di avere un vocabolario ancora limitato, e la mia percezione e’ di essere rude nelle espressioni. Dopo questa bella riflessione con Disorientata, e grazie a qualche articolo letto, mi sto chiedendo se invece cio’ non dipenda proprio da un modo diverso di usare la lingua, visto che noi italiani tendiamo ad essere verbosi, ma non avro’ risposta ancora per parecchi mesi. Nel frattempo pero’ potrei autoassolvermi un poco per il non essere sempre in grado di esprimermi.
Anche perche’ di lingue dentro ne ho tre.

#8fact

Per chi volesse approfondire, questi gli articoli che mi sono piaciuti di piu’:

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22 pensieri riguardo “Personalita’ multiple”

  1. Io insegno inglese agli spagnoli e, quando correggo i loro elaborati, mi ritrovo a cancellare il 20% circa delle frasi, perché ridondanti e barocche. La lingua che usiamo ci definisce. Le frasi che vorresti cominciare con Poiché le cominci con Porque in spagnolo?

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  2. Confermo tutto, io rifletto e litigo solo in inglese perché mi viene meglio, se non posso passare a quella lingua perché non mi capiscono mi tocca un immane sforzo di traduzione. In inglese sono una persona migliore. In francese molto più tranquilla.

    Peccato solo per i link agli articoli non clic abili, perde un po’ di usabilità per chi come me è da mobile.

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  3. Non ci avevo mai pensato in questo senso, ma ci trovo una certa verità! Pensa che nell’ultimo abstract che dovevo scrivere in italiano e anche in inglese, ho sentito di voler partire dalla versione inglese perchè mi accorgo con l’inglese per me rappresenta l’essere sintetica e pragmatica! Fossi partita con l’italiano, avrei fatto tanti di quei giri di parole e avrei tagliato talmente tante volte prima di arrivare ad un lavoro che mi soddisfacesse, che ci avrei perso una giornata!

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  4. Accidenti, sai che non ci avevo mai pensato ma hai ragione !! Anche se non parlo nessuna lingua straniera in modo perfetto in inglese sono gentilissima, in spagnolo e italiano comunicativa e “sorridente” e quando sono in aria di litigio passo al dialetto bresciano :D.

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  5. Si dice che chi parla differenti lingue, vive differenti vite… e credo sia proprio cosí.
    L’ipotesi di Sapir Whorf (http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_di_Sapir-Whorf) sostiene proprio questo e, per quanto non sempre confermabile, ne possiamo trovare riscontro nelle nostre esperienze. A me capita, qui in Messico, di risultare estremamente diretta, e non é solo una questione di spagnolo, ma di spagnolo latino-americano “addosso” alla mia identitá linguistica europea. Non solo le lingue, ma le culture dei luoghi ci plasmano nel linguaggio, quindi nei pensieri e poi nei comportamenti. Ho imparato ad essere piú ossequiosa, ma troppo spesso mi trovo a rendermi conto di essere stata al limite della maleducazione solo dopo aver parlato…

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  6. non ho letto ancora i link che hai lasciato…ma anche io quando dovevo scrivere qualcosa di lavoro in inglese, articoli, progetti abstract, partivo dall’inglese e poi traducevo in italiano, magari arricchendolo. Pero’ l’ho sempre imputato ad una scarsa proprietà di linguaggio….anche l’inglese ha mille sfumature, che però mi sfuggono!

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