Una famiglia italiana a Miami

Inglese per bambini (e non solo)

Chiacchieravo con i cugini finlandesi a proposito di inglese per bambini. Il ricordo che ho dei miei viaggi in Finlandia e’ che tutti loro parlassero quella seconda lingua molto bene, al contrario di me. Da piu’ grande e’ capitato che zie e cugini venissero a trovarci a Roma, quella di mia mamma e’ una famiglia molto numerosa e non passava anno che non si incontrasse qualcuno. A parte le difficolta’ di comunicazione con gli zii piu’ anziani, parlanti solo la loro madrelingua, i piu’ giovani erano tutti molto piu’ avanti nell’inglese rispetto a me e mia sorella, incapaci a sostenere una conversazione. A volte mi sentivo bloccata come quando rispondevo al telefono e mi sentivo dire Hei, ovat täti, heitän äitisi? (google translate, eh), mi si gelava il sangue e passavo il telefono bollente a mia madre dopo aver detto Wait a minute!

E cosi’ ho chiesto ai cugini recentemente ritrovati, Ma da voi come funziona l’inglese a scuola?, aggiungendo che da noi dalle elementari in poi ci sono solo un paio d’ore a settimana durante le quali si fa prevalentemente grammatica insegnata da docenti non madrelingua, e vabbe’, ma dalla pronuncia decisamente approssimativa.

Mi rispondono che in Finlandia accade esattamente la stessa cosa.

E mi sorprendo, perche’ e’ vero che (ora che lo conosco molto meglio) il loro non e’ un ottimo inglese, ma almeno nello scriverlo sono assolutamente fluenti. Poi certo, parlarlo e’ diverso, dice mio cugino.
E allora secondo te cosa avete di diverso rispetto a noi?, chiedo.

Noi non doppiamo i film.

Ancora una volta, quindi, ho la conferma che il nostro meraviglioso doppiaggio ci rende l’orecchio pigro.

Quello che accade dopo un po’ che vivi all’estero e’ che ti abitui a sentire le voci al naturale. Ora per me e’ insopportabile vedere anche solo un cartone animato in italiano perche’ sento immediatamente quella voce impostata, teatrale, dalla dizione romana perfetta, con tutte le lettere scandite bene che escono dal diaframma petto in fuori e testa alta.

Se volete dare una chance ai vostri figli, se avete voglia di imparare l’inglese, cominciate a vedere programmi sottotitolati. L’orecchio si abitua ad ascoltare la pronuncia, nei bambini accade in brevissimo tempo, negli adulti ci vuole un po’ di piu’ ma funziona. Mia sorella non ha praticamente studiato inglese al liceo artistico ma da quando sono qui, in tre anni, ha iniziato a vedere dei film e a leggere libri in inglese, e ora ha una buona capacita’ di sostenere una chat on the go e di capire la lingua parlata.

La rete offre tantissimo gratis. Duolingo e FluentU sono due app che permettono una prima immersione nella grammatica. Per l’Inglese americano c’e’ Learn American English – free word power, su iTunes, mentre per l’Inglese britannico c’e’ Learn English, del British Council, diviso in adulti, teens e kids. Su bab.la trovate anche il gioco dell’impiccato, sono quasi morta per trovare una parola di tre lettere. Per i livelli piu’ avanzati consiglio Ted Talks, che propone decine di video interessanti divisi per argomento.

Ad ottobre in Italia arrivera’ Netflix, a 7.99 al mese, con film sia doppiati che in lingua originale, ma Youtube offre gia’ tanto gratis. Ve lo anticipo, e’ assolutamente frustrante essere sicuri di conoscere l’inglese e poi ascoltare un film e perdersi dopo 3 frasi senza capire piu’ niente. Tenete duro, mettete i sottotitoli e andate avanti, se sarete costanti in poco tempo inizierete ad acchiappare la cadenza.

Per i romani, Upter offre corsi con insegnanti madrelingua a prezzi abbordabili. Prima di partire avevo fatto un corso di spagnolo, l’insegnante era madrelingua e ci faceva parlare molto. Ci sono corsi per tutte le lingue, per bambini e adulti, con certificazione e non, per business o conversazione.

Questi i miei suggerimenti, se qualcuno conosce altre risorse gratuite o a pagamento puo’ indicarlo nei commenti.

Vi lascio con questo video tratto da Let’s Talk. Il canale e’ indiano (learnex mumbai) e si riconosce l’accento non puro. Dimenticatevi di perdere l’accento italiano se avete piu’ di 20 30 anni. Gli italiani vi criticheranno per il vostro accento duro ma negli Stati Uniti lo troveranno simpatico – e intendo nice, non funny.
Ascoltatela, accanto c’e’ il testo.

youtube

Questa ragazza insegna la regola aurea degli Americani: Fake it till you make it, ovvero fingi fino a che non ce l’hai fatta. Fatelo anche voi, show your confidence, esibite la vostra sicurezza.

Pretend to be good at something, and pretend to feel confident. As you continue and build your skill, your fake confidence will be replaced by real confidence.

Funziona.

Sullo stesso argomento ho anche scritto:

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38 pensieri riguardo “Inglese per bambini (e non solo)”

  1. Sono mesi che guardo telefilm in lingua originale con sottotitoli e mi sono appassionata tantissimo. Mi è utile? Credo di si, ma te lo saprò dire quando dovrò sostenere una conversazione in inglese!!!
    Mariantonietta mi ha consigliato ororo.tv, i sottotitoli sono anche in altre lingue volendo. Non finirò mai di ringraziarla!!!
    Credo che quando arriverà Netflix farò l’abbonamento, così amplierò la scelta.

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  2. Che post interessante! Ti anticipo che il mio commento sarà praticamente un altro post 😛
    In primis, io ho frequentato il liceo linguistico e la mia fortuna è stata che,insieme alla prof di grammatica al biennio e a quella di letteratura al triennio,c’era la conversatrice che parlava solo inglese (che poi,ci ho chiacchierato dopo il diploma con la mia conversatrice e parlava italiano meglio di me) e questo mi ha aiutata moltissimo con il lessico.
    Inoltre,facevo i gemellaggi… nota dolente in realtà, visto che al mio primo gemellaggio con una scuola danese, questi ragazzi parlavano inglese meglio di come io parlo l’italiano tuttora. Lì ho cominciato a interessarmi allo studio dell’inglese in altre realtà e ho scoperto che loro studiavano inglese sin da piccolissimi e a livelli che credo la nostra scuola si sogni ancora adesso! A tal proposito, ho scoperto un blog che si chiama congedoparentale.blogspot.it che narra le gesta di questa famiglia italo svedese in Svezia… e le due bimbe parlano inglese sicuramente meglio di me!

    Sul doppiaggio…. Noi abbiamo un’ottima scuola di doppiatori,basti pensare a Ferruccio Amendola,ma ecco, è abbastanza imbarazzante pensare che tutti -e dico tutti- gli attori americani hanno la stessa voce. Quando ero piccola pensavo che fossero tutti imparentati tra loro xchè avevano la stessa voce :p
    Poi ho studiato Cinema e dal primo all’ultimo anno sia di triennale che di specialistica ci hanno detto:”Non si può giudicare un film se viene visto doppiato” e ho smesso di vedere i film doppiati,all’inizio facendo una fatica bestiale. Adesso riesco a vederli senza problemi,anche se a volte -ovviamente- mi sfugge qualcosa e mi limito ad afferrare il senso della frase e non ogni singolo vocabolo! In generale,cmq,siamo l’unico paese che doppia i film facendoci grandi perchè noi c’abbiamo i doppiatori fighi, rinunciando di fatto a fruire come si dovrebbe dei film (si lo so, questo è un pippone un pò nerd,ma so che mi perdonerai).

    Ok,dai,facciamo che ho finito…pensavo peggio!!!

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      1. Ti ricordi che tutti gli attori americani -per dirne due a caso Sylvester Stallone e Al Pacino- erano doppiati da Ferruccio Amendola?
        Quindi alla fine qualsiasi film guardi la voce maschile è sempre la stessa :p

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  3. anche noi abbiamo cominciato da qualche anno a guardare le serie in lingua originale con i sottotitoli. Ora non sopporto più le voci dei doppiatori italiani, anche perchè appunto sono in quattro gatti e si ritrovano sempre le stesse. Devo ammettere che, comunque, senza sottotitoli sarei persa, non ce la faccio a seguire la conversazione. Anche quei periodi che sono stata negli USA (mai abbastanza a lungo) avevo molte difficoltà! Ho sempre avuto l’impressione che gli americani si mangino metà delle parole che dicono. Ma credo sia solo questione di abitudine perchè anche all’inizio qui in Francia non capivo nulla e adesso invece non ho più problemi. Questione di orecchio, come dici tu! 🙂

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  4. Ho tante di quelle app che ormai non le distinguo piu` 🙂 ad ogni modo io fingo spesso, mi sforzo di usare l’accento australiano (soprattutto quando parlo tra me e me…lunga storia haha) perche` ho notato che spesso mi veniva naturale. Anche agli australiani piace il nostro accento, oddio forse piace e` un parolone 🙂

    Ti racconto questa. Un giorno guardavo un film con B e alla domanda ”conosci questo film?” risposi affermativamente lasciandomi andare a dei commenti di apprezzamento. Lui mi disse ”avevi detto di non capire tutto tutto quindi ho dato per scontato non l’avessi visto” per poi bloccarsi e ”momento, ma voi i film li vedete cosi` in Italia? Vedete anche QUESTI film?”. Basita. Per farla breve, lui non sapeva neppure l’esistenza della figura del doppiatore. E` proprio vero che in Australia sono in un altro mondo eheh

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  5. Quando i bimbi erano piccoli ed hanno iniziato a guardare i cartoni utilizzavo solo dvd impostando la lingua inglese. Ai bimbi piaceva e non hanno mai mosso obiezioni fino a quando non hanno iniziato a frequentare amici che raccontavano ai genitori che “nel nostro condominio non esisteva la tv italiana”. Dopo poco hanno iniziato a chiedermi insistentemente di vedere i cartoni in italiano come i loro amici ed io ho stupidamente ceduto. Me ne sono pentita molto.
    Ps: oggi mia sorella mi riferiva dei soggiorni studio/anni scolastici per i ragazzi a Londra e dopo poco trovo, puntuale, il tuo post. Perfetto.

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  6. Eh, la pazienza di vedere un film in inglese ce l’ho avuta poche volte, quasi solo quando preparavo l’esame. E la musica in inglese non l’ho mai ascoltata. Non è solo un fatto di difficoltà, anzi me la cavo meglio rispetto ai colleghi che come me non sono mai stati in un paese anglofono.
    Anzi, se è per questo sono stato fra i pochi ad affrontare l’esame di inglese subito mentre tutti lo lasciano per ultimo. E sono sempre quello che aiuta i turisti sostenendo un minimo di conversazione, invece di due parole e cento gesti.
    È proprio una lingua che non mi piace. La trovo brutta davvero, e inadatta ad essere lingua internazionale. Lo spagnolo sarebbe molto più adatto per le sue caratteristiche

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      1. Lo spagnolo lo trovi bruttino? O l’inglese? Se è lo spagnolo te l’hanno anche fatto odiare.
        Io sono stato fortunato, avrei voluto studiarlo alle medie invece dell’inglese e non era possibile, poi ho avuto l’occasione di impararlo.

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        1. Spagnolo. Odio il suono di alcune parole, sono pesanti, sgraziate, volgari. Certo il castigliano è diverso, eh, è più musicale, ma preferisco mille volte l’American English (British no!)

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      2. Sarà pure la lingua più parlata al mondo e ha tantissimi estimatori che lo studiano, ma nemmeno a me piace lo spagnolo, lo percepisco come una lingua dal suono volgare. Molto meglio l’inglese e anche il francese.

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  7. Ci facciamo un sacco di paranoie, noi, e per l’accento e per la pronuncia e per le frasi sgrammaticate. Quando alcuni anni fa frequentai a Cambridge un corso internazionale per insegnanti di scuola primaria. L’insegnante a cui espressi le mie paure e dubbi mi disse di non preoccuparmi per tutto questo, che il mio era l’inglese internazionale. Praticamente nessuno si aspetta che parliamo l’inglese british della regina. Conoscere una lingua vuol dire avere più opportunità di comunicare, non ci devono mettere i voti e quindi giudicare!

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  8. Io amo questa lingua da quando ragazzina amante del rock mi traducevo i testi con il vocabolario.
    Da tempo guardo i film con i sottotitoli, però da quando frequento un corso che è basato sulla conversazione ho fatto passi da gigante: basta buttarsi 🙂

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      1. (mi sono dimenticata) D frequenta un playgroup e con lui ha funzionato molto l’approccio “hands-on”: mentre fanno delle attività l’insegnante madrelingua introduce i vocaboli in maniera pratica. Per esempio hanno disegnato uno scenario marino e intanto imparavano i nomi dei vari animali, oppure per imparare le indicazioni (tipo destra, sinistra) hanno fatto una caccia al tesoro!

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  9. Confermo anche io: quando il mio era piccolo gli mettevo sempre i dvd in inglese… finché non ha iniziato ad arrabbiarsi perché li voleva sentire in italiano!
    Ora (i bimbi sono due e frequentano i corsi di helen doron da un paio di anni) ho ricominciato a proporre di guardarli in inglese (tanto li conoscono a memoria) e accettano!
    Per quanto riguarda me anche io ho sperimentato che l’inglese cominci davvero a capirlo quando ti sottoponi alla “tortura” di guardare i film e leggere i libri in lingua originale non capendo nulla. Poi col tempo la tortura diventa godimento puro quando ti accorgi che …capisci!!! Non tutto ma parecchio 🙂

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  10. Confermo! Da quanto so, per impare l’inglese da perfetto bilingue dovresti essere costantemente esposto alla lingua entro i 5 anni…dopodichè puoi al massimo essere un italiano che parla un perfetto inglese! Io per ora vado di sessioni di cartoni animati in lingua originale e canzoncine inglese…il mio sogno sarebbero le scuole internazionali…ma che prezzi!!!

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  11. Ricordo una me sposina e neo-mamma, appena arrivata in Canton Ticino, Svizzera italiana 20 anni fa, nessun cambio di lingua parlavo italiano al mio Paese e parlavo italiano anche qui, quindi dirai tu, che c’entra col post? Tornando al fatto che ero neo mamma, passavo le ore ad allattare mia figlia, sul divano; un giorno giocherellando col telecomando scoprí la funzione bicanale, chiesi a mio marito cosa fosse, e lui placido: puoi vedere il film in lingua originale…baaam! Mi si aprí un mondo, ti dico solo che so tutte e dieci le stagioni di Friends a memoria in inglese!
    E la bimba che allattavo? Adesso ha 18 anni ed praticamente bilingue!

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  12. Anche io ignorantona d’inglese con le prof. italiane dalla pronuncia improbabile, poi mi sono messa a studiarlo per conto mio guardando i film in lingua e segnandomi tutto quello che non capivo. Però l’ascolto passivo da adulti è mooooolto più lento come metodo di apprendimento rispetto che per i bambini. Non basta sedersi e ascoltare: bisogna segnarsele, cercarsele, usarle… Infatti invidio che qui ci siano le scuole bilingui, anche se come sempre, l’Argentina è maestra nella teoria e italianissima nella pratica. Ne ho scritto qui: https://italoemigrante.wordpress.com/2015/07/28/re-ingles/

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  13. Sono totalmente d’accordo… Io pur in Italia ho avuto la fortuna di studiare inglese sin dalla seconda elementare (oltre 30anni fa), poi ho frequentato il liceo linguistico e ho scoperto la bellezza dei film in lingua originale, per poi passare ai DVD dove si poteva scegliere la lingua e così via… Per i miei figli ho scelto la stessa via, alcuni cartoni animati si guardano solo in originale, leggiamo tanti libri in inglese e quest’anno abbiamo avuto una ragazza alla pari (olandese, ma che parla perfettamente in inglese) che con loro ha cantato canzoncine, ha giocato e letto libri in inglese…
    Ora sono loro che chiedono di vedere alcuni film (come Frozen) in versione originale, perché sono più belli…

    PS: su YouTube c’è un canale per bambini che si chiama dream english kids che tramite canzoncine insegna forme, colori e frasi semplici. Va bene per i bambini di materna e primi anni di elementari e i miei lo adorano!!

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