Sono state settimane un po’ difficili, come anticipavo brevemente qui.
Sapevamo che l’affitto di questo appartamento sarebbe stato a termine ma abbiamo ricevuto la notizia di dover lasciare la casa in tempi piu’ brevi di quanto sospettassimo. In piu’ la mia ricerca di un lavoro arrancava decisamente.

Dai primi di luglio ho mandato curricula per qualsiasi cosa sperando di avere un lavoro che non mi tenesse fuori casa 10 ore al giorno il sabato e la domenica (c’e’ gia’ mio marito a scomparire per giorni, e ha senso lavorare per pagare una babysitter full time?) e pur omettendo la laurea (che tanto non ho ancora tradotto per gli US) non se ne veniva a capo: la maggior parte delle job applications che avevo inoltrato erano cadute nel vuoto.

Il venerdi’ precedente all’arrivo della sister, intorno alle 3 del pomeriggio, ricevo una telefonata.

Era per una posizione in hotel, con lavoro al weekend pero’ part time. La tipa mi propone di vederci il mattino successivo alle 11. Le dico che essendo sabato ho la bimba a casa e dovrei organizzarmi, ma provo a chiederle se non fosse possibile il lunedi’, prima dice si’, poi si corregge, lei non sara’ a lavoro. What about tuesday?
Tuesday saremmo partiti per Key West con la sister e saremmo stati fuori per tutta la settimana ma non mi andava di dirglielo, cosi’ le dico Ok, facciamo cosi’, mi organizzo per domani e ti richiamo.
Contatto la mia amica, mi da’ l’ok per il babysitting di emergenza, richiamo il numero e l’interno squilla a vuoto. Lascio messaggio, non verro’ mai ricontattata.

La stessa amica il giorno dopo mi dice che il lunedi’ successivo avrebbero aperto una posizione nel suo ufficio e che avrei potuto applicare online.

Il lunedi’ vado sul sito e faccio refresh ogni mezz’ora. La posizione non viene aperta.
Il martedi’ nemmeno.

Alla sera di martedi’ rientro in camera dopo la cena e recupero il telefono (che si sa, si scarica sempre quando serve) e scopro che non ero agganciata correttamente al wifi. Non appena tolgo la connessione difettosa mi arrivano messaggi ed email, tra cui quelli della mia amica che dalle 4 del pomeriggio mi aveva scritto ripetutamente per dirmi che la posizione era aperta. Metto a nanna laPicci non senza lotte perche’ isterica per aver saltato il riposino, marito e sister crollano, mi collego per completare l’applicazione. Recupero il mio resume da una email, non riesco ad allegare la cover letter, sono stanca e disillusa e la mando come viene.

Giovedi’ ripartiamo da The Southernmost Point, andiamo a Naples, poi rientriamo a Miami, io riinizio il College. Mia sorella viene sbalzata in questo universo parallelo fatto di case da vedere e agenti immobiliari sacrificando parte della sua prima meritatissima vacanza Americana. La casa non si trova e in piu’ si aggiunge un’altra rogna di cui non eravamo a conoscenza e per colpa della quale il credit score di mio marito si e’ abbassato. Per chi non e’ avvezzo a come funzioni qui, sostanzialmente il punteggio di credito rappresenta l’affidabilita’ di un pagatore: con un credit score mediocre si possono comunque acquistare certi beni ma chi vende puo’ chiedere del denaro in piu’ – o maggiori interessi- a garanzia del (probabile) mancato pagamento. Nel caso di una casa in affitto significherebbe dover dare in anticipo una congrua somma. La rogna in questione (un mancato pagamento di 25$) viene immediatamente risolta con scuse a profusione da parte dell’istituto di credito, ma perche’ il punteggio torni dove era sono necessari 3 mesi circa, e noi 3 mesi da passare nell’appartamento che e’ stato venduto non li abbiamo.

Brunch

Proviamo a cercare casa in una zona meno costosa ma resta il problema che abbiamo una macchina sola e per comprarne un’altra tornerebbe il problema del credit score col grosso anticipo, pertanto decidiamo non senza mal di pancia di trasferirci per qualche tempo dalla suocera.  La sister riparte, io continuo le lezioni, andiamo a prendere un magazzino in affitto dove mettere mobili e scatoloni, io inizio ad imballare per il trasloco.

Vengo chiamata per il colloquio!! Mi presento un martedi’ pomeriggio, stavolta per scaramanzia non lo avevo detto nemmeno alla famiglia, e vengo esaminata prima da una persona, a cui se ne aggiunge una seconda che va via poco dopo, poi la prima mi saluta e ne arrivano altre due e poi una terza. Il colloquio dura un’ora al termine della quale non mi ricordo nemmeno piu’ come mi chiamo ma mi sembra andato bene, ho avuto delle buone sensazioni. Certo resta quella frase che viene detta un paio di volte, You’re overqualified for this job, che si sa e’ il dramma della mia vita. Le faremo sapere. La notte non dormo per lo stress che avevo accumulato nella giornata, e torno nel vortice.

Un pomeriggio andiamo al parco e mentre siamo li’ mio marito riceve una telefonata da sua madre, fanno uno scazzo epico per colpa dei cetrioli alla salmonella mentre io e Picci sfamiamo scoiattoli.

Squirrel!

La sera stessa lui si mette alla ricerca e trova un appartamento in affitto in questo stesso condominio, sul mercato da un giorno, che si libera tra un mese. Contattiamo il realtor, alle 9 di sera l’affare e’ concluso. La mattina dopo disdiciamo il magazzino.

Quindi ora ci troviamo a trasferirci in una casa piu’ piccola e piu’ costosa, perdiamo una camera ma ne guadagniamo in salute mentale. Ho chiesto piu’ volte a mio marito come faremo a pagarla, se gia’ cosi’ ce la facciamo a malapena, mi ha risposto che in qualche modo si fa. D’altronde ho gia’ detto di aver sposato Tremonti.

E invece no, la soluzione e’ arrivata da se’: ho un lavoro.

Io.
Ho.
Un.
Lavoro.

Inizio stamattina.

 

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