Difendere le nostre tradizioni

Sono stata a pranzo con dei colleghi, il nostro capo ci aveva invitati per il Natale. Dovrei dire per le festività, visto che lui è indiano.
Accanto a me erano seduti tutti centro/sudamericani: Cuba, Guatemala, Portorico, Uruguay. La portoricana mi mostra delle foto strepitose della sua casa di campagna, una bellezza da togliere il fiato, verde lussureggiante e frutti mai visti. Al centro della casa stile coloniale, un enorme patio con un barbecue e un maialino a cuocere, e una scultura raffigurante Los tres rejes.

via c2.staticflickr.com

Mi spiega che ogni anno nella sua nazione al 6 gennaio si festeggiano i Re Magi, che è una festa molto sentita, e che a casa sua sono attese 60 persone per ballare e mangiare insieme. Tutti gli altri confermano che si tratta di una festività importante nei rispettivi paesi di appartenenza.
Sapendo già come sarebbe andata la conversazione, mi faccio avanti e dico che anche da noi il 6 gennaio i bambini ricevono i regali, ma non dai Re Magi bensi’ dalla Befana.

Provate a spiegare la Befana in un’altra lingua.

Una vecchia signora che vola su una scopa. Una strega, ma buona, che pero’ porta il carbone ai bambini che si sono comportati male.

Mi guardavano con gli occhi fuori dalle orbite.

Una googla incredula e dice E’ vero, si festeggia il 6 gennaio in Italia (ma dai?!).

E perche’ non festeggiate i Re Magi? Eppure siete un paese cattolico.

Eh gia’. Non mi metto a spiegare che siamo un paese laico, mi risulterebbe difficile argomentare che si’, abbiamo il Papa che tutto il mondo segue, e che si’, il Vaticano e’ uno Stato all’interno di una delle nostre regioni, ma che l’Italia e’ una Repubblica democratica laica, la cui religione ufficiale e’ il Cattolicesimo.

Spiego che addirittura qualche anno fa non era nemmeno festivo, esattamente tra il 1978 e l’85 (c’ero), e scopro oggi che la celebrazione della Befana fu introdotta nel 1928 da Mussolini.

Tutto il mondo latino celebra i Re Magi, Portorico sopra tutti, e noi cosi’ amanti della diversita’ e delle popolazioni straniere non abbiamo mantenuto questa leggenda dei Re arrivati da Africa e Oriente con doni per la nascita di Cristo, ma ci siamo tenuti felici la festivita’ pagana introdotta dal fascismo. E a me la Befana sta pure simpatica e pensavo di festeggiarla con laPicci, solo che ora non so bene come unire le due cose. Perche’ ok, spiegare che in Italia le calze sono per la Befana e nel resto del mondo per Natale, ci sta, ne fai due al limite. Ma come la mettiamo tra Befana e Re Magi?

Poi magari qualcuno di voi sa bene come stanno le cose e vorra’ illuminarmi.

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33 pensieri su “Difendere le nostre tradizioni

  1. Nella mia famiglia da piccola era Gesù bambino a portare i doni, e noi da sempre li apriamo il 25 (molti la vigilia che io sappia). Ho scelto di raccontare di babbo natale ai bimbi perchè non sono più cattolica (ma mando i bambini al parrocchiale, sia per una questione economica – in sicilia hanno pasticciato con la mia iscrizione allo statale e qui mi sono trovata fuori graduatoria – meglio così a posteriori, sia per una questione di cultura, più che di religione). Mai festeggiato santa lucia nonostante mia nonna sia bergamasca, ma teniamo in gran conto gli onomastici (il mio più che altro perchè man mano che la famiglia cresce le tradizioni e non-tradizioni si mischiano). Odio il natale dal punto di vista consumistico anche se compro regali ai miei figli e ogni tanto a qualcun altro. Mi piace la magia negli occhi dei bambini, e stasera rappresenterò la madonna nel presepe e il non essere cattolica non lo vedo come un problema: per me il cattolicesimo è la mia cultura, prima della mia religione. Difendere le tradizione è sempre più difficile ma non vedo niente di male nel dirci buon natale o buona qualunque altra festa di qualunque altra religione. Credo che convivere non voglia dire cancellare… al limite aumentano i momenti in cui ci augura del bene, che sia natale hannukah o qualunque altra festa.
    Ma vallo a spiegare a chi ormai si è trincerato dietro l’odio a priori (io qui lo sento molto, la non tolleranza, la mal sopportazione, tutto il contrario del natale insomma).
    Vabbè mi sono dilungata come al solito. È difficile mantenere le proprie tradizioni, ma nel mio caso più che altro perchè si mischiano due famiglie con due diversi modi di festeggiare le stesse festività…
    Le tradizioni delle altre culture mi affascinano ma… non sono mie (tipo halloween, per me non ha senso festeggiarlo in italia).

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  2. Io festeggio Santa Lucia da brava palermitana. La tradizione della festa di Santa Lucia l’ ho portata anche a casa mia a Roma, ma da quel che ho capito non si festeggia allo stesso modo che altrove in Italia… niente regali, solo arancine e cuccia!

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  3. La penso come te. Che male c’è ad augurare buon Natale o Hannukkah o Ramadan? In fondo vuol dire questo: ti auguro che questa giornata che per me cristiano, ebreo o musulmano è importante, sia lieta anche per te, a prescindere dal tuo credo. Non si vuol certo imporre una religione.
    E poi che vuol dire buone feste? Quali feste? Il capodanno? Allora tanto vale dire buon anno. Rendere il Natale una festa pagana dei regali snaturata dal suo significato lo trovo ancora più offensivo nei confronti di un cristiano. Sarebbe come trasformare il Ramadan in una festa internazionale della purificazione del corpo dal cibo!

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  4. Io sono stata cresciuta da dei mangiaprete ma il Natale l’abbiamo sempre fatto. Io e la mia famiglia abbiamo un approccio aperto alle feste: perche’ non festeggiare il piu’ possibile? E’ divertente e non vedo cosa ci sia di male. Infatti ora festeggio anche Santa Lucia dopo aver iniziato a frequentare dei Veneti.
    Poi in USA (ma non solo) su questo diventano fissati, o non si puo’ augurare nulla, oppure come e’ successo con Starbucks se non fai abbastanza auguri la gente si lamenta…

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  5. Io sono perfettamente d’accordo con Giupy, non sono religiosa, ma più feste ci sono più contenta sono e non mi sento offesa da nessuna festività, pretenderei quindi che nessuno si senta offeso e non capisco proprio come ci si possa sentire offesi dalla gioia di festeggiamenti altrui, che siano per divinità, per alberelli, per re o per le stelle splendenti.

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  6. La storia dell’Happy Holidays è una novità recente, fino all’anno scorso dicevano tutti Merry Christmas e non si offendeva nessuno. Mi sono adeguata anche io e nelle email di auguri scrivo “I wish you a happy holiday season” oppure “Happy holidays” per evitare brutte figure, anche se mi sembra una delle solite esagerazioni del politically correct. Che poi cosa festeggiano gli indiani o i cinesi a dicembre?!

    A dirla tutta, la storia delle vecchina sulla scopa volante che porta carbone ai monelli e dolci ai bimbi buoni non è meno assurda di tre tizi che nell’epoca pre-internet percorrono centinaia (migliaia?) di km in tempo record portando tre doni inutili a un neonato.

    Qui in Argentina il 6 gennaio non è festivo, e neanche il 26 dicembre. Tutti festeggiano il 24 sera (e poi ripetono il 25). La cosa ha un senso perché è periodo di vacanze estive e la gente vuole andarsene in vacanza e non rinchiudersi in casa a fare la grigliata come già fanno il resto dell’anno. A modo loro, tutte queste usanze sono state “storpiate” a seconda del luogo.

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    1. Chiaro che si, è ogni paese ha le sue tradizioni. Solo che a volte la radice religiosa è la stessa ma ti chiedi come mai altrove si sia sviluppata diversamente. Dovrei scoprire se nell’Europa dell’est, pure molto cattolica, festeggiano i re magi.

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  7. A Verona i doni li porta Santa Lucia e c`è tutto un rituale fatto di attese, campanelli che suonano, cibo da lasciare per l’asino e il castaldo(il contadino che accompagna la Santa, che è cieca). Da piccoli è bellissimo e io ho trasmesso questa tradizione a mia figlia. A Natale invece non sono riuscita a continuare la tradizione della messa di mezzanotte seguita da cioccolata calda e Pandoro. Qui vogliono dormire. Uffa. Comunque il fatto di non dire più Buon Natale ma sostituirlo con un generico buone feste mi infastidisce parecchio (vedi pubblicità di H&M con Kate Perry…) come quasi tutto quello che finisce nel calderone del politically correct.

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  8. L’hanno scorso, nello stesso giorno, mi capitò di dire “happy holidays” e sentirmi rispondere “no, merry Christmas!”, alcune ore dopo di dire ” merry Christmas” e sentirmi rispondere “no, hapoy holidays!”
    :-/
    Però alla fine ci ho pensato su, e soprattutto vivendo in un posto dove cinsono persone di varie nazionalità, trovo più corretto dire hapoy holidays. Non mi offendo se uno mi dice happy hannuka, ma per me non significa niente… O happy diwali… Ma se so che qualcuno e’ di quella specifica religione, gli faccio l’augurio giusto.

    Ho apprezzato molto che questo mese a scuola di dani hanno chiesto ai vari genitori di parlare ai bamvini delle festività nella loro cultura.

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  9. Ho passato almeno un paio di volte il Natale in Messico. Anche per le mie nipoti erano i re magi a portare i regali. Della Befana non avevano mai sentito parlare e l’idea che venisse una strega, anche se buona, spaventava. Dicevano che non l’avrebbero fatta entrare (veramente lo diceva anche mia moglie, ma poi per la tremendazza la befana arriva).
    A Natale era previsto uno scambio di regali a caso, ognuno pescava un nome di qualcun altro in famiglia e gli faceva un regalo. Niente Santa Claus.
    Curioso, poi, il fatto che anche i re magi siano una storpiatura. Non è scritto nel vangelo che erano né tre, né re, né da dove venivano, solo che “vennero alcuni magi”
    Sta storia del politically correct, lo posso dire? Mi sta sulle palle.
    Già non sopporto le espressioni tipo “he or she” negli annunci di lavoro. Togliere i crocifissi, eliminare il presepe, augurarsi buone feste perché buon Natale non si può dire? Mah!
    Per me non è rispetto, è paura. Si ha paura che qualche fanatico ci faccia del male. Io non mi offenderei se qualcuno mi augurasse buon Hannukkah, felice fine del ramadan.
    È inverno, il freddo e il buio mettono tristezza e abbiamo bisogno di feste per stare allegri. Per questo gli antichi se le sono inventate e poi le varie religioni ci hanno piazzato la nascita di ogni dio celebrato. Aggiungiamo pure alle nostre, le feste degli altri, inventiamoci le occasioni, di scassare la minchia a chi vuol fare festa non c’è bisogno.

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  10. Io detesto le religioni in generale, c’ho un odio viscerale nei confronti della “credenza” proprio, quindi per me le tradizioni non sono altro che una fastidiosa manifestazione dell’irrazionalità umana, tutelarle o meno è del tutto irrilevante.

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  11. Santa Lucia nella cultura bergamasca è molto importante, tant’è che qui i regali li porta lei, non Babbo Natale. La Befana invece non l’abbiamo, (in parrocchia si festeggia col presepio vivente) ma mio marito veneto si, ma lui non aveva Santa Lucia.
    Io non avevo Babbo Natale, da bambina abitavo in prov di Milano, avevo Gesù Bambino, come facesse a portarmi i doni un neonato era a me incomprensibile.
    I miei figli si son presi tutto invece…Santa Lucia, Babbo Natale e Befana.
    Io non penso che ci si debba offendere se uno ti augura Buon Natale o Buon Annukkah o qualsiasi altra cosa, però in negozio dico Buone Feste, per non urtare la sensibilità di nessuno.
    Però ciò che mi da fastidio è che tutti danno contro il Natale, le festività cristiane ecc, ma son ben contenti dell’opportunità delle feste e delle ferie che queste festività cristiane offrono.
    Se fosse per i non credenti saremmo tutti a lavorare normalmente altro che scuole chiuse dal 23 al 6

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