Lo scorso giovedi’ ho finito un corso con la prof piu’ disorganizzata e imprecisa che esista al mondo. Ha creato casini ad ogni lezione.
Parte con il syllabus, il documento con le regole del corso che ogni professore da’ all’inizio dell’anno, lei ci da’ quello di un anno fa e le date sono ovviamente tutte sbagliate. Afferma che a quattro lezioni avremmo avuto un guest lecturer, un ospite che ci avrebbe parlato della sua professione legata all’organizzazione di eventi; abbiamo invece visto una sola persona che pero’, va detto, nella sua vita ha ricoperto otto cariche diverse a cominciare dal parcheggiatore.

Ad ogni lezione legge il suo powerpoint, il libro e’ stato un acquisto inutile – e ovviamente non ho imparato nulla.

Ad ogni lezione, per insegnarci che in questa professione l’imprevisto e’ sempre dietro l’angolo, racconta assurdi aneddoti per sottolineare la sua capacita’ di event planner estremamente flessibile. Il giorno in cui racconta che aveva organizzato un matrimonio in Messico, che i tecnici del suono e delle luci non si sono presentati e che ha dovuto fare suo marito, che la cantante non si e’ presentata e ha dovuto cantare lei, e che il giorno del ritorno la tipa dell’agenzia viaggi era scappata con la cassa lasciandoli senza volo di ritorno, ho capito che era una mitomane e che non meritava piu’ ascolto.

Ci dice che durante il semestre avremmo fatto una site visit, ovvero una visita guidata in un posto legato all’organizzazione di eventi; dopo aver organizzato e disdetto due appuntamenti, ci fa visitare una grande catena alberghiera nel Downtown. Chi e’ andato alla site visit, solo pochi di noi, ha detto di aver ascoltato, in piedi, una persona che parlava delle caratteristiche dell’albergo.
Inutile.

Aveva prestabilito che ognuno di noi avrebbe dovuto fare almeno 5 ore di volontariato alla Fiera Internazionale del Libro. Qualcuno di noi non poteva nei giorni previsti, ha accordato che potessimo fare un extra assignment oppure essere presenti ad un altro evento, io ho fatto entrambe le cose.
Il secondo evento era giovedi’ 10, lei ci manda una email dicendo che era giovedi’ 9. Ha diviso il gruppo classe in due turni, il mio nome non era in nessuno dei due. Ha scritto che avremmo dovuto indossare una camicia bianca a maniche lunghe e pantaloni e scarpe nere. Per il gruppo della sera, il mio, copio:

ATTIRE: PLEASE BRING WEAR A REGULAR T SHIRT, BLACK PANTS, AND BLACK SHOES. PLEASE ALSO BRING WHITE LONG SLEEVE SHIRT

E aveva poi scritto che il primo turno iniziava alle 4.

Alle 4 iniziava il party.

Alle 3.30 di giovedi’ 10 manda una mail arrabbiatissima in cui sollecita l’intero primo gruppo a presentarsi perche’ tutti avevano almeno mezz’ora di ritardo.
Arrivo alle 5.45, quindici minuti prima del mio turno, e vengo redarguita dal supervisore perche’ sono la quarta persona che si presenta senza camicia.

Cinque giorni dopo il suddetto supervisore ci manda l’email con le ore di volontariato sostenute, il mio nome – e quello di altri – non c’e’.

Giovedi’ scorso finalmente finisce ‘sto supplizio di classe, su cui evevo invece riposto tantissime aspettative. La prof mi dà un foglietto con i miei voti in dettaglio, la media e’ A+.

Oggi escono i voti ufficiali. Ho B.
Questo semestre imparero’ come si fa appello alla commissione accademica.

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