ii zzeppi. Così è chiamata in romano la data odierna. Sei zzeppi quest’anno.
La giornata è iniziata con la visita del tecnico della caldaia per il bollino blu, quaaaaanto sò corretta. Abbiamo pure un po’ parlato del mio prossimo trasloco, che ad un certo punto mi fa “Eh beh certo che vai dai lui, che mi sa che tra un po’ figli…” …NIENTE, voleva concludere, alludendo alla mia augusta aetate. Un signore.

Poi mi arriva la telefonata della vicepreside, le dico “Forse è meglio se ci vediamo per parlare”. Le è preso un colpo quando le ho detto che avrei rinunciato al lavoro, “e noi come facciamo senza di te, e io ho messo la segreteria a ferro e fuoco per averti, e ci mancherai tanto…” Le ho raccontato l’ultimo mese di sorprese ed incastri, dallo spettro della povertà alla svolta del trasferimento, e mi sono pure commossa quando le ho detto che mi sarebbero mancati un sacco. Lei è stata davvero tanto affettuosa, e ha insistito perché mi occupassi almeno dell’orientamento scolastico delle terze (deve aver notato i buchi sotto alle scarpe, ecco) prima della partenza.
Poi sono passata all’ufficio dove ieri il tipo mi ha detto di aver fatto il documento che manca per il rogito, non sono venuta a capo di niente ma la signora architetta era molto simpatica.

SOCKERKAKA Stendipasta e coltello, azzurro

Poi sono corsa a Via di Salone alla sede SDA. Succede che anche l’America non è poi così efficiente, e che le quattro persone che in questo mese hanno preso visione dei miei documenti non si sono rese conto che l’elenco degli esami di laurea non è in originale, e che ovviamente è nelle mie mani e non di quelle di promesso, e devo consegnarlo entro il 15 novembre pena l’esclusione dall’inizio corso di gennaio. Così stamattina di buon ora ho prima chiamato Fed Ex per prenotare una spedizione, poi ho mandato una email di protesta (anche se I am very disappointed è stato il massimo che potessi fare) e poi mi sono messa in macchina, e alle 11:11 dell’11.11.11 (oh la dovevo scrivere, va bene?) partivo da paesello in direzione Tiburtina. Eseguo Fed Ex, e ho pensato che mi sarebbe piaciuto fare quel lavoro di reception. Poi passo da Ikea, visto che ero di strada vero Pattibum?, e vado a vedere quale cuscino potrà comprarmi promesso per il nostro nuovo letto nyvoll, solo che son tutti molli e quelli memory foam non mi piacciono e allora insisto che porterò i miei, tra l’altro ho quello fantastico con l’amplificatore per l’mp3 e non me lo leva nessuno. Nel frattempo duecento telefonate: al papà di Narcisa per avere notizie, a Billy Elliott per rassicurarlo sulla nostra collega, al vecchio notaio, a calzino rigato, a Tony Brando per gli auguri (“Buon compleanno! -gli dico- ti ho fatto un regalo!” “Davvero? E quando me lo porti?” “Adesso!” “Ma adesso non ci sono!” “Te lo sto portando a voce! Ti regalo la scuola di paesello, da quest’anno lavori anche lì!” Tony Brando mi deve la sua gratitudine a vita), al vecchio proprietario, a mia sorella, all’amica del mare che è un mito e mi si prende mezza casa, e camminando camminando trovo anche uno splendido stendipasta di silicone con impresse le conversioni tra grammi, tazze e once e tra celsius e fahrenheit. Mio! E poi chiamo anche il signor Speedy Moving, voglio un altro preventivo per il trasloco. E poi la telefonata più bella: alla mia amica belga, mamma adottiva, che ha “una polpettina che cresce nella pancia”. Che tutti i lettori incrocino le dita per lei!!

Ora basta, l’iperattività sfianca davvero.

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