Questa email è stata scritta il 10.10.2010, e nemmeno a farlo apposta la ritrovo oggi.

Amore mio,
sono le 19.48 di domenica, tu sei al lavoro e i miei ospiti sono andati via da quasi due ore.
E’ stato un pranzo strano con loro, erano qui invitati da me ma nonostante abbia trascorso ore a cucinare e a rendere tutto piacevole e accogliente non sono stata così soddisfatta. Avrei preferito andassero via presto, chissà perchè. A volte mi sembra che non sia più in grado di star bene se non ci sei tu. Forse aspetto solo che questi mesi volino via.
Mi dispiace per l’equivoco di ieri sera. Sei lì, da solo, a sfidare il mondo e te stesso, e io sembro seminare dubbi su di noi.
Non voglio affatto mettere in dubbio noi.
Non intendo affatto darti pensieri.
Non c’è nulla di cui tu debba preoccuparti.
Ti ho sempre detto che non sono brava a parlare, sono troppo ermetica, mentre dietro le parole scritte riesco ad essere prolissa e ad esprimere quello che provo.

Impossibile non amarti.
Impossibile pensare che possa incontrare un’altra persona che mi dia più sicurezza. Vedi, quando tu dici che potrei conoscere un uomo che lentamente potrebbe insinuarsi tra noi due e magari offrirmi qualcosa di più, sbagli.

La tua spalla è sempre lì, e so di poter contare sempre su di te.
Ti desidero ogni giorno di più, e mi offri sempre nuovi spiragli di intimità.
Mi scaldi il cuore e mi parli di futuro, l’hai fatto fin dal primo bacio.
Sai capirmi davvero, spesso intuisci delle cose ben prima di me. E questo è accaduto già dieci minuti dopo averti conosciuto, nel primo colloquio a due che abbiamo avuto.
Sei un uomo: responsabile, maturo, riflessivo.
Sei un bambino: dolce, giocherellone, impulsivo.
Abbiamo la stessa cultura di provenienza. Parliamo la stessa lingua, come dici tu.
Adoro ascoltarti. E al di là del fatto che la tua voce è un toccasana per il mio animo.
Non temi di urlare al mondo il tuo amore per me. Lo hai fatto la prima volta a tavola a casa di amici, continui a farlo ogni volta che parli di me con qualcuno dicendo che sono tua moglie.

Sei un uomo che si preoccupa per me e mi fa trovare un bacio e la cena pronta quando torno dal lavoro, dopo aver fatto un’ora e mezzo di traffico sul Raccordo. E cucini benissimo!
Sei un uomo che mi desidera, ad ogni ora del giorno e della notte.
Sei un compagno che mi abbraccia quando sono triste, e sopporti che io ti respinga quando sono arrabbiata.
Sei un compagno che desidera un figlio da me, e che pensa che io possa essere una buona moglie e una buona madre.
Sei un uomo che mi ripete in continuazione che mi amerai anche quando avrò i capelli bianchi, e ti commuovi guardando due vecchietti che si tengono per mano perchè pensi ai tuoi nonni innamorati per tutta la vita.
Ho un uomo che come me ha un adolescente vivo dentro di sè e si entusiasma guardando Amici.
Sei un uomo che ama ballare, e quando ti muovi e schiocchi le dita a tempo mi fai venire voglia di saltarti addosso e spogliarti.
Sei un uomo che posso guardare negli occhi sapendo che mi capisci al volo, anche quando dobbiamo scoppiare a ridere per qualcosa. E sei un compagno che si offende se quando una cosa strana mi colpisce non ti rendo partecipe della mia sorpresa.
Sei un uomo curioso, estremamente intelligente e capace di parlare col cuore.
Mi piace come ti vesti, tranne quella giacca marrone che secondo me ti sta male ma che tu ami perchè è comoda e consumata.
Ho un uomo che non è capace di avvitare una lampadina e che pensa che io possa riparare uno sprinkle antincendio rotto, ma non si tira mai indietro davanti alla fatica e porta sempre per me le borse più pesanti per non farmi stancare.
Ho un uomo che mi prende per mano e sta sempre un passo davanti a me per proteggermi.
Sto con un uomo che parla quattro lingue e che per questo invidio con tutta me stessa.
Sei un uomo con un cuore grande così ed una infinita, sconfinata fiducia nel futuro nonostante il tuo doloroso passato.
Ho accanto a me un uomo che ha fatto una psicoterapia fatta di fede ed umiltà, e conosce se stesso ed i suoi limiti.
Ho un compagno che ama i miei nipoti e la mia famiglia. Mio padre ti avrebbe adorato, mi dispiace davvero che non abbiate potuto conoscervi. Avete così tanto in comune che sareste andati d’accordissimo.
Sei un secchione perfezionista che deve sempre dare il meglio di sè. Proprio come me. E istrionico e creativo. A differenza di me, nevrotica e ossessiva.
Sei un uomo capace di stare solo e la cosa non ti spaventa.
Sei romantico.
Sei concreto.
Ami il cinema, la buona musica e il buon cibo. Tranne la pasta burro e ketchup.
Sei un uomo capace di far quadrare i conti e risparmiare.
Sei un uomo che spende compulsivamente per sè e per chi ama.
Sei un uomo che non teme di dire quello che pensa, e ha sempre una buona parola per tutti, e sai dare agli altri esattamente quello che gli altri desiderano.

Potrei continuare per ore amore mio.
La distanza è dura da sopportare, e tanto, ma non era così scontato che il nostro amore potesse invece alimentarsi dall’assenza. Ieri dicevo a S., e te l’ho già detto tante volte, che dopo aver vissuto una grande delusione sentimentale ho accettato di iniziare una nuova storia, quella con te, solo perchè aveva la data di scadenza impressa sul fondo: eri partito in quarta senza darmi il tempo di capirci nulla, ma il fatto che tu saresti partito davvero di lì ad un tot di mesi mi garantiva di poterci lasciare se avessi visto che tra noi non funzionava.
Un mese dopo mi sono detta che se non mi lasciavo andare non la vivevo davvero.
Otto mesi dopo avrei fatto le valigie e avrei lasciato tutto per seguirti.
Ventisette mesi dopo ti amo più del primo giorno e aspetto che maturino i tempi per poter vivere definitivamente insieme e costruire il nostro più che meritato futuro.

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