Come già dai coming out di maggio e di october, sono una rompina. Mi piacciono le cose precise, mi piacciono un certo tipo di certezze, sono una personalità tendenzialmente ossessiva. Non possiedo molta inventiva e ho scarsa creatività: se cucino un piatto, e cucino bene, seguo didatticamente la ricetta, è difficile che mi venga in mente di sostituire un ingrediente con un altro; se ho in mente di creare qualcosa con le mie mani, la più grande frustrazione è rendermi conto della discrepanza tra l’idea che avevo e la realizzazione concreta. Certamente ho altre qualità: sono molto pratica, nel problem solving dò il meglio di me stessa, sono una persona molto organizzata, so sempre dove trovare le cose che cerco, o quelle che cerca My, sono analitica, mi piace approfondire… e non sono nemmeno così pallosa come può sembrare.
Sto scoprendo che mi piace anche la grammatica. Mi rendo conto, in queste prime due settimane di corso, tra reading, writing e grammar, che ripassare le regole grammaticali e sintattiche per riuscire a padroneggiare la lingua non mi dispiace affatto. Anche nel corso di spagnolo, la scorsa estate, mi sono messa a studiare e ho recuperato il gap con il resto della classe in tre giorni.
Il problema sono certi automatismi della testa, e lo spanglish che vige qui non mi aiuta per niente. Riuscirò a cancellare la convinzione che in spagnolo noi si dica nos? Mi vengono in mente il portoghese, che non conosco, e il latino, che tra l’altro odiavo, e in qualche modo la mia mente deve essersi convinta che nos sia una corretta abbreviazione per nosotros.
Così quando l’altro giorno è venuto il tecnico per installare internet c’è stata una scena alla Non guardarmi non ti sento.

Lui, gnocco quel che basta, entra in casa un po’ seccato parlando spagnolo, e mi chiede delle cose parlando velocemente. Dico gentilmente: “Si tu ablas rapido io no te intiendo”. Mi guarda poco convinto, ripete velocemente, gli rispondo che non capisco una beneamata mazza. Tra l’altro sti cavolo di cubani parlano in modo assurdo: a differenza degli spagnoli non pronunciano la esse, e alcune parole le storpiano, come televisiòL per televisiòn. Provo allora a parlargli in inglese ma lui fa finta di non capire. Come qualche giorno prima da Wal-Mart, una cassiera ha finto di non capire lo spagnolo. E non il mio spagnolo. Vabbè.
Depone le armi solo quando gli dico che sono arrivata da un mese: “Hasta un mese?” dice stupito. Inizia allora a parlare inglese, in modo più che comprensibile, e scambiamo quattro chiacchiere di circostanza. Nel frattempo però il modem non si allinea, mi chiede di provare dalla camera da letto – e non ci stava provando eh, quelli sono gli idraulici – da lì funziona. Mi dice qualcosa in spagnolo, che non ricordo, e ormai in pieno furore da spanglish, per fare la figa ed esercitarmi un pò, dico : “Pero si nos buscamos un otro televisor podemos ver da aqui?” Ovviamente lui capisce “Se non compriamo un televisore possiamo” eccetera, e mi guarda smarrito, e io penso che mi sta prendendo in giro come prima e ripeto uguale, e lui continua a non capire e fa per telefonare a My per chiedergli: “Ma con chi m’hai lasciato??“, traduco in inglese e mi rassicura che sì, lo potremo attaccare. Al termine dell’installazione mi fa: “Allora hai capito che qui c’è l’unico accesso a internet della casa?” “Sì, certo” “Sicura che hai capito?” “Sì certamente” (il mio vocabolario è ancora limitato) “Hai visto che dal salotto non si allineava?” “Ho visto! Vuoi telefonare a My per spiegarglielo?”.
Ora, allo stesso modo, riuscirò mai a togliermi dalla testa che forbidden è inglese e non tedesco come verboten? Ma che poi, chi lo conosce il tedesco??

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