La sorpresa e’ arrivata appena sveglia. Un’amica mi ha scritto un messaggio su fb:

Non posso credere che siamo incinta entrambe…li mandiamo a scuola insieme:D?

Solo che questa non e’ “un’amica”. E’ l’amica di sempre, quella che ho conosciuto all’asilo, quella con cui ho fatto le elementari e quella con cui a dieci anni in campeggio, ospite da lei, abbiamo fatto a botte in mezzo alla pista di pattinaggio e dopo dieci minuti mangiavamo i Ritter Sport. E’ l’amica che alle medie e’ stata inserita nella sezione musicale mentre io ho chiesto di restare dov’ero, sicura che avremmo avuto piu’ amici. E’ l’amica che veniva al mare da me e quella con cui facevamo le settimane bianche in Trentino, che una volta sua mamma cadde, che spavento!, e loro rimasero qualche giorno in piu’ di noi per curarsi in ospedale. E’ l’amica con cui giocavamo con il nostro Spectrum con le cassette da caricare. E’ l’amica con cui ho preparato l’esame di inglese, in terza media, sulla vita di Elvis Presley con un libro a fumetti. E’ l’amica che passavo a prendere la mattina e andavamo a scuola insieme, a piedi, e una volta abbiamo fatto uno scherzo alla compagna antipatica e con l’apparecchio (oddio che stronze…) e l’abbiamo lasciata ad aspettarci sotto al portone mentre noi siamo uscite dal garage. E’ quella che aveva il Giralamoda e Shout dei Tears for Fears, e’ quella che abitava al quinto piano e una volta ho lanciato un torsolo di mela in testa ad un passante e quello ci ha citofonate per rimproverarci, era quella la cui mamma faceva dei ciambelloni fantastici e il cui papa’, il primo giorno che misi un lucidalabbra rosa coi brillantini, mi disse “Ma che te sei magnata, la pasta cor sugo??“. E’ quella con cui, insieme a mia sorella, passavamo pomeriggi a giocare a Zoccole in fuga (sic!) e a fare scherzi telefonici al signor Feci (“Che nome di caacccaaaaaa!!!“), era la mia amica bella che i miei compagni di classe schiumarono completamente ad un carnevale all’uscita di scuola, e ancora mi chiedo come facemmo a salire sull’autobus con quei quattro kleenex che avevamo nello zaino, era quella con cui volevamo iscriverci a pallavolo, grazie a mimi’aiuara, a invece convinte dall’istruttrice di minibasket ci siamo innamorate di quello sport e abbiamo giocato insieme per quasi dieci anni.

E poi al liceo in classe insieme, tra amore e odio come sorelle, abbiamo fatto sega, iniziato a fumare – perfino i sigari, in mancanza d’altro, durante la preparazione dell’esame di maturita’! – , ci siamo iscritte a tutti i campionati studenteschi possibili pur di saltare lezioni, tra basket, pallavolo, sci, atletica, e perfino calcetto in una squadra creata da Furio del Trio Medusa che manco ve lo sto a di’ quel genio del male cosa si era inventato. Poi lei si e’ iscritta a Giurisprudenza e io a Psicologia, e ci siamo un po’ perse. Un paio d’anni dopo la fine della scuola mi chiama per dirmi che si sposa. Bum. M’e’ preso un colpo che non potete immaginare, non riuscivo proprio ad accettarla questa cosa. La ricordo sulle scale della chiesa vicino al Quirinale, in un’abito corto e a palloncino, che solo lei poteva fare una cosa cosi’ anticonformista.
E l’anno dopo, o due, non ricordo, mi dice che si separa, che tra loro non andava piu’ bene e che a tavola si tiravano le cotolette.

Continuiamo a sentirci cosi’, ogni tanto, lei lavora e io studio e la vita un po’ ci divide, ma per le cose importanti ci siamo sempre e riusciamo a trovare il tempo di vederci di quando in quando. Viene al mio matrimonio e seguiamo insieme le nascite di un’altra amica del liceo, ci frequentiamo un bel po’ in quel periodo. Poi arrivano i miei anni bui, quelli del tunnel, e nel tunnel arredato contemporaneamente lavoravo e studiavo (solo che lo studio era diviso per due, tra lezioni e tirocinio), tempo zero e soldi ancora meno, e i nostri rapporti si raffreddano un po’. E l’ultimo giorno che la sento e’ nel periodo della mia separazione; quando avevo piu’ bisogno di sostegno, lei (come anche l’altra) sparisce.

Mi trova lo scorso autunno su fb, avevo un altro nome e nonostante lei fosse amica con mia sorella non l’avevo aggiunta ai miei amici. Mi dice che si sta per trasferire al nord, le dico che mi sto per trasferire in America. Ci scambiamo di nuovo i numeri ma nel caos di quei giorni e’ proprio l’ultima cosa che mi ricordo di fare, e infatti non la faccio. E non la trovo mai su fb, la sua bacheca e’ ferma.

Stamattina questa sorpresa che mi scalda il cuore. Incredibile, ancora una volta le nostre vite si intrecciano. Sono felice per lei, e’ all’ottavo mese, aspetta una bimba e stanno bene entrambe. Sono felice, e’ stata proprio una notizia meravigliosa, e so che anche lei ha aspettato tanto questo figlio, per anni abbiamo condiviso il nostro desiderio di maternita’, senza troppe parole, ma lo sapevamo.

E sono proprio felice che il mio trasloco sia arrivato giusto in tempo per farmi aprire tutti gli scatoloni e buttare cose all’aria pur di trovare la nostra foto. Ti voglio bene.

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