E va be’, ogni tanto dovro’ pure scrivere di questa pulcetta che ho nella pancia, no?
C’e’ da dire che a parte sta protuberanza un po’ piu’ accentuata di quello che da sempre e’ il mio profilo peggiore 🙂 e a parte qualche nausea o vomitatina random, e a parte i crampetti del martedi’ – due volte e sempre di martedi’ – non ho assolutamente alcun disturbo.

Credo di essere fortunata, rispetto a quello che leggo da altre blogger e che sento da amiche. Pero’ e’ anche vero che cosi’ e’ un eterno limbo. La mia particella di sodio nuota in tutto quello spazio e non mi accorgo di lei, non ho alcun fastidio, ovviamente e’ presto per sentire i suoi movimenti, e so che c’e’ qualcuno solo quando faccio le ecografie. Piccolo leoncino dal sesso ancora incerto, sarebbe bello accelerare il tempo.
Di certo faccio dei sogni pazzeschi, come ha scritto anche Mai piu’ sola. Cioe’, quando sui manuali della gravidanza scrivono sogni vividi, non specificano che si tratta di sessioni pazzesche di sesso. Con tutti gli annessi e connessi. Poi dici che ti svegli stanca… mi sembra di essere tornata a quattordici anni!
La fame si e’ placata, non mangio piu’ ad ogni ora e soprattutto spesso il dolce mi aumenta la nausea. La sete e’ tanta, ma ho sempre bevuto molto, e ora ancora di piu’. E ho le lacrime in saccoccia, se prima mi commuovevo facilmente ora mi scendono proprio i lucciconi. Per dire, siamo andati a vedere What to expect when you’re expecting. Molto molto carino, racconta di gravidanze ed attese differenti l’una dall’altra, dal punto di vista femminile e maschile. E insomma, sono scoppiata a piangere di gioia ed emozione quando Jennifer Lopez finalmente riesce ad abbracciare il suo bimbo adottivo, e non riuscivo a fermarmi, e My non capiva perche’ mi toccasse cosi’ tanto, e non lo sapevo nemmeno io, anzi si’ che lo so, perche’ ci sono gestazioni lunghe anni, e dolorose, e piene di ostacoli e di fallimenti, e di lacrime ricacciate indietro per poter ricominciare, che quando finalmente arriva il tuo momento la felicita’, e l’incredulita’, non sono descrivibili. Chi non ha passato quel tunnel non lo puo’ nemmeno immaginare, cos’e’. E anche dopo, quando ce l’hai fatta, resti sempre con quella sensazione di essere una miracolata, di non poter gioire fino in fondo per non ferire altre che sono state meno fortunate di te, si esplode in sordina chiedendosi, parafrasando il libro, Perche’ io si’?
Ricevo una newsletter da un sito molto carino che si chiama Baby Center. Ogni settimana mi informa sui cambiamenti del piccolo e mi da’ consigli su come affrontare i disturbi che non ho – ma lui non lo sa. Semplice e pratico come sono gli americani, nel corso di queste settimane il piccolino e’ stato descritto come un mirtillo, poi come un fagiolo, come un kumqat, un acino d’uva, un fico, un lime. Ieri mi hanno scritto che ha le dimensioni di un gambero. Si allunga, il piccolino, cambia forma. Questa cosa mi ha scaldato il cuore.
L’altra notte abbiamo passato un paio d’ore a guardare su youtube le ecografie di altri bimbi, soprattutto quelle in 4D. Sono incredibili, anche se siamo solo alla tredicesima. E poi abbiamo scoperto che in questa settimana si formano le impronte digitali. Pazzesco. E che se e’ una femmina possiede gia’ due milioni di ovociti (voglio dire, quel grafico resta sbagliato nella rappresentazione, ma resta il fatto che siamo piu’ fertili alla nascita che a vent’anni. La biologia femminile ha qualcosa di ingiusto).
Le analisi di lunedi’ scorso ancora non sono pronte… Anche se come ci ha detto la segretaria, No news is no bad news. Qui non ti avvertono nemmeno, a meno che non ci sia qualcosa che non va.
Aspettiamo. Sono bravissima, ad aspettare. Sono serena.

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