Oggi ho sostenuto il mio speech. Diversamente da quello dell’altro corso, in questo non abbiamo potuto leggere, quindi e’ stato decisamente piu’ complesso per una che sta ancora arrancando con le pronunce e i termini. Da brava italiana ci tengo a sottolineare tutte le lettere, guai che me ne scappasse una; e il dramma e’ che in una classe di ispanici, che si capiscono al volo perche’ il loro modo di pronunciare, che so, manayer per manager, e’ univoco, e invece io sto li’ alla cattedra con quarantaquattro occhi che mi guardano perplessi con le sopracciglia aggrottate, e ce ne vuole a non scoraggiarsi gia’ dopo aver detto solo Hello.
Mettiamoci pure che avevo deciso di parlare dell’ecografia, visto che il tema era Un oggetto che e’ importante per te. Quindi avevo qualche termine tecnico e soprattutto tutti i verbi al passato. Ma vabbe’, pare che me la sono cavata nonostante la voce tremolante. E comunque contavo sull’effetto commozione.

Alla fine mi hanno fatto delle domande e sono stata contenta perche’ non ne avevano fatte a nessuno prima d’ora. Uno mi ha chiesto se la gravidanza era aspettata, gli ho risposto Oh, I am forty, I was surprised! E per fortuna la prof gli ha detto che non si chiede mai se un bimbo e’ atteso o meno. Avrei dovuto dire come risposi al mio amico italiano Mbeh, a quarant’anni non e’ che resti incinta per caso. Ma l’esprit de l’escalier colpisce sempre e soprattutto in altre lingue.

Poi siccome al termine avevo detto che lunedi’ avrei avuto la terza ecografia con la scoperta del sesso mi hanno chiesto se preferivo un maschio o una femmina, ho risposto che alla seconda ecografia previsero una bimba, quindi mi hanno fatto il toto panza facendomi ruotare di 45 gradi per volta. La prof ha sentenziato che e’ femmina, Cindy e la sua amica che non mi ricordo come si chiama, maschio.

Ieri sera eravamo andati a cena con un amico (quello della pizza cubana) e la sua fidanzata. Ancora pizza ma stavolta italiana, e mi sembra che abbiano gradito assai. E te credo, aggiungerei.

In questo locale, di cui ho gia’ parlato, la pizza e’ davvero buona. Loro hanno preso una vegetariana, mentre io e My una caprese.

Avevo fotografato anche il menu, con molto italiano visto che la pizzeria si chiama Portofino.

Per antipasto abbiamo preso una cosa spettacolare che per gola ho dimenticato di fotografare visto che tutti e quattro ci siamo avventati sopra… Focaccia bianca con pomodorini e basilico e un dip (e’ dip tutto cio’ che si intinge. Anche il guacamole e’ un dip, ma lo chiamano anche salsa perche’ non necessariamente vi si pucciano dentro le tortillas; spesso e’ il condimento di un panino. Quello che invece noi chiamiamo salsa, il sugo, qui e’ sauce. Facile? Ah-hah) insomma, in un niente era sparito tutto e quindi l’ho presa da qui:

Non potete capire quanto era buona quella cremina di formaggio, spinaci e carciofi.
La serata e’ stata molto carina, e per tornare a bomba inizialmente ero terrorizzata dalla pronuncia di questa bella ragazza, cubana di nascita ma residente qui da piu’ di quindici anni. Quasi tutti gli immigrati di seconda generazione (come potrebbe essere considerata lei, visto che era una bimbetta quando e’ arrivata) preferiscono parlare inglese piuttosto che spagnolo. Solo che lei lo parlava talmente tanto bene che all’inizio mi sono persa, ma dopo due frasi ho capito perfettamente la sua cadenza. Le lingue sono musicali, basta acchiappare gli accenti giusti e il gioco e’ fatto. Quindi abbiamo comunicato alla perfezione. 

Lei, perche’ io dicevo tipo Oh really? Oh. Uhm. Nice!

Oppure dico ancora will have, anziche ‘ll. Evvabbe’, lei mi capiva e abbiamo parlato. Lui, che e’ qui da meno tempo, tipo 5-6 anni, manco per niente.
Ragazzi, migliorero’.

Per ultimo colgo l’occasione per mostrarvi il dispenser di bibite che hanno messo da Burger King (lunga vita a Burger King e al suo Carolina BBQ Whopper). Design Pininfarina, mi dispiace non si legga (e’ nella meta’ inferiore del distributore) ed e’ fighissimo. E’ completamente touch screen. Addio Pinin, grande orgoglio italiano.

Selezioniamo Coca Cola e possiamo scegliere tra classic, lime, orange, cherry e un’altra che non mi ricordo. Vanilla e vanilla-cherry erano esaurite.

p.s. In pizzeria c’era la musica dal vivo. Ed e’ cosi’ che ho scoperto che i cubani si spacciano pure per essere gli autori di Oyo como va. Per me era di Santana, ma i due cubani sostenevano che Santana non l’avesse mai cantata.

Edit post commenti: Come sono capaci i cubani di attribuirsi i meriti di tutto, eh?

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