Sto per avere una bimba e mi trovo in un paese straniero dalla cultura patchwork. Proprio ieri riflettevo su quanto mi senta europea da quando sono qui, e nonostante noi italiani non siamo persone che fanno comunita’ all’estero mi ritrovo a sorridere piu’ volentieri ai negozianti dei bistro francesi o ad un viso dalla fisionomia decisamente familiare, perche’ ci assomigliamo, noi europei. Alla fine la cultura di appartenenza e’ quella, non c’e’ niente da fare, ne parlava anche Ci. E un po’ soffro questo posto che non e’ americano e parla piu’ spagnolo che inglese, dove impari a distinguere i messicani dai colombiani e dai peruviani che si comportano come se questa fosse casa loro e di anglosassoni manco l’ombra. E comunque sono persone per cui l’architettura, la storia, il cibo, sono un’opinione e non ne possono avere assolutamente un’idea, visto che la maggior parte viene dai villaggi e dalla miseria, e non e’ un modo di dire. Gente che dice a My Non mi immaginavo cosi’ la tua compagna, pensavo avesse il nasone come tutte le italiane dei film, e vabbe’ che non ho molto di italico, ma saranno come al solito stereotipi, come i baffi delle messicane di cui parlo’ Tiziano Ferro. E comunque uomini sappiatelo, le venezuelane sono mediamente delle gnocche stratosferiche e hanno la pelle bianchissima e il naso piccolo e sono magre e hanno un sorriso perfetto.

In questi giorni la mia famiglia e’ in vacanza, e io, grazie ad un post, mi ritrovo a pensare a quello che, due vite fa, stavo pianificando per il mio futuro. Avrei voluto investire dei soldi in una seconda casa vicino Roma, anche se Fregene era inavvicinabile nei prezzi avrei comunque optato per il litorale nord per passare li’ le estati esattamente come facevamo da bambine, a godersi il mare – vabbe’, il mare romano – le passeggiate e le comitive estive che ti ritrovi li anno dopo anno, cambiati nel fisico ma sempre uguali, che poi lo vediamo noi vecchie amiche che a distanza di trent’anni siamo ancora le stesse e ridiamo ancora allo stesso modo e delle stesse stupidaggini. C’e’ un legame speciale che inizia in adolescenza e non ti molla piu’. E invece no, poi le cose andarono diversamente, quei soldi mi servirono improvvisamente come base per comprare una casa in cui trasferirmi e lo scorso autunno si sono volatilizzati definitivamente, perche’ la vita e’ cosi’, da’ e toglie, anche se spesso il togliere e’ solo apparente perche’ ho ricevuto e sto ricevendo eccome, e molto di piu’ di quel denaro che ho perso.

Pero’ ecco, stiamo per avere una bimba e non ci saranno comitive estive, ne’ mare italiano se non, forse, una volta l’anno, non ci sara’ cultura condivisa ma empanadas, lomo saltado e ropa vieja, e televisione con programmi dozzinali, sulle reti ispaniche intendo, che a confronto Colpo Grosso era cultura pura, e sono un po’ insofferente all’idea che lo spagnolo sia talmente la lingua ufficiale in America che i candidati alla Presidenza fanno proclami politici in queste lingue, e a che pro visto che i non cittadini non votano non lo riesco a capire, ma anche questo e’ melting pot e anche questo e’ accoglienza. E ci penso che magari a quattordici anni mi dira’ che di essersi innamorata di uno e me lo fara’ vedere e sara’ un piccolo Wiz Khalifa in miniatura, con la cavezza al collo e la canotta e i capelli rasati, che qui ce n’e’ un botto, altro che Torbella, e allora io spero che nel frattempo ci saremo trasferiti a Boston dove la coatta sono io, ma almeno se si pesca alla cieca nel mucchio andra’ meglio che qui. Mi sento come i romeni che arrivano in Italia e dicono che i Rom fanno schifo. E lo so.

Ma se c’e’ una cosa che questo paese sa garantirti e’ la mescolanza nella continuita’, ecco che abbiamo scoperto Pei Wei, ci e’ piaciuto tantissimissimo e abbiamo mangiato davvero bene spendendo niente. Questo era il mio Mongolian shrimps with noodles. Love. Gnam.

Annunci