Nasci incendiario e muori pompiere

Leggo il titolo che dice “Racconto le prime coppie di fatto” e mi chiedo: come, le prime? Nel 2012? Poi leggo l’articolo e mi cascano le braccia. Neri Marcore’ e Anna Valle interpretano, in una fiction per la tv, una coppia che oggi chiameremmo famiglia ricostituita.
Solo che e’ ambientata alla fine del ’68.
Che.ppalle.
Ma come e’ possibile?? Come si puo’ continuare a raccontare un’Italia che non c’e’ piu’ da decenni, che e’ andata avanti di quarant’anni, la cui popolazione, perche’ e’ cosi’, e vale soprattutto per le donne, e’ pronta per sentir parlare di matrimoni gay, e i dirigenti Rai ancora ci raccontano le prime coppie di fatto, quelle che non potevano dire che uscivano da un divorzio perche’ la societa’ li emarginava?? Ci raccontano un’Italia che c’era prima della legge sull’aborto, prima delle Brigate Rosse, prima di tutto questo, tanto per ricordare qualcosa che i piu’ giovani ignorano senz’altro.

E in questo clima di eterna nostalgia per il passato, di cui siete colpevoli anche voi, amici quarantenni, come si fa a poter parlare di procreazione assistita, adozione, diritti civili, se la maggior parte della popolazione vede il presente come inutile perche’ solo il passato, quel passato, ha prodotto qualcosa di buono. Ora magari faranno una fiction sul boom economico degli anni ’60, tanto per ricordarci che loro si sono rimboccati le maniche e hanno tirato su una nazione dopo la guerra, e invece i ggiovani di oggi so’ choosy e aspettano il posto da manager per uscire da casa di mamma e papa’.
Mapperpiacere.

Se c’e’ una cosa che non riesco a sopportare e’ quando le persone dicono I giovani di oggi. I giovani di oggi, parlando degli adolescenti, non sono peggiori di quanto non lo fossimo noi per la generazione dei nostri genitori o dei nostri nonni. Ogni generazione cresce nel mondo in cui si trova, e vi si adatta, e lo fa suo. Non e’ che siccome guardo il pc anziche’ leggere un libro cartaceo crescero’ peggio. La rete apre la testa esattamente come un libro: basta saper scegliere. Non siate vecchi gia’ a trent’anni che poi ve fate la moto e i capelli rosso fuoco e le sise gonfie e vi sentite ggiovani fuori, perche’ dentro siete gia’ finiti, se dite I giovani di oggi. I giovani di oggi sono meglio di noi per tante cose, come noi lo eravamo rispetto ai nostri genitori. E vogliamo parlare della moda che sta esplodendo per i rimedi naturali? Ma che v’e’ preso a tutti?? Ieri ho letto un post per farsi il dentifricio in casa. Fighissimo, per carita’, un sacco alternativo. Pero’ mi sembrate Verdone con un sacco di fiori che si aprivano al passaggio.

E non lo so se avrei il coraggio di mangiare i pomodori che crescono sul balcone di casa, super super organici eh, ma con lo smog che mi sale su al quarto piano. Perche’ credete che tutto quello che e’ legato al progresso sia da buttare? Vaccini, medicine, fabbriche, vestiti, ma che cavolo v’e’ preso a tutti?? Perche’ vi fate il dentifricio fatto in casa e poi postate le foto su Instagram con l’iPhone? Ma che senso di colpa consumistico dovete espiare?

E ripenso a domenica scorsa, quando qui hanno passato Eat, pray, love. Lo avevo visto la sera prima ma iniziando dal viaggio in India, e mi era piaciuto tanto – tranne quell’incapace di Javier Bardem – ma volevo vedere la rappresentazione dell’Italia, perche’ se il film e’ stato tanto criticato un motivo ci doveva essere.

Ecco.

Julia Roberts va a Roma e cerca una stanza in affitto. La regia e’ un po’ lacunosa, compenso con la sceneggiatura del libro; sostanzialmente trova questo appartamento in pieno centro, Piazza di Spagna, a due passi da tutto e dalla scuola di lingua che frequenta.

L’appartamento che il regista mostra e’ scrostato e ha all’interno le impalcature per evitare il crollo del soffitto, che vi giuro, manco ne L’Avana del vostro caro comandante ho visto una roba cosi’.

La padrona e’ una vecchina che pero’ parla inglese, e soprattutto lo capisce. Gia’ questo fa capire l’assurdita’ del film, ma vabbe’, si presta al racconto.

Mostra alla Julia il bagno, dietro a una tenda, c’e’ la vasca e lei toglie il bollitore sul fuoco spiegandole che per un bagno detergente non c’e’ bisogno di riempire completamente la vasca, ma bastano poche dita d’acqua – lasciando intendere che basta che arrivi nei punti giusti.

Oh.Santo.Iddio.

Ora capisco la domanda del mio amico, di cui avevo parlato qui e qui.

La vasca e il bollitore e non ci sono le porte. Che solo a Siracusa ad agosto mi sono trovata col razionamento dell’acqua.

Questa e’ l’Italia che noi esportiamo. La colpa e’ nostra, dei nostri registi, dei nostri rappresentanti politici, della cultura provinciale e gretta che continuiamo a promuovere, co’ O Sole Mio e Giuseppe Verdi, tanto per citare un vecchio commento. All’America piace il neorealismo, e noi il neorealismo gli diamo, ma sempre e solo quello degli anni 60.

Se anche in patria continuiamo a raccontarci che il mondo s’e’ fermato nel ’68, che la Meglio Gioventu’ e’ stata solo quella (e quanto ho detestato quel film e le parrucche da spaventapassero di Sonia Bergamasco, inguardabili), che la legge sui manicomi e’ degna di un paese all’avanguardia e che Berlinguer e Pertini sono stati i migliori.
Eccome, per carita’ (no, la legge sui manicomi fa schifo).

Solo che non ci sono piu’ quelle persone li’. E che vogliamo fa’? Ci crogioliamo nel passato? Pero’ poi tutti a dire che se Steve Jobs nasceva in Italia col cavolo che faceva quello che ha fatto. Ma voi quanto appoggiate il progresso? Quante volte vi si propone una novita’ davanti e il no arriva prima di riuscire a capire quanto possa essere utile, o migliore?

Avevo 26 anni ed ero gia’ vecchia quando nella dedica della tesi di laurea scrissi che mi ero rotta le palle del gap generazionale per cui tutto quello che hanno fatto i sessantottini e’ stato er mejo e noi adolescenti degli anni ’80 siamo solo dei parassiti rincoglioniti incapaci di costruire alcunche’ perche’ anestetizzati dalle tv di Berlusconi. Ma per piacere.

E ora Sacca’ ha prodotto questo gioiellino di fic-scio assolutamente imperdibile, con cui i sessantottini continueranno a pensare di essere stati i piu’ coraggiosi dello Stivale – ma lo sanno che nonna Elvira, che oggi ha novant’e passa anni, era gia’ divorziata e ha tirato su due figlie da sola?? E che hanno fatto, questi, di cosi’ speciale, vent’anni dopo, da continuare a sfracassarci i maroni in tutte le salse?
Avete fatto a botte coi fasci. Tie’. Finito. Ovviamente e’ una provocazione, ma anche basta.
Che avete ottenuto?

Compagno di scuola, compagno per niente, ti sei salvato dal fumo delle barricate […] o sei entrato in banca pure tu?

So’ entrati tutti in banca, tranquillo Antone’, e non schiodano. Ecco perche’ preferiscono pensare che il mondo s’e’ fermato li’.

Solo che voi non avete sessant’anni: perche’ vi comportate come se li avete?

Annunci

0 pensieri su “Nasci incendiario e muori pompiere

  1. Noi per scelta niente TV.Mi incazzo come una iena quando mi dicono, ancora, VOI GIOVANI. Oh. Ma c'ho quasi 40anni. E vorrei vivere al presente, tempo presente. Mica al passato prossimo, o al passato remoto, Italian style. Nah! Il futuro? Non esiste. Almeno così stiamo messi, o così ci facciamo coraggio. Io compro il dentifricio, perché non so fare niente, ahimé, e non c'ho I-phone & fratelli. Il progresso è sano e vitale, se usato come tale. Diventa demonio, se invece se ne abusa senza cognizione di causa. Diciamo che il progresso, come tutto, andrebbe vissuto con consapevolezza (io sono ancora indietrissimo in quanto a consapevolezza). Grande quel pezzo di Verdone.

    Mi piace

  2. Secondo me perché il futuro spaventa, e perché per affrontare il futuro è necessario prendere decisioni (una merce sempre più rara, sopratutto a livello politico, in Italia); e allora cosa c'è di meglio che rifugiarsi in una bolla mediatica e nel caro vecchio passatismo che in Italia non va mai di moda? “Perche' vi fate il dentifricio fatto in casa e poi postate le foto su Instagram con l'iPhone? Ma che senso di colpa consumistico dovete espiare?”Mi hai fatto morire. D'accordo su tutto, ovviamente. 🙂

    Mi piace

  3. Sai che pensavo a questi argomenti in questi giorni? Perché rifiutare i vaccini che hanno salvato milioni di persone? Perché rifiutare le medicine se ad esempio in Italia l'età media è altissima? Un giorno discutendo del fare il pane in casa con mio suocero e mio cognato, un esaltato dei metodi tradizionali, ho chiesto a mio suocere, ma come veniva il pane, era buono? Lui lapidariamente ha detto: quasi mai era buono. Tié cognato! Dobbiamo tornare alla ruota quadrata? Ma stiamo scherzando? Anche a me il 68 sta antipatico, a parte il fatto che ha prodotto il 77 e le brigate rosse. Ma poi cosa hanno fatto questi, sono diventati più borghesi dei borghesi. Ho un esempio in famiglia che te lo raccomando.Ciao e buona domenica!

    Mi piace

  4. Cara Lucy, nonostante gli argomenti poco “allegri” per me è sempre un piacere leggerti. Vorrei dire la mia andando un pochino fuori tema, spero mi perdonerai. Il film “mangia, prega, ama”, oltre ad essere per il mio modesto parere un mediocre polpettone (per non dire una ciofeca) è stato diretto da un regista americano, tratto dal libro (che non ho letto) di una scrittrice americana. E' la visione stereotipata non solo dell'Italia, ma anche degli altri paesi toccati nella storia. Non penso si possa prendere come esempio per spiegare l'Italia che esportiamo. Ma forse non ho colto il significato delle tue parole.

    Mi piace

  5. 🙂 grazie Ciccola 🙂 era proprio quello che intendevo dire, pero' se posso dirti riguarda solo il film. Il libro non era cosi' scontato, a me e' piaciuto molto. Quello che intendo dire in generale pero' e' che forse 'sto regista, che non avra' mai messo piede in Italia, sara' stato influenzato da un certo tipo di cultura che noi continuiamo ad esportare, che sostanzialmente e' quella del Neorealismo. Per loro, per gli americani, siamo fermi li', ma anche per molti italiani. Grazie per il tuo commento.

    Mi piace

  6. (a parte che mi sono fatta i capelli rossi, e a parte che nunmetoccà Bardem. A parte.)in italia l'immobilismo regna sovrano. stesse facce politiche da vent'anni, non cambia mai niente, non si può costruire niente, non si può cambiare niente, dall'urbanistica alla televisione al sistema scolastico e via dicendo. In linea di massima sono d'accordo con te. Però su un punto ti tiro un pò le orecchie:i grandi cambiamenti del '68 e dintorni sono un pò come i vaccini, il loro beneficio lo si percepisce poco perchè ormai rientrano nella normalità del quotidiano. Il grande merito delle lotte sociali sta in quello che oggi è dato per scontato: le leggi sull'aborto, il divorzio, la tutela dei lavoratori, la famosa “coscienza di classe” che io invidio tanto, cioé la voglia e la possibilità di partecipare e di appassionarsi alla vita politica del paese. All'epoca i giovani videro i risultati delle proprie lotte, il mondo cambiò rapidamente, sembrava possibile ogni conquista, dal far sedere un nero su un autobus di bianchi alla conquista della luna, all'avere le aziende italiane prime nel mondo in mille campi. Tutti guardavano lontano. La dietrologia dei nostalgici di quell'epoca secondo me riguarda quella visione lì, di speranza e possibilità. A confronto, la nostra disillusione è un brutto marchio per la nostra generazione.

    Mi piace

  7. Già, perché farsi il pane? Io non me lo faccio il pane, ma chi se lo fa lo fa per questi motivi: risparmiare, giocare, avere la soddisfazione di fare qualcosa per sé, sapere cosa c'è dentro (rispetto almeno al pane del supermercato), perché se lo può arricchire con semi o usare farine diverse…Ma perché no? Io mi faccio lo yogurt. Viene più buono, mi costa un terzo, e non butto otto vasetti non riciclabili che poi verranno bruciati in un inceneritore che sputerà nanoparticelle e restituirà metà volume di ceneri pericolose, contribuendo al tasso di malattie della mia zona.Sono ridicola? Forse. Ma è la somma dei contributi individuali che fa il totale. Il fatto è che io col mio yogurt non dò fastidio a nessuno, invece il mio vicino che compra tonnellate di prodotti con packaging voluminosissimi al centro commerciale, sgomma in giro col suo SUV inquinante, poi butta una stampante nel cassonetto dell'umido e se gli già fa un falò di rifiuti in giardino beh ecco, un pò di fastidio me lo procura. Forse vedrai le cose diversamente quando starai passeggiando con la tua carrozzina, scoprirai quanti bambini piccoli si ammalano di tumore nel cosiddetto mondo sviluppato. E forse penserai qualche volta a quanti bambini schiavi lavorano per il tuo caffé, per le tue scarpe da ginnastica o per i giocattoli di tua figlia. O forse no, come la maggior parte di noi.Io non posso fare la morale a nessuno, ma cresciuta al grido di “consumismo è bello, w i centri commerciali e la modernità”, adesso sono una grande sostenitrice dello sviluppo ma sviluppo compatibile, però. Tradotto: OK tanti bei prodotti a buon prezzo e tanta tecnologia, ma rispettando le regole e con il minore impatto possibile.Se posso spostarmi, mangiare, vestirmi, crescere i miei figli minimizzando il mio impatto sull'ambiente, sull'aria che respiro, e sull'acqua che bevo, beh cerco di farlo. Non per bontà, per semplice istinto di protezione e di buonsenso. Le medicine? Buone e giuste, quando servono alla salute, però. Io ho iniziato a farmi delle domande quando ho scoperto che il ricorso alle cure pediatriche in Italia è aumentato dell'800% in 10 anni. (fonte: uppa). Quando la mia pediatra mi prescriveva 10 farmaci per la mia neonata sanissima (scoraggiandomi dal dare il latte materno). Quando la mia amica informatore scientifico mi ha spiegato che razza di mafia c'è dietro ogni prescrizione. Conclusione: come in tutte le cose in medio stat virtus e no ai fanatismi. Ma se la gente inizia a mettere in discussione quello che ci hanno spacciato per progresso begli ultimi 30 anni non è solo per moda, credimi. Mettere in discussione tutto è faticoso, difficile. Il c.d. “progresso” ha portato molte cose buone, ma anche tanti effetti collaterali che ci si sono ritorti contro…Quanto alle fiction televisive…io guardo solo quelle americane :-)Dai nun t'incazzà che poi Picci nasce coi capelli da punk! bacio

    Mi piace

  8. Ma nessuno nega quelle conquiste, anzi!! Pero' poi li' ci siamo fermati. E' questo, che dico.Ora se Marchionne va in Usa tutti a blaterare cose.Balotelli e' un negro.I vaccini fanno male.La tutela dei lavoratori e' diventata un boomerang. eccetera. Sore' ma tu sei bella coi capelli rossi.

    Mi piace

  9. Ma chi si incazza :DConcordo che in medio stat virtus. Invece io credo che la messa al bando del progresso, in questo momento, sia una moda. Che sia una presa di posizione ben precisa quella che porta molte persone a dire, che so, Io non uso medicine. Io non uso medicine, Pamen. Mi fanno schifo e cerco di limitarne l'uso all'indispensabile. Credo di essere una persona ragionevole e con la testa sulle spalle. Ma conosco gente che si cura le vesciche ai piedi con l'aulin. E queste persone sono le stesse che pero' poi si fanno il dentifricio in casa. Capisci cosa voglio dire?Ieri leggevo sul blog di un'amica che l'ostetrica le ha detto di far dormire il bimbo nel lettone anziche' nella culla perche' cosi' si regola sul respiro dei genitori, altrimenti soffoca. Lei, ovviamente, ha dubitato. Mica ci vuole tanto, a volte. Io sono una che da sempre diffida di tutto, filtro tutte le informazioni, perche' mi informo, leggo, cerco, ma non arrivo a certi eccessi. Per me, il mio e' il medio. Opinabile per molti, lo so.Sono consapevole dello sfruttamento dei bambini nel mondo, e sono grata alla globalizzazione dell'informazione che ci permette di avere queste informazioni. Ma credo anche che il mercato, il benessere, lo sviluppo, abbiano delle regole e delle necessita'. Non c'e' solo la Nike che sfrutta, se hai visto Gomorra. Non c'e' bisogno di andare dall'altra parte del mondo per scoprire che c'e' lo schifo. A volte pensi di comprare italiano ed essere sicura di quello che dai in bocca ai tuoi figli, e invece ti hanno inc-mbrogliato pure stavolta. Mica ci vuole tanto, sai.Abbiamo il controllo di tutto? No.A volte ti fidi, a volte speri non accada nulla. Ma pensi che le farine che compri siano pulite? E che non ci sia assolutamente traccia di anticrittogamici nelle verdure biologiche?Pero' l'esempio del pane e dello yogurt non sono proprio la stessa cosa del dentifricio. Oddio, come principio si', ma non in assoluto. Quello che chiedo e' che poi io non venga trattata da criminale se decido di comprare una busta di spinaci lavati al supermercato. Voglio poter decidere della qualita' del mio tempo senza essere criticata; viceversa, se gli integralisti della natura vogliono darmi addosso per le mie scelte, che possa farlo anche io con loro. E' che a volte non e' reciproco. E' che a volte si pensa di avere il controllo dell'informazione, e invece cosi' non e'. Questa la mia opinione.

    Mi piace

  10. Sui sessantottini sono assolutamente d'accordo: alla fine sono loro che hanno rovinato l'italia, ma trovamene uno che sia disposto ad ammetterlo. Per non parlare di quelli che da lotta continua son passati direttamente a Forza Italia, la coerenza prima di tutto proprio.Neanche io capisco molto questo revival dei parti in casa, del seno fino a tre anni (e guai a quelle che non sono riuscite ad allattare! Ho trovato in rete donne convinte che anche un uomo possa produrre latte…basta avere i capezzoli), degli intrugli fatti in casa per curare malattie serie (anche io sono una che cerca di prendere meno medicine possibile, ma quando ci vuole ci vuole, cavolo) e dell'ansia ai limiti della psicosi per ogni boccone che si ingurgita. Invece capisco e apprezzo chi fa determinate cose perche' ha una spiccata coscienza ecologica. Non ti nascondo che quando penso al numero di pannolini che consumiamo, per esempio, un po' di senso di colpa mi sale.Per Eat, Love and Pray io ho avuto col film l'esperienza opposta rispetto al libro: del libro avevo amato la prima parte, apprezzato abbastanza la seconda e detestato la terza; col film il contrario.

    Mi piace

  11. 😀 grazie darling. Smack :)È proprio quello che intendevo dire, forse la prolissità mi ha fatto un pò perdere per strada: tante conquiste, entusiasmi, cambiare le leggi, cambiare il lavoro, cambiare musica, macchina, vita, confini, colori, viaggiare, divorziare, e poi? Il niente. L'immobilismo. Tutto congelato negli anni d'oro. Credo ci (gli) piaccia guardare indietro perchè non c'è più un davanti. Vedi? Il disfattismo generazionale, eccolo qua 🙂

    Mi piace

  12. Grazie Cherry, avevo dimenticato di citare i campioni della coerenza politica. Che poi tutti da LC a FI, hai ragione.Sui pannolini mi sono interrogata. E' chiaro che non ho ancora iniziato l'avventura e non so ancora davvero cosa significhi, pero' ecco, pensato che staro' prevalentemente da sola, e che col pannolino ecologico dovrei aggiungere tempo e depurarlo prima di lavarlo e asciugarlo.. no, grazie. Scelgo gli usa e getta.

    Mi piace

  13. No, ma infatti anch'io ho fatto lo stesso ragionamento all'epoca. E purtroppo posso confermare che i primi 6-9 mesi non ce l'avrei mai fatta a lavarmi anche i pannolini a mano. Diciamo che a oggi mi dispiace un po' perche' ora come ora penso riuscirei a gestire la situazione, ma ovviamente ormai non ha piu' senso dal punto di vista economico. In compenso stiamo pensando di provare a spannolinare il nano verso primavera (e da quello che vedo qui in giro si trattarebbe di uno spannolinamento abbastanza precoce): finger crossed.

    Mi piace

  14. se penso a un giovane del '68 contro suo padre, giovane nella e nel post guerra..uno sottomesso a un duce e reduce da privazioni e miseria, l'altro figlio del boom; uno di stampo da famiglia prettamente patriarcale e gerarchica, l'altro che sognava di comuni, sesso libero e ribellione alle regole; uno che aveva visto il suo paese passare dalla monarchia alla dittatura e poi alla repubblica (con l'inaugurazione del voto aperto alle donne), l'altro che vedeva la repubblica fatta da partiti fatti da rappresentanti che gestivano circoli, sedi, dove proporre, discutere, stringere mani.Ora rifletto sul nostro cambio generazionale.

    Mi piace

  15. Sono d'accordo e aggiungo:Prendiamo ad esempio i vaccini. C'è chi non li fa, e ok, ma chi non li ha fatti lo sa che tetano difterite e poliomelite se contratti non sono curabili? E che il tetano si può prendere anche solo al contatto con la terra??E' vero che c'è un rischio di morte, ma le scelte vanno fatte ragionate e non sempre CONTRO QUALCUNO O QUALCOSA.Ecco, poi chi maneggia vaccini, pomodori, yogurt ecc ecc ci speculi, che dietro a ciò che ci vendono ci sia la mafia è sicuramente vero, ma non per forza una persona deve opporsi con tutte le sue forze.O che opponendosi abbia effettivamente un vantaggio personale.SI può anche scegliere, e non essere sempre e per forza CONTRO. E comunque non sono d'accordo su una cosa, Bardem incapace no!!:-*

    Mi piace

  16. Stai attenta che se continui così ti verrà il latte acido! Comunque concordo praticamente su tutto. Tranne che sono un po' nostalgica e magari mi intenerisco quando vedo le fiction sugli anni '60 perchè io ero appena nata e nelle foto mia mamma è vestita uguale… Quanto a come viene rappresentata l'Italia nei film, avevo scritto un post proprio su questo e così mi prendo la libertà di citarmi:http://gua-sta.blogspot.it/2011/02/quando-la-fantasia-supera-la-realta.htmlBuona domenica!

    Mi piace

  17. anni sessanta? e che sono? io sono nata nei mitici anni 70… a scuola negli anni 80.. sono figlia di un'altra generazione..e non mi pento!! non ho colpe dalle quali ripulirmi. il opane non lo faccio in casa non ho tempo, me lo consegna tutte le mattine un nostro amico panettiere..a si l'orticello lo faccio, ma non vivo in città sono migrata a 100 km dalle metropoli..l'orticello mi piace perchè l'ho sempre fatto con mio nonno e mio papà.. è una tradizione! non credo che i giovani di oggi siano CHOOSY anzi sono ragazzi che per diventare indipendenti s'inventano d tutto.. nei mitici anni sessanta eanche i successivi se tuo padree era nelle poste, nelle ferrovie, tu automaticamnente avevi il posto assicurato. ora dobbiamo inventarci coem sbarcare il lunario di giorno in giorno..io non amo particolarmente idolatrare quel periodo. é passato. sarebbe megio guardare il futuro e capire coem migliorarlo invece che crogiolarsi in un passato che non ci apaprtiene più.p.s. mia nonna era già separata in casa negli anni 60.. troppo avanti la mia nonna!!!

    Mi piace

  18. Sono d'accordo quasi su tutto, la parte che non capisco e' quella contro i prodotti fatti in casa. Ma chi lo dice che chi si fa il dentifricio o il pane in casa sia contro il progresso? Il pane lo compro, ma se avessi tempo (e voglia soprattutto) lo farei in casa, se avessi tutti gli ingredienti farei anche il dentifricio, solo per me pero' che mio marito me lo tirerebbe in testa. Ho fatto piccoli cambiamenti, tipo lo shampo senza parabens, che poi e' comunque un prodotto industriale della P&G, e la farina la compro unbleached. Il pomodoro sul balcone ha lo stesso smog dei nostri polmoni meno i pesticidi che verrebbero aggiunti se provenisse da una serra. Poi questi giorni mi sto dando tante arie che il mio alberello ha prodotto un limone, lo odoro, lo fotografo, sembra lo abbia messo al mondo io. A casa ricicliamo e qui non lo fa quasi nessuno, proprio ieri ho riempito il truck di carta, plastica, vetro e metalli e l'ho portato in base dove c'e' un grosso centro di riciclo. Il mio veicolo e' un 5.3 di cilindrata quindi probabilmente ho inquinato quasi quanto avrei fatto mettendo i materiali nella spazzatura regolare. Dovevo passare in ogni caso da quelle parti quindi niente sensi di colpa. Cerco di usare l'auto il meno possibile, ma senza sarei veramente persa. E' una questione di equilibrio, un passetto alla volta e si possono cambiare le cose, senza esagerare e senza troppi estremismi.

    Mi piace

  19. Ah, quanto ci sarebbe da dire!!!:)per iniziare: esistono tante ma tante ma tante posizioni intermedie, cum grano salis un po' tutto smette di apparire in un modo o nel suo opposto.Possiamo con gesti quotidiani cui occorre solo abituarsi fare moltissimo per noi e per il pianeta. Per gli assorbenti per esempio non occorre usare quelli di cotone bio, ma si può usare la moon cup, che non ha i rischi dei tamponi interni e non inquina – e costa – quanto gli assorbenti esterni! Per i bimbi non si passa dai Pampers ai cipipà, ma ci sono anche gli U&G meno inquinanti da alternare ai lavabili. Parliamo di mode? E se fosse un principio di consapevolezza, invece? O se queste mode portassero consapevolezza maggiore anche solo in una parte delle persone che raggiungono? Bisogna essere ottimisti ogni tanto se no si diventa reazionari davvero.Mi attacco qui perchè quoto al 100% Pamen, e con orgoglio ti posso dire che da un mesetto sto facendo crescere la mia prima “pasta madre” e i primi esperimenti sono …esaltati ;-p ) 🙂 e sai come l'ho chiamata? – perchè la pasta madre va dato un nome, e non fare quella faccia, siamo animisti probabilmente noi un po' alternativi, non amish! 😉 – Cassandra!!! 🙂 Portatrice di quelle notizie che la gente non vuole sentire, tipo che il pane fatto in casa è soffice, buonissimo, facile da fare, ci metti quello che vuoi e profuma casa che è un piacere! Se vuoi chiedi a My che differenza c'è con il pane industriale (ma basta leggere un'etichetta al super, o anche solo annusarlo, toccarlo, gustarlo) Si può prendere anche da un panettiere di fiducia, o fare con la macchina del pane, che ho da 12 anni. Ora che si è rotta mi diverto a fare tutto da zero e fino ad oggi penso di averci messo meno che andare a prenderlo il pane! Ci sono addirittura metodi che non prevedono quasi impasto, a prova di persone sfaticate ;)Sulle farine vorrei girare la tua domanda: se io con una farina integrale bio di un mulino vicino ho speranza che sia meno inquinata, con una così lavorata da aver perso tutte le sue proprietà tranne quelle negative e da cereali pieni di sostanze chimiche ho CERTEZZA che faccia male al mio corpo. La scelta è fatta, tra fare poco e non fare niente scelgo fare tutto quello che possa portare vantaggio alla nostra salute e possibilmente al pianeta dove i nostri figli cresceranno. Progresso vuole maggiori conoscenze che a volte portano a capire errori sulla via e anche affermare “ok su alcune cose abbiamo sbagliato, facciamo un passo indietro e recuperiamo un'eccellenza o un sapere che si sta perdendo”, o anche cercare di battere nuove strade. Invece su tutto quell'amore per il passato a priori ti do ragione al 100%! Mi viene l'orticaria solo a pensarci, non rimpiango di non avere più la TV non la guardavo più gli ultimi anni, e quando vedo certe cose che girano sui social mi arrabbio spesso.Non vedo niente di buono in alcuna epoca particolare, mi impegno a vivere bene la mia e possibilmente impegnarmi anche attivamente perchè sia il migliore dei mondi possibili. Oggi. Senza guardare indietro, ma avanti.E Eat pray and Love è TERRIBILE, uno dei pochi libri per cui ho esercitato il diritto del lettore di abbandonare un (brutto) libro, non potrei reggere il film. NB: consigliatomi da amica cinese in California “così vedrai come vi vedono …”, detto ghigandosela… (terribile anche per l'India, non ho affrontato il capitolo indonesiano a metà di quello italiano avevo voglia di buttarlo via, nemmeno fare book crossing perchè avrebbe inquinato il mondo…)

    Mi piace

  20. No ragazze ma non ci siamo capite. Pure io ieri ho fatto la pizza, che vuol dire. Parlavo di altri tipi di ritorni al passato. La moon cup invece mi fa schifo solo a pensarci, ma e' un limite mio, lo riconosco.

    Mi piace

  21. Io mi riferivo alla critica ai pomodori sul terrazzo e al dentifricio autoprodotto. La moon cup guarda che non è come sembra 🙂 io pure ero scettica ma come lo ero prima di provare i tampax… e forse anche solo 6 anni fa non l'avrei usata, come non avrei immaginato di cambiare idea su tante tante cose… ps: pure io a volte prendo gli spinaci in busta, e pure io dopo li rilavo (cosa consigliata sulla confezione… ) 🙂 ciao!

    Mi piace

  22. hai ragione Lucy!! odio gli eccessi in tutte le cose…in ufficio ne sento di ogni, 2palle cosi'…!!però Bardem merita molto in Vicky Cristina Barcellona…;-DDDMony

    Mi piace

Che ne dici?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.