E Alessandro?

E con Alessandro come e’ finita?, mi ha chiesto Gilda.

E’ finita che l’ho amato follemente per nove mesi, tutti quelli dell’anno scolastico. Per lui ho iniziato a sfidare i miei genitori, per pensare a lui ho quasi rischiato di essere bocciata, con lui ho fatto l’amore per la prima volta, non ero troppo convinta, non era stato stato troppo bello, e forse fu proprio quello ad allontanarmi un po’ da lui. Ero una ragazzina allegra, casinara e molto sognatrice. Quella cosa molto reale era stata una deviazione non prevista che mi aveva portata un po’ fuori rotta dalla mia idea di amore.

A luglio partii per le vacanze. Fregene. 30 km da Roma.
Ogni pomeriggio prendevo i miei bei gettoni, o chissa’, forse c’erano gia’ le fessure per le monete normali, e chi se lo ricorda, e andavo al telefono pubblico a chiamarlo. Una sera, due sere, tre sere…

… poi salto una sera…
… poi due…
… e poi non lo chiamo piu’. Ma proprio dimenticato eh. Potere della distanza. E nemmeno gli faccio sapere che lo lascio. D’altronde se uno te lo dimentichi, te lo dimentichi!

Un giorno si presenta nella piscina dove andavo insieme ad una mia amica (amica-amica, che era diventata anche sua amica). Mi fa, giustamente!!, una piazzata assurda. Ma io ero nel mio territorio, dove praticamente mi conoscevano pure le cabine, non potevo permettergli di farmi fare sta figuraccia. E fui gelida, gli dissi che non mi importava niente di lui e che finiva li’. Lui pianse, la mia amica era sbigottita, io girai le spalle e me ne tornai a fare i tuffi a bomba.

‘Na stronza, si’.

Una sera di un paio di anni dopo squillo’ il telefono di casa, risposi ed era lui. Era emozionato, lo sentivo dalla sua voce, voleva solo sapere come stessi e fu una conversazione molto carina.
Mille a zero per Alessandro.
Che non esiste su facebook ne’ su altri social, ma grazie a google ho scoperto che e’ rappresentante di classe 🙂 Ciao Ale, sei uno dei miei migliori ricordi.

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22 pensieri su “E Alessandro?

  1. Adesso faccio il cattivo. Immagina che arrivi un giorno da te un paziente, che durante le sedute ti racconta dei traumi adolescenziali causati dalla sua ragazza di allora e dopo un bel po’, solo dopo che te ne ha raccontate tante, lo riconosci…

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  2. Leggendo questo post ho appena realizzato in maniera chiara una delle cose che mi piace di più di te. A differenza di tante (troppe) persone, tu non indori la pillola quando racconti di te stessa. Tu sei sincera, anche nell’ammettere i tuoi errori. Ti adoro per questo! (e anche per tanto altro)

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