We have the papa

Nel cambio d’ora tra una lezione e l’altra, un whatsapp di mia sorella e un aggiornamento di un compagno di classe ci dicono contemporaneamente che habemus papam. Un ragazzo un po’ sfacciato chiede alla simpaticissima prof di Speech lab di poter vedere in diretta l’annuncio del nuovo Papa, e cosi’ mi ritrovo a Miami, in una classe composta da cattolici e non, ad assistere alla proclamazione del nostro nuovo Papa.

Come al solito devo premettere che in questa citta’ poliedrica, la religione non fa eccezione, soprattutto perche’ una grossa fetta di cubani pratica la Santeria, una religione politeista di origine africana. Qualcuno e’ ovviamente ateo, qualche cattolico e’ piu’ ortodosso di noi italiani (come gli haitiani, ad esempio) ma non appartiene a Santa Romana Chiesa, gli anglosassoni sono generalmente protestanti, i musulmani sono numerosi. In questa classe c’era una giapponese-venezuelana, chissa’ se e’ scintoista o cattolica o altro.
Iniziamo a seguire, molti sono disincantati e ridanciani, uno indossa le cuffiette per poter sentire meglio: e’ l’unico davvero interessato. Una ragazza inizia a farmi domande mossa da una sincera e ingenua curiosita’, tipo quanto guadagna il Papa, se e’ vero che vive in un palazzo d’oro, come si diventa cardinale, chi decide chi diventa Papa e perche’. Alcune domande mi spiazzano nella loro semplicita’, mi rendo conto che nella nostra cultura diamo delle cose per scontate mentre per altri non lo sono. Non tutti ricordano che sono italiana, o forse come al solito pensano di saperla piu’ lunga, fatto sta che comincio a sentire battutine e facili ironie. Sorvolo. A qualcuno rispondo seriamente, dando qualche informazione sullo Stato del Vaticano.
Una compagna polemizza con i pedofili all’interno del Vaticano, e non so perche’ mi trovo, che non me ne e’ mai potuto fregare un granche’, a difendere la mia religione che e’ parte della mia cultura, facendo presente che si parla di Chiesa in generale e non solo di Vaticano, visto che ad esempio alcuni casi sono tra i preti anglicani; ma lei ha una proprieta’ di linguaggio e un tono di voce di gran lunga superiore, e mi sovrasta. Guardo Piazza San Pietro gremita e mi ricordo quando piccolina ero li’ per l’elezione di Papa Giovanni Paolo II. Mi manca la mia citta’. Mi manca Piazza San Pietro, abitavo ad un passo da li’ e ci passavo praticamente ogni giorno.

Un altro whatsapp mi rivela il nome e la provenienza del Cardinale eletto, lo annuncio alla classe. Finalmente il Papa si affaccia alla finestra. Mi piace, immediatamente, ha una bella espressione rassicurante. Traduco alla classe il suo primo discorso, e l’invito a pregare per Papa Benedetto XVI. Appena inizia il Padre Nostro, la tipa che parlava di preti pedofili quasi sbotta, recita la preghiera velocissimo, in spagnolo, facendo ridere tutti. La professoressa mi chiede Ma voi italiani cosa pensate quando eleggono un Papa non italiano? Le faccio notare che il Papa non e’ degli italiani, e che comunque gli ultimi due Papi non erano miei connazionali.

La ragazza delle domande ingenue chiede perche’ una volta eletto il Papa cambi nome, E perche’ Primo?, le rispondo e inizio a spiegare il perche’ di Francesco. La tipa di prima dice che il suo credo fa lo stesso col cambio di nomi, e parla del santo della sua religione Nigeriana. Mi sento un po’ affranta. Come si fa a spiegare la bellezza, evidente persino a me che fondamentalmente sono una laica, della scelta di un nome che torna alle origini della Chiesa e ai voti di poverta’ e castita’? Mi sono sentita ancora piu’ sola, per un attimo, persa in un paese straniero davvero multiculturale dove lentamente sto perdendo tutti i punti di riferimento, e ho l’ennesima, inutile conferma che quaggiu’, questa pazza citta’, non e’ occidentale ma latina.

Inquadrano una bambina col viso rigato dalle lacrime, mi sembrava filippina o peruviana, e la ragazza ingenua, Perche’ piange? Ha freddo? Le dico che la bambina non credo fosse italiana, ma forse piangeva di felicita’ per l’elezione del Papa, e lei mi guarda smarrita. Le spiego che quando ci sono celebrazioni come questa arrivano in citta’ migliaia, milioni, di fedeli per festeggiare il nuovo Papa. Non capisce. E non capisce come sia possibile che io riconosca un viso non italiano. Io, che appena loro mi vedono capiscono che sono diversa. E mi passa la voglia di stare a spiegare.

Una ragazza ride di gusto, We have the papa, e un’altra, Ma noooo, si dice Pope, papa sono le patate fritte!!
Intanto mi chiedo, ma come si dice messa, in inglese? Cerco: mass.
Ecco, basta cambiare una lettera e capisco perfettamente dove mi trovo oggi: in a mess.
Un casino.

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0 pensieri su “We have the papa

  1. Povera donna! Mettono alla prova tutte le certezze questi tuoi compagni di classe! ;)Tutto sommato però, non credo affatto che in tutta questa multirazialità e multiculturalità uno perda i propri riferimenti: il tuo sentirti di nuovo a S. Pietro guardando quella piazza che ti è così familiare, è segno evidente del tuo legame con Roma, la Chiesa (per lo meno come concetto che risulta meno chiaro ai tuoi colleghi) e la cultura italiana tutta… del resto, è parte di te e sempre lo sarà, ovunque sarai!

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  2. Ci sono sensazioni indescrivibili, prodotte da un sostrato ed un'amalgama di paesaggi, letture, immagini, eventi, tradizioni, gesti, emozioni, che secondo me non è possibile comunicare a chi non è cresciuto in un certa cultura e non le ha vissute direttamente. Puoi rispondere ad una domanda, ma è difficile veicolare il contesto in cui una certa idea esiste e dal quale trae significato. Proprio come accade per la scelta del nome “Francesco” (che mi ha fatto venire voglia, oggi, di riascoltarmi la bella “Fratello Sole, Sorella Luna” di Baglioni). Capisco la sensazione di solitudine. Molte volte, l'unica cosa che possiamo fare è far tesoro di queste emozioni, e pensare ad un modo per spiegarle ai nostri figli. 🙂

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  3. In molti ci siamo sentiti come te a sentire quel nome. Credo sia inevitabile. Non poter condividere certe emozioni con chi ci troviamo accanto in quel momento è frustrante. Fosse anche solo la poesia di un tramonto. Ma d'altronde come si fa in poche parole e in pochi minuti a far capire l'immensa bellezza di un'anima come quella di san Francesco?? Per una manciata di secondi tu c'eri in Piazza San Pietro, sono sicura. p.s. ma quanto mi ha infastidito quella!!! 🙂

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  4. In questi momenti (e sono pochi…) benedico la numerosità degli italiani nel mio lab, almeno hanno potuto capire la solennità e l'importanza di questo evento, anche visto da un laico beninteso. Abbiamo atteso tutti quel nome, quel viso, quelle prime parole, anche chi non crede o crede poco e male. A me hanno dato anche molto fastidio l'immediata caterva di critiche che sono esplose sul nuovo papa tra alcuni miei contatti di FB, che lo accusano (non so bene se a torto o ragione, quindi sospendo il giudizio finchè non lo saprò)di vicinanza alla dittatura militare argentina, come di Ratzinger al nazismo. E sono certa che le critiche sarebbero arrivate cmq anche se avessero scelto Dolan o Scola, per ragioni diverse. Sono tutti più bravi nelle scelte e sanno tutti dov'è il bene. Beati loro.Ops, scusa, ti ho invaso il blog e sono andata anche fuori tema forse!! 🙂

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  5. Mi sarebbe piaciuto seguire l'evento in diretta, ma non ho potuto. Io credo che il Papa sia una figura importante (se non essenziale) per il mondo. Non lo dico solo in quanto cattolica. Ricordo come Papa Giovanni Paolo II riusci' ad unire cosi' tante culture…speriamo che Papa Francesco sia altrettanto capace e che sappia essere una guida per tutti noi (o comunque per chi ci crede). Io me lo auguro di cuore, perche' personalmente sento moltissimo la mancanza di Papa Giovanni Paolo e di una guida forte come lui ha saputo essere.quanto alla tua collega, scusami tanto, ma certe domande mi paiono un po' troppo…”ingenue”.

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  6. All'inizio pensavo veramente mi prendesse in giro, ma la sua espressione era veramente… ehm… stolida. Sul fatto di unire culture, e' proprio questo che mi ha colpito nell'indifferenza degli altri.Grazie Mel :*

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  7. Sono emozionato, lo sai? E' un momento importante per il nostro Paese. Inoltre, trascorrerò anche qualche giorno a Roma, e sarà interessante viverla in questi primi giorni di papato e di Pasqua. L'abbraccerò per te e per FR!

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  8. Già è difficile spiegarle in italiano, le dinamiche delle gerarchie ecclesiastiche, figuriamoci tradurle, hai affrontato davvero un'impresa titanica. Che fastidio lo scherno su qualcosa in cui si crede. Anche io ho provato tanta nostalgia per quella piazza che ci abbracciava tutte le mattine. Mi manca tanto Roma, mi mancano i romani.

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  9. Sì…per quanto si sia laici e pragmatici l'elezione di un Papa non può lasciare indifferente chi è cresciuto in un ambiente cattolico come noi italiani. Capisco benissimo il tuo straniamento. A me è successo (e scusa il paragone molto terra terra) durante i mondiali di calcio. Ero a New York e non fregava niente a nessuno. Quello che per noi è importante per altri è sconosciuto e peggio ancora indifferente. Scuola di vita anche questa… P.S. Adoro il nome Francesco. E' partito col piede giusto. Speriamo.

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  10. scusami ma, la ragazza più che ingenua mi è sembrata prettamente cretina.E non centra proprio niente il credere o non credere.Ci vuole rispetto.Il fatto che la religione cattolica sia una delle più diffuse non dà il diritto sempre allo scherno e alla presa per il culo.cmq, a parte questo, leggerti, mi ha fatto venire il magone.Perchè io sono qui, lavoro davanti alla cappella sistina. sono giornate intense, piene di emozione, ed è palpabile tutto questo. E sentire quanto ti manca mi stringe il cuore.Io mi sento sempre cittadina del mondo quando sono lì, in quella piazza, non mi sento romana, ed è una sensazione fortissima.

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  11. Io non sono religiosa e non ho atteso con trepidazione la nomina del nuovo Papa, certo è che comprendo quanto sia importante per i miliardi di persone che sono cattoliche e che vedono nel Papa una guida, e lo rispetto.Beh, in una classe così multiculturale è normale avere reazioni così disparate

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  12. Io non sono praticante ma ieri sera ero davanti alla tv e sono rimasta piacevolmente colpita sia dalla folla e dalla bellezza senza nazionalità di S. Pietro sia da quest'uomo vero e semplice che si è presentato con un “buonasera”.L'importanza storica e politica del Papa è innegabile, certo si può comprendere che non in tutte le culture sia sentito nello stesso modo ma lo scherno è inaccettabile. Capisco che talvolta lo scambio può essere complicato.

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  13. Non è sempre facile nè piacevole trovarsi in una società multiculturale, soprattutto quando gli altri hanno un approccio immediatamente polemico e quasi aggressivo. Ti ritrovi a difendere usi e costumi che magari fino al giorno prima criticavi 😉 P.S. anche a me la ragazza ingenua è sembrata alla fine più ebete che ingenua (senza offesa per lei che non conosco, eh?) Come si fa a non capire cosa sono le lacrime di commozione? Sono una manifestazione umana interculturale, che non ha niente a che vedere con la religione.

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  14. Al di la di ogni considerazione circostanziale, questo Papa mi piace. E' rassicurante e da subito ha mostrato la sua spontaneità e umiltà. Credo che sia un degno successore di Wojtila. E da quello che leggo in giro sul web ha ispirato allo stesso modo tanti. A me piace, sentirlo parlare ieri, mi ha fatto bene al cuore. Ho riprovato sensazioni che purtroppo, non me ne vogliate, Benedetto XVI non mi trasferiva, per niente

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  15. Ma sai Anna, chi cresce in una cultura completamente diversa, dove magari ti inculcano l'avversione per la Chiesa ed il Cristianesimo, non puo' proprio capire. E mi piacerebbe tornare a Roma per qualche giorno, in questi giorni, e respirare quell'aria li'. Fallo tu per me amica mia, grazie per il tuo dolce pensiero.

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  16. Brava. L'empatia e' diversa dalla cultura. Ma forse quando ti manca il contesto, anche quello viene difficile. Pero' e' vero anche che culture diverse esprimono le emozioni in maniera diversa.

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  17. E' vero, fa piacere anche a me leggere che anche I non praticanti come me abbiano ben accolto questo papa. E non piaceva nemmeno a me, Benedetto. La croce che ha portato per essere il successore di Woijtila non era leggera per niente.

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  18. Anche io non sono praticante. Credo fortemente, ma a volte sono furiosa contro la Chiesa e alcune consuetudini. Eppure, ieri sera, quando per la prima volta ha parlato, ho pianto. Ho abbracciato Daniele, sperando che questo Papa lo benedisse. Mi è piaciuto, tanto. Mi sono riconoscuta in lui, l'ho sentito vicino. Sincero. Ho mandato un messaggio a due miei aamici neocatecumeni con cui in passato ho avuto degli scontri e gli ho detto che li capivo.Per la prima volta.Comprendo benissimo il tuo senso di smarrimneto e la sensazione di volere essere qui a respitare questa aria che sa di buono. Di altruismo, di povertà condivisa, di fratellanza.Non mi stupisce l'idea che gli altri hanno di noi all'estero. Compresa quella del Papa. Possiamo dargli torto?Ti abbraccioRaffaella

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  19. torno a commentare dopo tanto tempo, ma visto l'argomento non potevo non farlo! 🙂 …mi dispiace molto che ti sia sentita un po' estranea a tutto ciò che ti circonda, a me capita anche qui in Italia, a casa, tra le persone che conosco e “la voglia di stare a spiegare” passa anche a me perché ogni volta è sempre più difficile! 🙂 Ieri sera eravamo seduti a tavola per cena e mia sorella mi chiede chi avrei preferito, se un italiano o un americano, io le rispondo che “per me non ha importanza di che nazionalità è, ma vorrei tanto decidesse di chiamarsi Francesco” e lo dico con un po' di speranza ma anche con tanto scetticismo…negli ultimi tempi ho sempre sentito tanta chiusura e tanta austerità da parte della Chiesa, in generale (e non soltanto dal Vaticano, da Papa Benedetto o dalla Curia o chi per loro) quindi non mi aspettavo…niente di “fresco”. Poi l'hanno annunciato e…ho iniziato a ridere e piangere insieme. Che scema…neanche lo avevo visto e già piangevo di contentezza??? Si è affacciato, ha pronunciato quel “buonasera” un po' incerto, ha abbozzato un sorriso e mi è sembrato…perfetto! Sembra assurdo lo so, ma ha parlato come fosse un nonno, con parole semplici, ha pregato e soprattutto ha ricordato qual'è il vero scopo della nostra fede, l'evangelizzazione. Magari non sarò totalmente oggettiva, visto il mio coinvolgimento spirituale, ma per la prima volta dall'inizio di quest'anno incerto, oscuro, torbido e piuttosto infelice (su tanti fronti) sento che possiamo sperare in qualcosa di meglio, di buono… come se questo nuovo Papa fosse un segno, un punto di (ri)partenza importante, per tutti! E spero lo sia veramente!Ti abbraccio forte Lucy 🙂

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  20. Raf che bello il tuo commento. Grazie.Solitamente non hanno questa opinione del Papa e del Vaticano. Il Papa e' sacro per la maggior parte dei sudamericani, ma chi cresce in un paese con un regime comunista impara ad odiare la chiesa e a non credere in Cristo. Giovanni Paolo II e' potuto entrare a Cuba solo nel 1998, mi pare.

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  21. anche io non sono certa la più praticante e fedele della chiesa cattolica, però ho seguito con molto interesse la diretta per sapere chi fosse il nuovo papa. E mi sono commossa, davvero belle parole di presentazione. Mi sono però scocciata di leggere tante, troppe prese per il culo ai fedeli in attesa in piazza scritte dai miei italianissimi contatti su FB. Che uno non sia credente ci sta, ma perchè offendere chi non lo è? Io trovo ridicoli gli invasati del calcio che postano come se avessero giocato loro stessi, eppure non è che li offendo solo perchè per me non ha senso.

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  22. ….Lucy, ti aspettavo! Aspettavo un tuo scritto così come si aspetta un'amica per prendere un thè insieme, nel salottino buono che apriamo solo per certe occasioni. Conosco bene il sentimento che si prova accanto a chi, seppur così vicino a noi, è allo stesso tempo così distante e così diverso. Io, dal canto mio, ho bisogno, un disperato bisogno di credere, e questo Papa così umile e così discreto ha alimentato la mia fiammella. Le critiche sulle sue simpatie politiche servono da scudo a chi vuole sempre e comunque “fare il pelo” agli altri (si dice così dalle mie parti). Non vogliamo capire che prima di tutto sono uomini, e come tali pieni di umane contraddizioni e debolezze, ma bisogna necessariamente andare oltre l'aspetto umano, altrimenti il nostro Pastore potrebbe essere anche il portiere del nostro condominio!Per molti, è difficile comprendere i sentimenti di chi ieri sera ha pianto e gioito allo stesso tempo alla vista di quest’Uomo nuovo, e ogni credente sa quanto ci sia bisogno di una guida ferma in questo preciso momento. Ma nel rispetto delle altrui convinzioni io , credo . Per il bisogno di risposte che mi attanagliano, per le spiegazioni che non trovo, per essere quella che sono e a volte anche per non esserlo, e allo stesso modo credo in quest’Uomo per quello che rappresenta e non necessariamente per quello che è o è stato.Ho avuto la fortuna di seguire un seminario dell’allora Prefetto della Congregazione per la Dottorina della Fede, Cardinale Ratzinger, e posso dire a distanza di anni che conoscendolo sotto la veste di altissimo studioso, una rinuncia del genere non mi ha particolarmente sorpresa. Un uomo dalla conoscenza smisurata, mente brillante e precisa, che poco si sposava con gli affari Vaticani. Ebbi l’impressione allora, di una persona sicuramente “diversa”, ma che non seppi ben catalogare. Nel tempo quella prima impressione avuta mi ha dato ragione. Prima di essere Ministri di Dio sono uomini, con tutto ciò che hanno di buono e di cattivo, come tutti anche se per alcuni l’abito talare li preserva poi dalle punizioni terrene che in molte circostanze meritano e pesantemente.Eppoi, un Papa che si chiama come la nostra “puzzona” preferita non può certo che fare cose buone. O no?Un abbraccio.M.

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  23. Hai ragione, ne ho lette anche io e non mi sono piaciute. E come te, non amo gli estremismi, nemmeno quando I sostenitori della fede si mettono di traverso ai diritti civili per partito preso. Ma questo riguarda gli uomini e non la chiesa. Grazie del commento.

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  24. Stupisce molto il fatto che un evento di tale solennità e intriso di un'emozione tangibile anche a moltissimi kilometri di distanza, attraverso il teleschermo, possa lasciare impassibili…Penso che non dimenticherò mai l'elezione di Papa Francesco, anche perchè è avvenuta nel giorno del primo compleanno della mia piccola! E immagino quanto debba essere emozionante per la mamma di una piccola Francesca!

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  25. torno a commentare dopo aver letto tutti gli altri perchè mi ha colpita chi parla di maleducazione o di mancanza di rispetto, per l'atteggiamento della ragazza cubana. Leggendo cosa è la Santeria sfido qualsiasi occidentale cattolico ad assistere ad un loro rito di venerazione senza un sorrisino di scherno o di vaga superiorità. Lo dico perchè anch'io ho immediatamente commentato “ma è una roba da Medioevo”. Ma in quel caso l'insensibile, irrispettosa e senza tatto sono stata io.

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  26. Avevo scritto un commento ma ora non lo trovo più, vabbè. So come ci si sente quando vedi da lontano il tuo paese e ti manca e vorresti essere li, la sensazione di condivisione e anche solo di vicinanza ai tuoi luoghi e alla tua “gente”. Un abbraccio forte 🙂

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