Dire Fare Baciare Lettera Testamento

Due precisazioni all’ultimo post. La prima mi e’ stata suggerita da Mamma in Oriente e poi da Valentina. E’ vero che sono stata cresciuta in una educazione un pochino rigida dove non si parlava di sentimenti negativi; ma senza dubbio sono una quarantenne che ama manifestare il proprio affetto fisicamente. Mi piace tanto abbracciare e mi piace che in America si usi tanto tra amici.
Eppure se qualcuno avesse dovuto scommettere sulla base di quello che I miei genitori mi hanno trasmesso avrebbe sicuramente perso I propri soldi. E vedo che mia figlia, al momento, e’ anche lei molto fisica: corre incontro alla maestra abbracciandola e accarezza e bacia gli altri bimbi.

In realta’ quello che Mamma in Oriente diceva e’ un po’ l’opposto, e cioe’ che senza il mezzo della fisicita’ l’espressione delle emozioni e’ mozza. Verissimo. Resta solo esercizio intellettuale, e quindi inutile ai fini dell’educazione ai sentimenti. E siccome non tutti amano veicolare gli stati d’animo attraverso la gestualita’ o il tono di voce, si creano quelle contraddizioni emotive che fanno male ai figli, perche’ non sanno decodificarle.
Altra cosa che avevo dimenticato di menzionare nel post e’ che esiste proprio un disturbo per chi non e’ capace di esprimere a voce le proprie emozioni: si chiama Alessitimia.
La seconda precisazione mi e’ stata suggerita da Dario. Spesso chi ha attraversato un periodo nero e’ in grado di riconoscere lo stesso stato d’animo in chi sta vivendo lo stesso problema, in una specie di empatia al quadrato. Vero anche questo. A volte si proietta, ma a volte ci si azzecca. Come dice lui, non tutti I mali vengono per nuocere.
L’importante, a mio avviso, e’ che si sappia fare tesoro di ogni esperienza.  Se abbiamo avuto genitori “sbagliati”, riuscire a perdonarli, perche’ hanno fatto il meglio che hanno potuto nelle loro possibilita’ e nelle contingenze del momento. Col senno di poi siamo tutti bravi, no?
Grazie ancora per tutti I vostri commenti.
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0 pensieri su “Dire Fare Baciare Lettera Testamento

  1. Alla fine del colloquoi con la psicologa all'hospice ho detto, piangendo a dirotto, “sono certa che non soffrirei di meno se mio padre fosse stato un padre migliore!” e lo penso davvero, da tempo l'ho perdonato per le sue assenza, e sono stra-mega-convinta che abbia dato e fatto il passimo di ciò che poteva per le sue risorse. Questa è una mia grande ricchezza, mia sorella che non l'ha mai perdonato ora non so con cosa debba fare i conti (e non lo voglio sapere!!). Sorrisono spettacolari tutte e due! Bacioni grazie per questi post proprio ora. Sandra frollini

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  2. Ciao, arrivo un po' in ritardo ma vorrei comunque commentare. Casa mia è sempre stata piuttosto fisica. Trovo però che da bambini fosse più semplice sia dirsi “ti voglio bene” che abbracciarsi, mentre ora che siamo tutti adulti è come se ci fossimo irrigiditi. Certo, ci abbracciamo sempre quando ci rivediamo (vivo a 200km dai miei) ma ci sono meno abbracci spontanei. La difficoltà è anche mia, anche se mi definirei una persona molto espansiva. Non so perchè con i genitori da adulti diventi più complicato. Ricordo che quando ero ragazzina e mia nonna era rimasta vedova pensai che non l'abbracciava più nessuno di un abbraccio vero e che doveva essere triste, eppure non riuscii mai a farlo. Un po' me ne pento ora che non c'è più, chissà come le avrebbe fatto bene

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  3. La Picci e i vostri sorrisi sono spettacolari!! Per me e' stato un passo davvero fondamentale 'perdonare' i miei genitori, capire che i danni che hanno fatto su di me e sul mio approccio alla vita (vedi alla voce ANSIA) non sono stati certo voluti, che mi hanno amato e hanno fatto del loro meglio. Si', con il senno di poi, certe cose fatte in modo diverso mi avrebbero risparmiato l'enorme fatica dei miei distacchi, ma ormai si puo' solo cercare di salvar(mi). 🙂 Per inciso, come ben sai da qusando ho imparato questa parola dico sempre al Tecnico che e' alessitimico!!

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  4. Questa foto spacca l'obiettivo!!! E il bordino di latte, ne vogliamo parlare? :)Sono e sono sempre stata molto espansiva riguardo ai miei affetti ma ho notato che,diventata adulta, proprio solo riguardo ai miei genitori ero vergognosa di esprimermi, proprio come dice @vetekatten, e, come dice lei, non sono stata capace di dare quel calore fisico a mia madre rimasta vedova, quando non l'abbracciavano più nemmeno i nipoti diventati grandi. Forse quelli sono sentimenti troppo intimi e legati ad un periodo infantile che vogliamo sentire superato?Mila

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  5. trovi davvero che in America siano fisici? quando ero al liceo e abitavo a Seattle ero l'unica a baciare sulle guance i miei amici, e tutti erano un pò a disagio per queste mie effusioni pubbliche. secondo la mia esperienza negli states è molto più comune abbracciarsi che baciarsi

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  6. Belle che siete!Ho letto il post ma non sono riuscita a commentare.I miei genitori li ho “perdonati” quando mi sono sposata e sono andata quindi via da casa. Il nostro rapporto si è impostato su basi adulte e ho capito parecchie cose.Per me la sfida con D è riuscire a guidarlo nel riconoscere sia le emozioni che i sentimenti, perché spesso non sanno dare definizioni precise (e a volte neanche noi di noi stessi) ma solo esternazioni.Grazie per questi post sono sempre super interessanti! :-*

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  7. Un momento di gioia pura, coccole e pancia piena! :)Io sono molto fisica, i miei genitori lo erano e inevitabilmente l’ho trasferito a mio figlio. Lui è di poche parole ma un abbraccio non lo nega nessuno … o almeno si fa abbracciare senza protestare! La ragione per cui ancora adora addormentarsi con me è che lo fa accarezzandomi le labbra, con lo stesso gesto di quando aveva solo pochi giorni di vita. Quindi anche persone introverse possono riuscire – con il contatto fisico – ad esprimere quelle emozioni che a parole riescono poco a fare.Sui sentimenti è più complesso ma con un buon percorso si riesce a migliorare parecchio.

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  8. In fondo se noi siamo così come siamo (parlo dei pregi, non solo dei difetti) è (anche) per merito loro, no?Come gli o le ex: la gelosia retroattiva non ha senso, se ci riflettiamo bene su. Il o la nostra partner è così come l'amiamo anche proprio grazie a loro che ci hanno preceduti/e.Ma questo lo diceva già Mogol, in una splendida canzone di Battisti:”… di gente che per un attimoè stata qui,e che ora amo perchéè andata viaper lasciare il posto a me…”.d.

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