Due precisazioni all’ultimo post. La prima mi e’ stata suggerita da Mamma in Oriente e poi da Valentina. E’ vero che sono stata cresciuta in una educazione un pochino rigida dove non si parlava di sentimenti negativi; ma senza dubbio sono una quarantenne che ama manifestare il proprio affetto fisicamente. Mi piace tanto abbracciare e mi piace che in America si usi tanto tra amici.
Eppure se qualcuno avesse dovuto scommettere sulla base di quello che I miei genitori mi hanno trasmesso avrebbe sicuramente perso I propri soldi. E vedo che mia figlia, al momento, e’ anche lei molto fisica: corre incontro alla maestra abbracciandola e accarezza e bacia gli altri bimbi.

In realta’ quello che Mamma in Oriente diceva e’ un po’ l’opposto, e cioe’ che senza il mezzo della fisicita’ l’espressione delle emozioni e’ mozza. Verissimo. Resta solo esercizio intellettuale, e quindi inutile ai fini dell’educazione ai sentimenti. E siccome non tutti amano veicolare gli stati d’animo attraverso la gestualita’ o il tono di voce, si creano quelle contraddizioni emotive che fanno male ai figli, perche’ non sanno decodificarle.
Altra cosa che avevo dimenticato di menzionare nel post e’ che esiste proprio un disturbo per chi non e’ capace di esprimere a voce le proprie emozioni: si chiama Alessitimia.
La seconda precisazione mi e’ stata suggerita da Dario. Spesso chi ha attraversato un periodo nero e’ in grado di riconoscere lo stesso stato d’animo in chi sta vivendo lo stesso problema, in una specie di empatia al quadrato. Vero anche questo. A volte si proietta, ma a volte ci si azzecca. Come dice lui, non tutti I mali vengono per nuocere.
L’importante, a mio avviso, e’ che si sappia fare tesoro di ogni esperienza.  Se abbiamo avuto genitori “sbagliati”, riuscire a perdonarli, perche’ hanno fatto il meglio che hanno potuto nelle loro possibilita’ e nelle contingenze del momento. Col senno di poi siamo tutti bravi, no?
Grazie ancora per tutti I vostri commenti.
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