Stamattina entrando al daycare c’erano i bimbi piu’ grandi, tra i 3 ed i 5 anni, in fila. Pensavo che come al solito fossero li’ per il bagno, invece la loro maestra accende il registratore e parte l’Inno americano.
Mi fermo a guardare, non voglio perdere la scena, accucciandomi accanto a laPicci fingendo di allacciarle la felpina.
I bimbi devono guardare avanti a loro, mano sul cuore, fermi immobili. La maestra gli dice di guardare l’immaginaria bandiera, che prevedo al 4 luglio ci sara’. I monelli che si distraggono, si muovono o ridono vengono immediatamente richiamati alla serieta’ e solennita’ dell’Inno.

Ora, ognuno la puo’ pensare come vuole, che si costruiscono cittadini o soldatini. Quello che penso e’ che l’amore per la Patria e la bandiera nasce da piccoli, certamente in qualche modo viene inculcato, ma questo e’ quello che fa grande questo paese nel concetto di appartenenza. Tutti i bambini ne conoscono le parole, e non lo ripetono: lo cantano entusiasti. L’Inno americano, che secondo me e’ bellissimo e potente, viene ripetuto ad ogni cerimonia importante. L’ho ascoltato accompagnando My ad una semplice celebrazione per la fine del corso ESL e alla sua graduation: tutti si alzano in piedi, mano sul cuore e cantano ad alta voce rivolti alla bandiera, che siano nati in Ungheria, Cuba o India non importa.
Stamane al termine dell’Inno bimba, che ama tantissimo la musica e ha un grande senso del tempo, urla Yeeeeeeee!! e applaude, e dietro a lei tutti i bimbi. E’ gia’ Americana, lei, la gringa!

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