Quanto contano cinque minuti

A meta’ dicembre sono finalmente andata a fare la mia prima mammografia. Ho quasi 43 anni e fino ai 39, finche’ ero in Italia, sono stata regolarissima: pap-test ogni anno e eco mammaria ogni due. Poi sono arrivata qui, sono rimasta incinta e ho saltato un giro; poi accade che il College mi costringe a cambiare assicurazione, la nuova mi ciuccia 1000$ per essere andata al pronto soccorso per una brutta congiuntivite, poi non mi voleva coprire le analisi del sangue di controllo annuale, al che mi dico figurati che succede se vado a fare una mammografia. Salto un altro giro, tanto sapevo che intraprese le pratiche per la green card sarei tornata alla vecchia assicurazione. Insomma, meta’ dicembre, vado in un posto consigliatomi dalla ginecologa; entro, fighissimo.

Perche’ il concetto e’ sempre quello, e lo so che chi sta in Italia non puo’ capire cosa intendo e trova inconcepibili i costi, ma ecco, il livello di cure di qui e’ altissimo. Io vi inviterei a fare una passeggiata nei due centri in cui andavo in XX circoscrizione a Roma, ora manco so che numero e’ diventata, ma insomma, davvero mortificante. Qua ti senti sempre trattata con i guanti.

E infatti, riempio il formulario, le segretarie amministrative sono sempre gentilissime. In fondo tu paghi anche il loro stipendio, no? Entro, mi fanno accomodare in un piccolo salottino e mi indicano lo spogliatoio. Lascio li’ la maglia e indosso il camice che c’e’ in un armadietto, poi mi siedo ad aspettare che mi chiamino. Siamo in tre.

Mi chiama la tecnica e mi fa entrare in una stanza. Come sempre qui sono molto pudichi e mi fanno scoprire meta’ del corpo, da quando lo so non faccio piu’ figuracce. La radiologa e’ colloquiale e molto simpatica, mi mostra come devo posizionarmi davanti ad una macchina esattamente come questa.

Ovviamente non avendo mai fatto mammografie in Italia non ho idea di come sia, ma ricordo un paio di racconti assolutamente terrorizzati di amiche che avevano avuto un male cane. Io, zero. E vabbe’ che ho una soglia del dolore molto alta, pero’ davvero nessun dolore particolare. Ma comunque ero stata avvertita – qui lo fanno tutti i medici, pure gli igienisti dentali: Ora sentirai un po’ di freddo. Ora potresti sentire una sensazione sgradevole.
Al termine della mammografia mi dicono che avrebbero mandato i risultati alla ginecologa, ok, grazie, mi cambio, butto il camice in un cestone, arrivederci.

Quattro giorni dopo, il 23 dicembre, ricevo due telefonate a breve distanza, la prima dalla ginecologa e la seconda dallo studio dove ero stata. Mi dicono che sarebbe il caso di approfondire con una ecografia perche’ la mammografia ha evidenziato delle densita’.
Ora, io lo so come e’ fatto il mio seppur piccolo seno, e’ da quando ho 14 anni che controllo queste presunte densita’. Ma se in Italia avevo con me tutti i referti dal 1986, qui ero una novellina, oltretutto che ne sai come vanno ste cose? Non e’ che il cancro ti liscia perche’ tu sei brava e ti sei sempre fatta controllare. Prendo appuntamento per il primo giorno in cui saro’ senza laPicci che tornera’ a scuola, due settimane dopo. Ma sono tranquilla.

Ancora.

Torno al posto figo, di nuovo gentilissime, stavolta sono in un’altra stanza, spogliatoio identico. Stavolta il paragone tra ecografo americano e italiano posso farlo, magari macchinario uguale, ma contesto completamente diverso. Sono in una stanza buia, senza finestre, ma resa bella. Mentre l’ecografista armeggia col gel e fa il suo lavoro mi chiedo come debba essere passare otto ore al giorno in una stanza come questa, senza luce naturale. Al soffitto c’e’ una ridicola riproduzione di un cielo e in sottofondo l’immancabile musichetta sudamericana. Lei finisce entrambi i lati e poi mi fa, Vado a parlare col medico e ritorno.

Aspetto.

Parte la Sonata al chiaro di luna di Beethoven. La conoscete? Io adoro Beethoven (e Bach, e Brahms), ma ecco, non e’ che era proprio un allegrone, il Romantico Ludwig.

Inizio a chiedermi se ci fosse qualcosa che non andasse. Sbircio il pc, capisco niente. Comincio a pensare a quello che accadra’, Ora rientrano insieme, tecnico e medico, e mi diranno che hanno trovato un nodulo sospetto. Una macchia strana. Un qualcosa che non capiscono bene e bisogna fare biopsia. Cerco di trovare razionalita’ nella procedura della biopsia.

Dopo cinque minuti la tipa rientra. Ok, tutto a posto. Tutto a posto??, chiedo. Si’, puoi andare e ci rivediamo tra un anno. Iniziavo a preoccuparmi, le dico, Non tornavi. Oh, mi dispiace, forse mi sono assentata troppo, e noto una bottiglietta d’acqua, con implicita risposta alla domanda di cui sopra. Ma non mi interessa gia’ piu’, e’ andato tutto bene e sono felice di tornare al mio armadietto. Eppure penso che c’e’ piu’ di qualcuna a cui quei cinque minuti hanno cambiato davvero la vita. Fate prevenzione, amiche. Sempre. Soprattutto in Italia poi, che e’ quasi gratis.

Vi invito a leggere anche il post di Baby sulla sua mammografia di qualche mese fa. Chi volesse linkare la propria esperienza nei commenti, e’ benvenuta.
Per chi fosse interessata, il centro in cui sono stata si chiama Diagnostic Center for Women, LLC.

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26 pensieri su “Quanto contano cinque minuti

  1. quei terribili dieci minuti … da me si fa tutto addirittura nello stesso giorno: mammografia , poi il dottore che la guarda e che ( se ce n’e` bisogno) fa fare l’eco. la professionalita`, ma soprattutto la cordialita` delle tecniche fa si` che veramente ci si senta coccolate anche se tutto sommato c’e` sempre latente quella paura che ci sia qualcosa. Meno male che tutto ti e` andato bene! PS: ormai sei nel loro sistema e ti manderanno l’avviso per ricordarti di fare la mammo ogni anno. qui l’eco la fanno solo se vedono qualcosa di sospetto. In Italia e` di routine: chi avra` ragione? ho chiesto l’ultima volta e mi hanno detto che la mammo specialmente fatta con il nuovo tipo tridimensionale permette di vedere piu` a fondo anche molto vicino allo sterno. speriamo che vedano tutto tutto!

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    1. Esattamente quello che mi chiedevo: com’e’ che da noi si fa subito un’indagine di secondo livello? Perche’ un ecografo costa meno rispetto a quella macchina li’?
      (la 3D l’avevo rifiutata, tanto ero sicura di non avere niente :D)

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  2. Devo essere sincera, ovviamente per ora solo ecografie perché ho 31 anni, ma sia nel pubblico che nel privato (a Modica i privati costano tanto quanto il ticket) ho sempre trovato gentilezza e cortesia. Spero anche precisione! Io sono abbastanza spaventata e cerco di prevenire il più possibile… l’anno scorso però mi é capitato un ginecologo assolutamente burbero e leggero: Quando ho chiesto di controllarmi il seno mi ha dato una palpata veloce e “tutto a posto”. Volevo ridergli in faccia ma mi sono incazzata perché dieci minuti di inutile visita mi sono costati 120€ + bollo. 😒

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  3. Ho fatto la mia prima mammografia l’anno scorso. c’è sempre un po’ d’ansia in questi momenti, ma ho trovato una dott.ssa molto gentile e preparata e ho avuto il risultato nel giro di 10-15 minuti, che sembrano eterni. . Trovare una donna per me è stato un sollievo, io sono molto pudica e mi vergogno da matti. A me però han detto di farla ogni tre anni, dopo i 50 una volta l’anno.

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  4. Ok, ho tantissimo da dire. Ho un seno piccolo e denso, la prima mammo fatta a quarant’anni durante un check up pagatomi dall’azienda (cosa molto figa) mi richiamano: c’è qualcosa. C’è di mezzo il weekend che passo di merda. All’approfondimento con eco solo cisti. Ora ho un nodulo benigno. Mi controllo ogni anno, di solito in una clinica convenzionata di Lecco dove mi trovo benissimo, a parte l’ultima volta la radiologa era ‘na stronza, faccio mammo e eco insieme. E venendo la Milano mi danno subito i referti. Pare abbiano un macchinario davvero al top. Di solito i tempi di attesa sono brevissimi, l’anno scorso quando chiamo scopro che sono diventati 6 mesi, non posso aspettare col nodulo, faccio mille telefonate e trovo un posto in una struttura convenzionata vicino all’ufficio, ma non fanno mammo e eco insieme, occorre metterci in mezzo un paio di giorni. Mammo stupenda, radiologa super, non sento male, con quella di Lecco un male assurdo DIPENDE DAL RADIOLOGO E DA QUANTO DECIDE DI COMPRIMERE SAPPIATELO!!!! torno per l’eco, un deficiente in mega ritardo: vuole vedere la mammo, ma non me l’hanno ancora consegnata: è pronta ma non è l’orario, CE L’AVETE VOI gli dico, e mi fa rivestire e tornare su a supplicare di darmela. Una discussione del cavolo, il tempo passa, il posto è sì vicino all’ufficio, ma non fattibile a piedi, ho chiesto il primo appuntamento così dopo io e mio marito (non guido) andiamo insieme in azienda (lavoriamo nello stesso posto). Lui aspetta, aspetta, aspetta, sono i giorni in cui mio padre sta male, abbiamo già preso un botto di permessi. Alla fine ok, esco con i miei referti, arrivo in ufficio e dopo un paio d’ore mi chiamano che mio padre ha avuto un ictus, ci lascerà dopo 4 giorni. Non c’entra ma c’entra. Nel senso anche nel casino più totale amiche controllatevi. Calcolate i tempi di attesa e prenotate per tempo. Scusate la lungaggine ma mi pareva interessante la condivisione.

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  5. Ho due cugine gemelle entrambe tecniche radiologhe, una fa mammografia in uno studio convenzionato e l’altra all’ospedale di Negrar. Quindi sono fortunata per quanto riguarda celerità e gentilezza. Ma in ogni caso quando abitavo in provincia di Mantova e in provincia di Padova mi sono trovata benissimo anche lì. Niente camice però, in nessun caso. Ma ho trovato sempre donne quindi…. Altro discorso una visita ginecologica al distretto di Villafranca dove il medico ha fatto commenti inopportuni e mi ha pure dato un pizzicotto sulla coscia facendomi l`occhiolino…sto stronzo!

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  6. mi sono regalata la mia prima mammografia un mese prima dei miei 40 anni.
    Paura nera.
    E’ andato tutto bene e sono stata stra-soddisfatta della struttura convenzionata nel XVII°Municipio a Roma. Eco+mammografia+visita, in tempi velocissimi, con macchinario all’avanguardia (ho fatto mille domande ovviamente…) e anche radiologo gentilissimo che mi ha spiegato tutto quello che avrebbe fatto . Costo totale 50 euro. I soldi più ben spesi del 2014! 😀

    p.s
    anche io terrorizzata dal dolore, non ho sentito niente…

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