Una famiglia italiana a Miami

Di case di legno ed altri stereotipi

Miami ha una posizione geografica acchiappa uragani. Dal 1 giugno al 30 novembre siamo in piena stagione e ci si difende soprattutto con la prevenzione. Di conseguenza quello che viene costruito qui non puo’ avere le stesse caratteristiche, che ne so, del New England, sia per clima che per sicurezza. Qui infatti le case non sono di legno:

2015

E proprio oggi scopro che i piu’ chiatti della terra non sono quelli col Mc Donald’s sotto casa. Ma tu guarda.

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10 pensieri riguardo “Di case di legno ed altri stereotipi”

  1. Quando vedo in tv le case galleggiare mi chiedo sempre il perchè permettano di fare case simili in posti dove è possibile che arrivino urgani, trombe d’aria pazzesche ecc. Per fortuna che a Miami sono in muratura. Costeranno un po’ di più, non le costruiranno in tre giorni, ma almeno sei protetto, cavoli.
    Per quanto riguarda il problema obesità, in posti simili la voglia di far niente secondo me è legittima oltre che contagiosa.
    Mio marito ha uno zio di Samoa, che per amore ha scelto di venire in Italia. Pazzo!!!!

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  2. Io sono stata in Indiana il mese scorso, anche quella zona soggetta a fenomeni meteorologici poco simpatici (non ho idea se a livello di intensità siano paragonabili a quelli miamensi), tuttavia i miei colleghi statunitensi mi spiegavano che in media una casa in legno, in quella zona, viene distrutta circa 6 volte nell’arco di una trentina d’anni, eppure ce ne sono moltissime. Quello che ho notato io dai miei trascorsi là (trenta giorni in totale, tra viaggio di nozze e lavoro, ahime, pochini per poter farmi un’idea davvero precisa) è che l’obesità è decisamente un problema molto più evidente rispetto all’italia, in particolare fuori dai centri urbani importanti. Uno dei motivi mi pare evidente, manca l’abitudine a bere acqua, anche su questo ho interrogato tutti i miei colleghi venendo a sapere che quasi nessuno di loro, se ha sete, si versa un bicchier d’acqua, si sentono anzi molto salutisti se invece della Coca o della Pepsi bevono succhi di frutta e latte che però, alla lunga, sono ovviamente un carico calorico notevole.

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    1. Già, soprattutto poi nelle aree rurali manca proprio quel tipo di cultura. Qui ora l’acqua la vendono flavored, scegli tu che aroma aggiungere. Non ce la fanno proprio a bere una cosa magari insapore (per me invece ha sapore!) ma sana.
      E comunque in Finlandia, ero bambina, same story. A tavola c’erano latte o succo d’arancia, niente acqua.

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