Sono stata a pranzo con dei colleghi e come sempre succede quando ci si confronta con persone del posto si scopre che gli stereotipi sugli americani non hanno molto fondamento e che generalizzare e’ solo un meccanismo di difesa un modo per non voler avvicinarsi davvero al punto di vista dell’altro.

Si parlava del fatto che in una scuola di Hialeah, un quartiere di Miami, si sta procedendo per provvedere i professori di armi per difendersi. Tutte le persone presenti convenivano sul fatto che era assurdo ed estremamente pericoloso, perche’ in un momento di panico o forte tensione non si puo’ prevedere come si reagisce. Dicevano anche che avrebbero preferito un servizio di vigilanza professionale, eventualmente munito di armi.

Affermavano anche che dal momento in cui il luogo in cui lavoriamo e’ aperto al pubblico senza filtri, la percezione di essere potenzialmente in balia del pazzo di turno che arriva con un’arma c’e’, ma che secondo loro la soluzione migliore sarebbero telecamere esterne e vigilantes a sorvegliare.

Parlare con persone piu’ intelligenti di te migliora sempre il tuo modo di ragionare e di vedere il mondo, soprattutto se si vive in una paese diverso dalla propria cultura.

Raccontavano anche di Cuba, e si’ che qui si hanno notizia di prima mano, e semmai prima o poi raccontero’ quello che i cubani dicono. Si parlava dei famigerati medici cubani, riconosciuti universalmente come ben preparati grazie al comunismo. Tralasciando la questione dei salari, quello su cui non avevo mai riflettuto e’ qualcosa che si puo’ riferire anche alla medicina italiana: il mio capo osservava che dal momento che a Cuba le strumentazioni sono nulle scarse, i medici sono abituati a fare clinica ascoltando il paziente e basando la propria diagnosi sulla descrizione e l’osservazione dei sintomi, al contrario degli Stati Uniti dove i medici basano la propria analisi del paziente sulla risposta data dagli strumenti diagnostici, perdendo spesso la capacita’ di pensare a soluzioni alternative.

La terza discussione correlata era sulle case di legno, mantenute in quel materiale a loro dire per permettere non tanto alle assicurazioni ma alle ditte costruttrici di lavorare periodicamente e non fallire per riparare i danni strutturali che derivano dall’usura e dalle intemperie. Almeno su questo pero’ posso garantire che le costruzioni piu’ recenti a Miami usano il cemento.

Non tutti gli Americani sono ignoranti.

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