Perche’ odiamo gli Americani?

La pausa pranzo nel mio ufficio si organizza su due turni, perche’ la cucina e’ piccina e noi siamo parecchi. Nel primo turno siamo persone un po’ piu’ grandi di eta’, tutte immigrate abbastanza recentemente, se per recentemente possono considerarsi 20 anni; nel secondo gruppo ci sono persone intorno ai 30 anni e nate o cresciute da sempre negli Stati Uniti.

Si parla spesso di culture e di usanze, e siccome l’Italia e’ molto lontana da qui tutti i miei colleghi sono curiosi di sapere come sono le cose e cercano sempre di condividere quello che sanno.
Una ad esempio mi fa, Sono stata in vacanza a Roma e mi e’ piaciuto molto il quartiere dove ci sono tutti gli immigrati. E io penso boh, all’Esquilino, al Pigneto, che poi perche’ dovrebbero andare a visitare il Pigneto??, ma no, dice, non era quello il nome.
Trastevere. La guida ci ha detto che qui e’ dove vivono gli immigrati.

Un altro dice Ehi, sono stato in vacanza in Sicilia e ho visto che avete i girasole blu.
Girasole blu?? Saranno stati colorati.
No no ti assicuro che erano naturali, senza colori.

Ed e’ lo stesso che mi aveva parlato dei Siciliani che per Natale colorano i bambini durante la notte. Gli avevo detto che non ne so niente ma che magari era un’usanza per Santa Lucia, vedete voi se c’e’ qualcuno che puo’ illuminarmi.

Un’altra chiede: Ma e’ vero che gli italiani sono scortesi con i turisti?
La cosa mi sorprende. Is that true that Italians are rude with tourists?, e’ quello che mi ha chiesto. Se penso a Roma non mi viene di pensare che lo siamo, certo se ripenso a quello che mi ha raccontato mia sorella sulla sua vacanza in Liguria… pero’ dico Well, non direi rude… e’ che magari noi non parliamo bene altre lingue e spesso comprendere un turista non e’ facile. Senso di inadeguatezza, vorrei aggiungere.

Eppure lo so che c’e’ un sacco di gente che detesta i turisti.

E ancora: Ed e’ vero che odiate gli Americani?

Odiamo gli Americani.

Questo mi mette in profondo imbarazzo.

E continua, Io non ci sono mai stata ma mi hanno detto che se andassi li’ sarebbe meglio dire che sono sudamericana piuttosto che Americana.

Questo e’ profondamente vero, e non so come dirglielo. Non voglio dirle che si’, tantissimi Italiani odiano gli Americani. Tantissimi italiani gli viene il sangue agli occhi a prescindere quando sentono qualcosa che arriva da questa parte del mondo. Tantissimi italiani emigrati in America hanno blog e scrivono articoli su quanto faccia schifo vivere in America, che e’ una posizione davvero coerente considerato che lavorano qui, ma e’ la loro fortuna perche’ gli Italiani in Italia vogliono sentirsi dire questo. Gli Italiani vogliono leggere che in America si muore per strada, che sono tutti obesi, che le scuole fanno schifo e che sono tutti ignoranti, e che si mangia da cani, perche’ guai a parlare male del porridge, ma vuoi mettere con l’hamburger. Per non parlare delle aggressioni, delle armi, della pena di morte e perche’ no, mettiamoci pure Trump che vuole erigere muri, tutto purche’ si possa parlarne male.

E stamattina mi trovo coinvolta in una discussione su fb in cui un Italiano contesta ad un’Americana la sua cultura (la sua cultura!!) dicendole che e’ diseducativo vietare ai bambini di baciarsi. Diseducativo, capite. E se gli scrivo che in tutto il Nord Europa ed in Asia e’ esattamente la stessa cosa, non ci si tocca ne’ ci si abbraccia, niente, e’ l’America che e’ uno schifo e che poi vedi, crea i serial killer che vanno in giro ad ammazzare la gente perche’ non ha potuto baciare gli amichetti a scuola da piccolo.

Per non parlare di tutti quelli che l’antimperialismo e la Nato e i partigiani e la seconda guerra mondiale, e i terroristi e le invasioni nei territori altrui e i Palestinesi e pure le Torri Gemelle che non sono mai avvenute, anzi si’ pero’ si sono buttati giu’ da soli.

E quindi tornando a ieri le dico, Senti, c’e’ una parte di italiani che si’, sono comunisti e odiano gli Stati Uniti. Ma la maggior parte di noi ammira tutto quello che viene dall’America.

Noi di destra, certo, com’e’ risaputo.

E lui, quello dei girasoli blu dice Ma si’, e’ come quando dicono che noi siamo ignoranti.

Mi sono sentita tanto a disagio.
Sappiate che prima o poi smettero’ di rispondere alle illazioni che leggo in giro, esattamente come ho smesso di leggere dei blog dopo aver letto articoli faziosi a prescindere scritti col paraocchi. E cosi’ la percentuale di Italiani che odiano gli Americani aumentera’, perche’ tutti noialtri che viviamo qui e ci piace stare qui, e sappiamo riconoscere quello che e’ buono da quello che lo e’ meno ma non ci interessa di stare sempre li’ a lamentarci del bicchiere mezzo vuoto, siamo solo incredibilmente stufi marci di dover avere a che fare con questo tipo di polemiche pretestuose. L’etnocentrismo e’ un casino, perche’ l’italia e’ proprio piccola rispetto al resto del mondo. Non siamo latini, non siamo anglosassoni. Abbiamo avuto la dominazione austriaca, araba, spagnola e francese. La nostra cultura moderna, quella che si difende a spada tratta come l’unica autorevole, deriva da un mischione di altre, in un migliaio di anni a stare proprio stretti stretti. Ci siete andati a scuola, o il discorso dell’ignoranza vale solo per quelli la cui nazione e’ nata duecento anni fa grazie agli Europei (tutti, non solo italiani sappiatelo)? E chissa’ se vi siete mai accorti che in Europa ci sono altre nazioni che non sono l’Italia, non hanno il mare, non si baciano affatto e hanno un sistema sanitario disgraziato. Ah ma l’America, vuoi mettere.

Viaggiare spesso non basta se non si riesce ad aprire la mente dopo aver varcato il confine accettando tutto quello che si trova al di fuori.

E per quelli che non viaggiano perche’ come si sta a casa nostra da nessuna parte, ricordatevi sempre che tantissimo ricavo della nostra economia viene dal turismo. Da sti quattro disgraziati che nonostante tutto quello che si dice di loro vengono da noi e camminano a bocca aperta ammirando la grande bellezza e poi decidono di comprare una villa in Toscana dove saranno fregati passare la pensione. Perche’ si’, e’ proprio vero: come si vive da noi, da nessun’altra parte.

Ma io sono stufa di vergognarmi per i vostri piccoli pensieri.

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58 pensieri su “Perche’ odiamo gli Americani?

    1. Pensa, parlava proprio di Palermo 😀 dice che gli hanno raccontato che c’e’ un’usanza per cui durante la notte, nel periodo di Natale, si scrivono delle cose sulla pelle dei bambini :O

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  1. You’re back!! Grande post concordo in pieno con questo punto di vista. Tanti poi lamentano di come qui siano chiusi, propensi a fare amicizia e che le persone siano solo friendly in apparenza…ecco gli amici expat americani in Italia pure peggio perché oltre a non riuscire a fare amicizie le persone neanche erano friendly, tanti sicuro per lo scoglio linguistico ma tanti solo per chiusura…

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  2. Io in America non ho mai messo piede (e mi piacerebbe tanto, ho una lista di posti che vorrei vedere lunga così) per cui apro bocca solo per un punto del tuo elenco, anzi due:
    1. Tanti anni fa abbiamo ospitato 3 losangeline purosangue a casa nostra per quasi un mese. Erano, purtroppo, la summa dello stereotipo dell’americano che sa nulla del posto che sta visitando e che “eh, da noi invece” (ma nel senso Tizi, lamentele sul PIANO REGOLATORE DI VENEZIA, ti rendi conto? 😀 e consigli su come si cuoce DAVVERO la pasta) però passato l’impatto erano piacevolissime da avere intorno. Ci siamo fatti delle risate assurde pur se all’epoca l’inglese lo parlavamo davvero demmerda.
    2. Le armi in America. Il tema delle “armi in america” non esiste. Se uno deve lamentarsi della legge sulle armi in america deve fare la grande grazia di specificare lo stato a cui si riferisce, perché in alcuni c’è estrema libertà, altri hanno una legge più restrittiva della nostra!
    Quanto al resto, posso solo immaginare l’imbarazzo. Mi è venuto il magone a leggerti. Coraggio 🙂

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    1. Si si guarda sull’ignoranza lasciamo perdere, ma e’ equivalente a quella di tanti italiani, me compresa, che non sanno collocare che ne so, l’Illinois.
      Su come si cucina *davvero* in Italia ne ho sentite tante, ma se e’ per questo ho scritto pure di tanti cubani che con la loro tipica superbia affermavano che Roma non fosse in Italia. http://myitalianflorida.com/ita/2012/05/16/thats-miami/ Eppure i cubani sono tannnnto simpatici, vero?

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  3. per quanto riguarda me, trovo che tu sia partita troppo in quarta.
    Io ho detto che trovo diseducativo impedire ai bambini di baciarsi e basta. Non mi importa se la scuola dove si impone questa regola è americana, italiana, cinese ecc.

    Non odio nessun popolo, né gli americani, né altri.

    Quando mi hai ribadito che in nord Europa è anche così ti ho detto chiaramente che in Nord Europa non mi interessa metterci piede nemmeno come turista. E ora che aggiungi l’Asia, ti dico che in Asia nemmeno. Ma nemmeno mi ci metto su blog e facebook di Nord Europa e Asia. Sono posti che non mi interessano, punto.

    E la storia del serial killer che diventa tale perché non ha potuto baciare gli amichetti da piccolo non è roba mia.

    Ripeto: io ho circoscritto la cosa ad una scuola. Varrebbe lo stesso se fosse la scuola di mia figlia a imporre una cosa del genere. Non la tollererei e basta. E non ne faccio, né ne ho mai fatto un discorso di nazione.

    Per quanto riguarda il contestare le culture degli altri, mi sento sempre e comunque libero di farlo e lo trovo giusto. Quando ero in Messico non mi sono fatto scrupolo di dire ai miei alunni messicani “la corrida è una barbarie” mentre loro sostenevano che è un’arte.

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    1. Ho seguito la vicenda su fb e vorrei dare il mio piccolo contributo. Mi sono trasferita negli USA quando mia figlia aveva 5 anni e le maestre ci hanno semplicemente spiegato che su 20 bambini 12 erano stranieri e NON tutte le culture gradiscono baci e bacetti. Inoltre hanno anche affrontato il discorso germi che non significa essere ossessionati dall’igiene, ma avere buon senso. Infatti mia figlia baciata in bocca a tre anni da un bambino italiano in Italia ora si tiene l’herpes labiale. Ovviamente tante scuse dalle maestre, mamma del bambino con herpes eccetera eccetera. Detto questo, credo che valga sempre il vecchio detto: paese che vai usanze che trovi, altrimenti si può stare a casa. Anche perchè l’italiano medio è il primo che si lamenta se il profugo non si integra in tre nano secondi. Ecco, allora integriamoci anche noi quando viviamo all’estero o, appunto, stiamo a casa che non ce l’ha ordinato il dottore di trasferirci.
      Mi scuso con la titolare del blog per lo sfogo, ma concordo su tutto e altro avrei da dire ma non abuso oltre dell’ospitalità di questa bravissima blogger che mi ha ispirato in un sacco di occasioni senza saperlo.

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      1. E chiedo scusa anche io alla padrona di casa se abuso anche io di questo spazio. Visto che hai seguito la vicenda su fb, volevo anche sottolineare che ho ribadito più volte che non bisogna nemmeno imporre il contatto fisico a chi non lo gradisce.
        Reprimere no, educare alla sensibilità verso l’altro sì.
        Mi dispiace moltissimo per l’herpes. I baci in bocca no! Io ce l’ho e so che non si può eliminare.

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    2. Non ho scritto Questo e’ un post per Luciano, altrimenti avrei parlato con te in privato e ciao. Questo e’ quello che leggo tutti i giorni, ovunque. Tu oggi hai scritto la cosa che era diseducativo e lei ti ha pure risposto gentilmente e tu hai insistito a generalizzare e a parlare dal tuo punto di vista, che, ripeto, non e’ il suo perche’ appartiene ad un’altra cultura dove baciarsi non e’ gradito. Questa e’ la piccola ottica italiana a cui mi riferisco, cosi’ come il pensare che tutto giri intorno a se stessi.

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      1. E stavolta m’hai proprio fregato 🙂
        Di questa risposta approvo ogni singola parola. Chapeau.
        Incasso e porto a casa.
        Parlo sul serio, eh. Mi conosci e sai che l’ironia non so nemmeno dove sta di casa.

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  4. Pensa a quei malvagi di Sacco e Vanzetti…ingrati verso quei buoni statunitensi che volevano solo accusarli di una rapina mai commessa, per levarsi di torno degli italiani sindacalisti che volevano dei diritti minimi per i lavoratori. Pensa a come in Italia la CIA sia stata il mandante di svariatiatti di terrorismo, giusto per essere sicuri di mantenerci dal “giusto” lato della cortina di ferro, pensa ai soldati americani che hanno commesso la strage del Cermis per pura stupidità, e che se la sono cavata praticamente senza conseguenze. Tanto i morti erano italiani, dunque di serie b. Anche gli statunitensi fanno davvero poco per farsi amare eh.

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    1. Chiaro. Ma che c’entra tutto questo con i bambini, ad esempio. Tu non lo chiami pregiudizio? A me non sembra che voi odiate i tedeschi a sto livello per il nazismo, eppure le cose non sono minimamente paragonabili.

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  5. Due PS.
    Primo, sempre per la simpatia degli statunitensi, vorrei ricordare le basi americane in Italia, piene di soldati intoccabili anche quando molestano le donne del luogo, segno evidente del fatto che siamo visti come una colonia.
    Secondo, prima che arrivino accuse varie, io non sputo nel piatto dove mangio, perché non vivo negli Stati Uniti.

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  6. Ti seguo con interesse da un po’ di tempo. E, da oggi, ti adoro!

    Un’italiana che ama l’America e gli americani. Che amava l’Italia e che non la ama più, soprattutto a causa degli italiani.

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    1. No, non e’ vero che non amo piu’ l’Italia. Non amo le persone che si lamentano sempre e non amo chi sputa nel piatto dove mangia, soprattutto quando gli fa culturalmente figo. E ti assicuro che ce ne sono tanti.
      Grazie per seguirmi 🙂

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  7. Guarda, sul non sbaciucchiarsi sono invece d’accordo. Vivo in nord Europa e mi fa piacere che non ci siano tutte quelle obbligatorie manifestazioni di affetto che sembrano essere la prassi in Italia. A volte ci si bacia sulle guance anche tra sconosciuti, quando ci si presenta. Io l’affetto fisico lo riservo per gli amici veri e alle persone care. E’ chiaro che non odio gli statunitensi tout court. Ma non mi sembra neanche strano che suscitino poca simpatia in generale. Dici “voi odiate”…voi chi? io odio il nazismo e non i tedeschi, onestamente. Odio tutte quelle balle sugli USA come nazione della libertà e del benessere, quando c’è gente che muore di fame. Non odio il signor John Doe, americano qualunque, che tira a campare.La mia scarsa simpatia è rivolta ai governanti statunitensi, più che altro, agli WASP razzisti verso chiunque non sia bello biondo e protestante (purtroppo io sono solo bella e bionda e non gli andrei a genio!), ai redneck, ai predicatori, ai maniaci delle armi e ai genitori fissati con iscrivere le proprie figlie ai concorsi di bellezza per bambini. E’ l’ideologia, il mito americano che non mi piace. Non gli americani in quanto tali, che come tutti, si divideranno in care persone, gente normale, e facce di cavolo.

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  8. mi sento un po’ chiamata in causa 😀
    quando ho scritto quel post ieri sera poi l’ho chiuso in fretta che D si lamentava nel sonno, ho chiuso il pc e son salita, altrimenti mi sarei spiegata meglio!
    spero che non sia passato il messaggio che mi dia fastidio questa regola, solo mi lasciava perplessa l’estensione della regola al di fuori della scuola…. che poi riflettendoci ci sta bene pure, non voglio che D vada in giro a molestare altri bambini, ahahah!
    lui pero’ l’ha presa come regola da applicare sempre, anche a casa nostra 🙂
    dovro’ chiarirmi con la maestra.

    cmq si, condivido il tuo punto di vista.

    ho un’amica americana che sta per andare in vacanza in europa, le ho detto che se va in italia non deve dire di essere “americana”, cosi’ avra’ una vacanza piu’ piacevole

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  9. Molti di questi interventi mi fanno sorridere.
    Come, per esempio, quello che tira in ballo (addirittura!) Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.
    E’ passato quasi un secolo, da quella sciagurata condanna di innocenti, errore comunque riconosciuto dallo stesso Parlamento americano, che ha chiesto scusa e li ha riabilitati.
    (E non è poco).

    Io chiedo sempre alla persona che parla male degli Stati Uniti se c’è mai stata e se sì, quante volte e per quanto tempo.
    Lia scrive che a lei non piace l’ideologia (?) e “il mito” americano.
    Sulle ideologie (delle quali mi sono abbondantemente cibato per più di tre decenni) preferisco sorvolare.
    Mi piacerebbe invece discutere su cosa rende “mitologici” gli Usa.
    Non voglio parlare di “mito”, io: ma certo una risposta me la sono data tutte le volte che ho visto e vedo come riescono a sentirsi “parte” del Paese gli immigrati anche appena giunti negli Usa.
    Stati Uniti che riescono a farli sentire orgogliosi di essere immediatamente americani lasciando loro la piena libertà di sentirsi orgogliosamente italiani, colombiani, albanesi, uzbeki…

    E’ questo che rende grandi (e irraggiungibili, a mio parere) gli Stati Uniti.

    Che in Italia ci sia ancora prevenzione nei confronti degli Usa può essere vero: soprattutto da parte di coloro che NON ci sono mai stati.
    E credo che (ogg) sia prevenuta e pervicacemente antiamericana certa destra piuttosto certa sinistra.

    Mi viene in mete ciò che scrisse Oriana Fallaci sull’Europeo nel 1966, in occasione del primo viaggio di Pierpaolo Pasolini a New York: “L’America è proprio una donna fatale, seduce chiunque. Non ho ancora conosciuto un comunista che sbarcando quaggiù non abbia perso la testa. Arrivano colmi di ostilità, preconcetti, magari disprezzo, e subito cadon colpiti dalla Rivelazione, dalla Grazia. Tutto gli va bene, gli piace: ripartono innamorati, con le lacrime agli occhi…”

    Che è poi esattamente quello che è successo a me la prima volta, nel 1992.

    d.

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    1. Se tu ti sei cibato delle ideologie americane mi spiace per te. Il mio post ti farà anche sorridere, ma non hai saputo replicare a niente. A parte buttare lì un po’ di retorica e fare una citazione della Fallaci. Sai che i tuoi cari USA organizzano una guerra ogni tanto, per poi poter guadagnare sulle armi e sulla ricostruzione? Questo perché sono un paese meraviglioso, immagino. O forse per i limiti insiti nel loro sistema capitalistico. (Scusa per le parole difficili, continua a sorridere). E la prevenzione contro gli USA mica c’è solo in Italia. Io vivo in Inghilterra e la percezione generale che c’è degli americani da parte dei locali è quella di una mandria di beceri ignoranti, se proprio lo vuoi sapere. Continua pure a mitizzare un posto dove non ci sono i vaccini obbligatori, dove la sanità non è per tutti, ma solo per chi se la può permettere, dove in molti stati ancora non si insegna l’evoluzionismo. Anche tutti i tizi a cui la polizia spara periodicamente solo perché non sono bianchi di sicuro adoreranno questo grande paese di piccoli uomini.
      Il mito degli USA è nella ricchezza di alcuni, e nella falsa idea che tutti possano raggiungere il benessere.

      La Fallaci? quella che stava con Panagulis, scappato dalla Grecia…oh e chi finanziava il regime dei colonnelli in Grecia? ohhhh, i tuoi amiconi americani.

      Tu guarda, delle persone così adorabili!

      Goditi Donald Trump, mi sembra il degno rappresentante di gente come te.

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      1. Ammazza che antipatia.
        Per i vaccini obbligatori, hai torto. Sulla sanita’, grazie a l’Obamacare non e’ del tutto corretto. Sui neri, hai la solita percezione sbagliata, ma non ho nessuna intenzione di impelagarmi in questo discorso troppo complesso per essere capito da chi non vive qui. Ma ogni italiano che arriva qui cambia la sua percezione sui neri.

        Per ultimo: noi siamo qui da 4 anni io, 8 mio marito, e il benessere che abbiamo conquistato qui in Italia era utopia.

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      2. Leggo quasi un anno dopo questa tua risposta, ma sono contento di essermela finora evitata.
        Il tuo tono aggressivo dice molto.
        Vivi in Inghilterra, scrivi: proprio in quel Paese dove esistono i Lord e che segue (SEMPRE) tutte le sciagurate guerra in cui taluni Presidenti americani si imbarcano.
        Ma lascio perdere.
        Mi basta quello che ha scritto Tiziana qui sotto.
        Forse hai solo bisogno di un po’ di sole…

        d.

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  10. Io non condivido tutto quello che hai scritto. Sicuramente chi decide liberamente di trasferirsi in un paese straniero e non fa altro che esaltarne gli aspetti negativi sarebbe meglio, sopratutto per la sua salute mentale, se cambiasse paese, però è anche vero che tanti espatriati sono bravissimi a parlare male dell’Italia mentre i problemi del paese che li ospita, anche quelli più evidenti, sembrano non vederli proprio.
    Discorso diverso, a mio avviso, per quelli che ad andarsene sono stati costretti (la maggior parte di chi emigra) e magari finisce in paesi (inclusa l’America) in cui non avrebbe mai voluto metterci piede.

    Quando parli di ingratitudine degli italiani in America verso gli Americani, ti sei mai chiesta e sopratutto sai perché nel 2016 siamo costretti ad emigrare? Chiedi un po’ a zio Sam…

    Infine, non mi sembra che gli Americani siano tanto rispettosi nei nostri confronti e gli stereotipi sull’Italia, anche offensivi, abbondano.

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  11. Ciao Tiziana, piacere di leggerti… mi chiamo Sonia sono nata a Roma e vivo come te in Florida.
    I miei primi 22 anni di Stati Uniti li ho vissuti in Washington DC, dopo di che’ sono ritornata in Italia e dopo 9 anni tanta e’ stata la nostalgia degli Stati Uniti che sono ritornata ed adesso appunto vivo in un piccolo ma delizioso posto nella contea di Indian River. Complimenti per i tuoi post. Ciaooo

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  12. Ho scritto tutto un commentone e poi l’ho cancellato perché non ho voglia di rischiare flame, ma sono d’accordissimo con te – e forse è la sola cosa che volevo dirti 🙂
    Ho visto l’America solo da turista, ma buona parte della mia cultura (libri, film, serie tv e quant’altro) proviene da lì: mi sembra una nazione talmente immensa e variegata che certe generalizzazioni stantie mi sembrano nate, anche, da ignoranza e incapacità di aprire i propri orizzonti culturali. Che è la stessa incapacità che poi condanniamo (a ragione) nei Salvini di turno, o che ci fa incazzare quando dicono italiani mafia pizza mandolino.

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  13. Scusa ma il senso di questo post qual è? Che uno non si può lamentare se gli americani invece di proteggere i propri confini, oltrepassano un oceano e due continenti per andare a bombardare la gente senza mai pagarne le conseguenze? Gli americani impuniti della strage sul Cermis non possono essere schifati? E’ vietato farsi stare sul cazzo gli americani se il Los Angeles Times (non il Corriere della Sera), scrive che in Siria si combattono milizie pagate dalla CIA con altre pagate dal Pentagono?Esiste un movimento di opposizione a tutto ciò in America? Se Trump rischia di diventare il prossimo presidente direi di no.All’America fa schifo tutto quello che l’America non riesce a controllare. Allora perchè agli altri non può fare schifo l’America? Che si tengano stretti gli hamburger, la Coca Cola, Jack Kerouac, Jim Morrison e tutta l’altra merda che esportano in continuazione; che qui in Europa ci teniamo stretti il cibo italiano, i pittori francesi, Shkespeare e gli scrittori russi etcetcetc

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    1. Se dobbiamo parlare di responsabilità’ politiche GLOBALI, allora il discorso e’ molto più’ complesso di quello semplicistico e convenientemente riduttivo di Luca Ma questo non e’ lo spazio adatto per parlarne. Invece aggiungo che una delle cose che invece mi fa detestare l’Italia e’ l’INVIDIA! Negli USA se hai successo diventi un modello da imitare. In Italia un nemico da distruggere. Nonostante la “bella figura’ e il finto buonismo, sotto sotto nel (ex per me!) Bel Paese c’e’ tanta malvagità’!

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  14. Buongiorno! Anche io come Elisa non condivido tutto quello che hai scritto, però sì, magari possiamo apparire un po’ rude nei confronti della stucchevole gentilezza americana, però sono differenze culturali che si imparano col tempo.

    Ho appena chiesto a mio marito (del midwest) se in base alla sua esperienza gli italiani “odiano” gli americani e mi ha detto che al massimo è il contrario.

    Quando però leggo che è un paese grandissimo (impossibile negarlo) e variegato mi faccio due domande, ma che c’è di variegato negli USA? Tolte le grandi città il resto è davvero provincia della provincia, nonluoghi privi di identità incollati a caso da nord a sud e dove l’unica differenza la fa il clima. Specifico che non dico questo perchè mi rode, ma perchè ho potuto vivere in Texas, Arizona, Illinois e, tolte le grandi città, quello che mi si è presentato davanti era davvero sempre lo stesso.
    Buona continuazione a tutti,
    Paolina.

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    1. Oh non so il resto, ma St. Augustine, FL, e’ davvero altra roba rispetto a Miami.
      Miami e’ diversa da molto altro, vabbe’.
      Ed entrambe credo siano diversissime da quello che si puo’ trovare in Kentucky. Non lo so. Ma se non i posti, la gente lo e’.

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  15. Bel post. Proprio in queste settimane sto toccando con mano quanto dici. Quando annuncio che stiamo valutando di trasferirci negli States tanti, troppi mi chiedono “come mai? io non ci andrei mai!” e io penso “meno male, così non ti rincontro!” :-p

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      1. guarda, onestamente sono abbastanza positiva, perchè sono uno spirito nomade.Certo, finora mi sono “solo” spostata da una parte all’altra in Italia (abruzzo, emilia, toscana lombardia e piemonte)ma comunque già da una regione all’altra ne cambiano di cose! Poi sono buddista e questo incide molto sulla mia visione del mondo 🙂

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  16. Anche quaggiù odiano gli USA per la maggior parte, poi c’è una frazione che invece li adora, anzi, vorrebbe riprodurre la Florida a Buenos Aires e c’è una zona a nord della città dove abbiamo PF Chang, Wendy’s, Walmart, Starbuck’s ecc. Ci va solo una parte della popolazione (i ricchi, ovvio) e stanno in auto tutto il tempo come gli americani, ma non per comodità, quanto per la loro sicurezza. A ogni angolo ci sono cabine di vigilanza privata e anche fuori dai locali ci sono persone della sicurezza privata. I posti più fighi hanno il valet parking per evitare che tu debba andare a parcheggiare lontano (potrebbero derubarti). Quegli argentini sono felici e si sentono statunitensi e ricchi, vivono blindati anche in casa loro con sicurezza privata 24 ore su 24, filo spinato elettrificato tutto intorno, telecamere su 4 lati e inferriate a tutte le finestre e cani da guardia.
    Le multinazionali statunitensi stanno depredando il Sud America (colpa equiripartita tra corporations e governi corrotti, sia ben chiaro) e anche se quei ricchi cerchino di nasconderlo, basta un minimo di informazione per rendersene conto. In altri paesi ci sono state già proteste più accese e violente, ma in Europa non ne sapevo NIENTE. Quando su FB capitano quei post sponsorizzati per ottenere la green card, tutti gli argentini che commentano lo fanno per insultare gli americani, ma in Florida è PIENO di argentini. È un amore-odio interessante.
    Gli statunitensi che ho conosciuto io qui sono di altra pasta, però non sono gli americani-tipo che trovi nella cotton belt, hanno viaggiato e vissuto all’estero. Le mie esperienze con statunitensi in USA non sono state entusiasmanti, non mi sono sentita a mio agio come mi sono sentita venendo qui. Seguo il blog di un’altra italiana che vive in Texas, e se prima parlava di quanto fosse figo vivere in USA perché aveva un lavoro che la gratificava e un buon salario, adesso che ha figli comincia a scrivere preoccupata di armi e di vari tabù culturali. Prima la invidiavo, adesso mi chiedo chi glielo faccia fare!
    Per anni ho avuto il mito degli USA, del fare carriera, del misurare il successo con i soldi. Poi la vita mi ha portato altrove e adesso ho abbandonato l’idea di trasferirmi in USA. Venirci in vacanza sì, per fortuna per mantenermi posso vivere e lavorare altrove. Io credo che noi europei abbiamo una sensibilità diversa, ciò che si trova in America (sia del nord che del sud) è qualcosa che ci sciocca e che facciamo fatica a digerire.

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    1. Isa, mi sono trovata tanto nelle parole che hai scritto. Mi ricordo la mia prima volta in Texas, mi ricordo lo shock culturale e il senso di disorientamento che ho provato i primi mesi.

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    2. Non sono mai stata in Texas ma so che altre italiane che ci vivono non hanno affatto la stessa percezione di pericolo, raccontano esattamente il contrario. Non mi interessa difendere gli Stati Uniti, ognuno vive la propria esperienza a seconda di dove abita, delle persone che frequenta e della propria flessibilita’ interna. Che manca a tanti, tantissimi italiani che si trasferiscono in Usa. Gli altri hanno commentato sto post 🙂

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  17. Ciao Tiziana!
    Un exchange student europeo che ha vissuto nella stessa famiglia dove ha vissuto mio figlio (Nebraska)diceva saggiamente (dell’America) “non è meglio,non è peggio, è solo diverso!”
    ciao Betty

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  18. Credo che l’odiare *inserisci popolo a caso* sia stupido, a prescindere, perche’ le generalizzazioni non possono che essere sbagliate. Avendoci vissuto avevo cose che mi piacevano molto e cose che mi piacevano molto poco, esattamente come in Italia. E francamente ho il poster di Marx in stanza e il Capitale sul comodino, ma mi sembra stupido dare contro all’America per ideologie politiche: esattamente dove il progetto comunista avrebbe trionfato? Oltretutto in America ti chiederanno pure di giurare sulla costituzione di non essere comunista (o almeno, lo fanno se insegni), ma la gente di sinistra che chiede scuola, sanita’ etc etc gratuita esiste. Poi sto giro e’ capitato Trump e ok, ma chissa’, magari alla prossima c’e’ una svolta.

    Detto cio’, francamente credo sia vero che in Italia i turisti vengono trattati male. Presente Milano? Trattano di merda pure me che vengo da Como… (e non parliamo dei Comaschi, dai…)

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