Gli Italiani che vanno alla guerra

Qualcuno mi ha chiesto come mai abbia virato cosi’ tanto la tipologia del mio blog, qualcuno mi ha chiesto come mai non scriva piu’ su fb. Per il blog e’ presto detto, lo sapete, non ero piu’ credibile con i miei post psico dopo 5 anni di lontananza dalla professione, mentre i post piu’ privati erano continuamente soggetti a critiche. Io non ho niente contro le critiche, se hanno senso. E facebook trabocca di critiche senza alcun senso.

Il punto e’ che gli italiani vanno in puzza. Per qualsiasi cosa. Scrivo che a Roma abbiamo i gladiatori abusivi, i topi e la spazzatura non raccolta, i romani si incazzano. Scrivo che a Napoli non ci sono regole, i napoletani si incazzano. Faccio share di un post scritto quattro anni fa che dice che in Sicilia nel 1960 le donne non si radevano le ascelle, mi arrivano 5 siciliane incazzate (amiche tra loro ovviamente) pronte a dimostrare che non e’ vero e che le sottoscritte si radevano eccome, anche quelle che sarebbero nate 20 anni dopo.

Scrivo che i Calabresi soffrono di nostalgia quando vivono in America, i Piemontesi si incazzano perche’ anche loro soffrono eccome. Scrivo che il Meridione emigrava in massa nel dopoguerra e tantissimi Argentini e Venezuelani hanno discendenza italiana, i discendenti degli emigrati italiani in Australia si incazzano perche’ non li ho nominati.

E via cosi’, non c’e’ modo di uscirne. Scrivo che il pd e’ alla frutta? Sono una fascista. Scrivo che forza nuova mi ha sempre fatto schifo? Sono una zecca comunista, e lasciamo proprio perdere se oso nominare i pentastellati: mi arrivano commenti offensivi a frotte da gente che non conosco. E chi mi conosce lo sa che io non ho nessun problema a discutere anche animatamente, ma le offese davvero no. E ci sono persone che siccome non sanno minimamente argomentare i propri pensieri ti scrivono mer*a al primo commento.

Ciao proprio.

Vogliamo parlare di chi legge stelle per stalle? E quanti sono!

Scrivo che il bidet in America non e’ cosi’ fondamentale se stai fuori casa e lavori tutto il giorno? “Stai insinuando che chi ha il bidet non fa niente dalla mattina alla sera?” Scrivo che in America i prodotti italiani non sono cosi’ genuini? “In Sicilia la ricotta e’ freschissima e la spediamo anche in Lombardia“. E’ che proprio la comprensione del testo si ferma alla seconda parola, sembro circondata da analfabeti funzionali che cercano un qualsiasi pretesto per discutere.

Sembra, eh.

Mi scrive uno che vuole avere informazioni per venire a Miami, ormai gia’ dall’incipit capisco se e’ uno che vuole restare come clandestino o no. Io lo capisco prima di lui, ovviamente. Ecco una parte della conversazione, fate voi.

E non capita solo a me ovviamente, se no voi direste Eh ma sei te.

Leggo un commento ad un post su una pagina pubblica una che entra a gamba tesa sul commento di un altro scrivendogli che ha detto una ca*ata (proprio cosi’ senza giri di parole) lui giustamente le dice di moderare i termini (proprio cosi’ senza esagerare) e LEI gli da’ del leone da tastiera. Gli uomini, va detto, di solito commentano utilmente “la vastita’ del… che me ne frega”, e continuo a chiedermi perche’ non rimuovano i commenti cosi’. E’ come un muro sporco, uno scrive sta roba e tutti si sentono autorizzati a rincorrerlo sulla scia del commento piu’ offensivo dell’anno.

Qualche giorno fa una testata giornalistica che ormai si e’ completamente persa dietro titoli di pancia in perfetto stile non vi dico di chi se no vi incazzate, scrive che la nuova canzone di Marco Carta e’ una me**a. No ma avete capito? Era proprio cosi’, una me**a.

Da un importante quotidiano online che titola una cosa cosi’ aggressiva che tipo di commenti si aspetta? Poi pero’ pubblicheranno un altro articolo in cui lamenteranno il tempo in cui la Rai faceva informazione e aveva stile da vendere, perche’ e’ sempre, sempre, sempre, sempre colpa di qualcun altro.

Sono admin di piu’ gruppi: commento sotto il post di qualcuno che sta violando le regole del gruppo? Apriti cielo, certe cose si devono scrivere in privato!! La stessa cosa mi succedeva nel famoso blog a mille mani, una pubblicava che so, uno svarione, e io scrivevo Ehi scusa hai scritto verbo avere senza la h, oppure Hai scritto che la rivoluzione francese e’ stata nel 1498. Nooooooo certe cose si dicono solo via messaggio! Il narcisismo va assolutamente sostenuto! E se anche era qualcosa che poteva essere utile a tutte, tipo Stiamo attente a rispettare i turni di pubblicazione, oppure Scusate ma non trovo giusto che lei pesti i piedi a quell’altra, niente, ormai io ero la str***a infinita e mi hanno fatto la lotta fino a che ho detto Cia’. E pure quando ho detto cia’ e’ stata colpa mia, chiaro.

Allora imparo la lezione e scrivo in privato. Ciao scusa volevo dirti che no, in Usa non funziona cosi’, le scuole richiedono i vaccini obbligatori. Ah che cara che sei a preoccuparti, grazie infinite. La tipa riscrive la stessa cosa nel gruppo e allora commento sotto, Ehi ti ricordi, ti ho scritto in privato che devi vaccinare. Altre (ALTRE. Le donne so’ sempre pronte ad imbracciare i fucili, soprattutto quelle che non hanno una beneamata mazza da fare e passano le ore su feibuc a commentare tutti i post, e tutti i commenti, in tutti i 648 gruppi di cui fanno parte) dicevo, altre prendono le difese e iniziano a dirti che sei intollerante, che sei aggressiva, che lei deve avere il diritto di parlare perche’ l’utero e’ suo e se lo gestisce lei (questa la capiscono solo sopra i 40 anni), che l’America e’ nammer*a, che la liberta’ individuale e’ sacra. E la tipa, spalleggiata dal fuoco di fila, ti detesta improvvisamente e anche se siete “amiche” da anni ti blocca.

E ovviamente se poi qualcuno non si iscrive all’AIRE e continua a usufruire delle cure mediche in Italia, se dichiara di non vaccinare per motivi religiosi emmappero’ e’ atea, se resta in overstay seppure sia illegale, e tu gli dici Ehi guarda che e’ illegale, niente, il cane fascista trumpista intollerante sei sempre e solo te.

Quindi ecco, non scrivo piu’ su facebook perche’ mettere la politica davanti all’amicizia fa schifo, e mi e’ successo pure quello, e allora sapete cosa vi dico? Lo sapete cosa vi dico?

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22 pensieri su “Gli Italiani che vanno alla guerra

  1. E tutti a dirmi: metti su FB. No, solo perché ora mi sono tecnologizzata un po’ dopo anni di dinosaurite acuta e ho uno smart phone e un kindle non è un motivo sufficiente perché io poi mi conosco e mi faccio prendere dalle cose. Già col blog qualche fraintendimento arriva comunque, ma gli esempi che citi sono assurdi e so che perderei un sacco di tempo, speso inutilmente va detto, per tentare di spiegarmi a gente che no, non ha in fondo alcuna voglia di capire e leggere bene.

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  2. Hai ragione. Io ormai non scrivo più nulla da nessuna parte. Qualche foto, qualche “mi piace” e basta. Il resto lo commento con mio marito, faccia a faccia. Tutte queste polemiche, questo cinismo, questa ignoranza diffusa mi fa star male. Però ricordo i tuoi vecchi post con grande piacere!

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  3. Io non ho avuto grandi discussioni, ma ne ho lette di ogni. È quasi un anno che son fuori da Fb e non mi manca per niente. Certa gente è li per mettersi in cattedra o cercar rogne. Bah. Ma una vita non ce l’hanno. ? O forse lì non sono in grado.di dire ciò che scrivono. Ah la coerenza…quella sconosciuta.

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  4. Ciao,

    Sono iscritto al tuo blog da un po’ ormai e mi fa piacere leggerti anche perché sono a Miami e USA, da 20 anni ormai e mi riscontro moltissimo nelle tue storie, e anch’io sono arrivato qui a Miami come chef (cuoco mi piace di più). Non ho mai commentato per i motivi che descrivi molto bene in questo “articolo”. Però questa volta voglio darti il “LIKE”.
    Non ho mai usato Facebook per far sapere alla gente gli affari miei, infatti la mia pagina e vuota, ma solo per chattare con vecchi amici che altrimenti non sentirei mai. Troppe cose che vengono postate su FB, non vale la pena leggerle e fanno perdere il gusto di trovare le informazioni\notizie che valgono la pena.
    Se ho voglia di ridere vado a leggere i commenti agli articoli sulla Gazzetta online.
    Mi considero un italiano che adora la cultura, gli usi e costumi del nostro bel Paese, ma non ne sento la mancanza quindi mi considero un po’ fuori norma. Ci torno ogni 4-5 anni giusto per vedere come sta la mia famiglia.
    A livello prodotti ormai si trova quasi tutto, prezzi alti o bassi, ma avendo lavorato in cucina per tanto tempo, il mangiare italiano e l’unica cosa che ho sempre avuto a disposizione.

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  5. Hai scritto “non si iscrive all’ESTA”, ma credo volessi dire all’AIRE. Per il resto, lo stesso problema lo aveva in insospettabili tempi senza feisbuc Dante, che s’era dovuto immaginare un amico immaginario, Virgilio, cui aveva messo in bocca la celeberrima frase “non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Pat pat, post sfogo bellissimo, ti voglio bene!

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  6. Mi trovi perfettamente d’accordo. Trovo ci siano pochissime persone capaci di ragionare e di ascoltare seriamente. Ovviamente tutti abbiamo bias cognitivi…ma il travisamento della parola scritta per incapacita’ di comprendere il significato e’ allucinante, mi lascia sempre piu’ allibita…qualche giorno fa questa chicca (e’ un gruppo di cucito)

    Ciao amiche del cucito chiedo alle sarte più esperte devo accorciare la giacca di mio marito è un capo buono ,mi dispiace buttarla quindi voglio renderla un po’ più moderna,il problema a me personalmente e ‘come fare le nuove rotondità sul davanti ,non ho mai visto fare giacche da uomo chiedo un consiglio a voi,ormai è una sfida tra me e la giacca !!!

    Qualche persona e’ arrivata a rispondere male alla persona perche’ riteneva che avesse insinuato un maltrattamento al marito dicendo ‘mio marito e’ un capo buono’ La poverina si riferiva chiaramente alla giacca e non al marito! Mancava una virgola, puo’ darsi che non avesse usato un’espressione conosciuta a tutti ‘e’ un capo buono’ Ma additarla per aver ‘maltrattato’ il marito, insomma…un’esagerazione. Come dicevamo con qualcuno, online quando dai la possibilita’ di commentare trovi il meglio e il peggio…come al bar. Solo che non essendo mediato dalla presenza fisica ci sono meno remore.

    Comunque a me piace leggerti da ex-expat e per sempre ‘con la testa in un altro paese’ ;o) Grazie

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  7. LA MIA OPINIONE E’ che Facebook dovrebbe essere solo per la fuffa, ovvero per le cose serie non dovrebbe venire usato. Per le cose serie gli strumenti sono altri. Perchè mi pare ovvio, come hai giustamente sottolineato, che la gente poi capisce solo quello che vuol capire e come lo vuol capire.
    Una domanda (ingenua eh, mi scuso anticipatamente se non ti sembra pertinente) Ma in america i vaccini sono obbligatori epperò puoi comprare un’arma da fuoco come ti pare? ma non è un controsenso?
    (io son favorevole eh, all’obbligo vaccinale, solo mi sembra anche un po’ comico che non posso farmi uccidere dal tetano ma posso farmi sparare facilmente, ecco)

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  8. ….spassionatamente ti dico che preferivo leggerti nelle vesti di psicologa, dove su ogni post si litigava…..praticamente un giorno sì e l’altro pure! 😂
    Scherzi a parte, io penso che non dovresti limitare il tuo blog e te stessa per le manie e le psicopatie degli altri. Io utilizzo i social cercando di metterci la mia vera personalità (illusa sono!) ma ovviamente non condividendo ogni singolo istante delle mie giornate, peraltro noiose.Certe situazioni, sentimenti, momenti e riflessioni devono necessariamente essere condivisi viso a viso, anche perché via social i fraintendimenti sono facili e servono poi come pretesto ai cosiddetti “leoni da tastiera” per sparare a zero sulla qualunque.
    La mia vita non è legata ai like che mi danno su FB….molte persone vedono le mie cose ma non si palesano….( tranne poi quando al banco salumi del supermercato ipocritamente mi dicono “ao’ ma che bello il tuo cane”; o ” ma come ti vengono tutte quelle battute”; oppure “quando sei stata in America?…o “chissà come saranno buoni i tuoi piatti che metti in foto”)….
    Detto questo, credo che alla base di tutto ci sia il sentimento che regna sovrano in rete….la frustrazione nel vedere gli altri appagati, sicuri delle loro vite, dei loro lavori, delle loro famiglie e del luogo dove “hanno scelto” di vivere, e questo, agli altri “je rode”… c’è poco da dire! In rete,dietro una tastiera non si ha paura che qualcuno ti molli un ceffone per le offese e per le cattiverie che si dicono, e per questo è facile fare i barbari….farlo di persona diventa un pochino più rischioso.
    Mi ero fissata di aprire un blog….ho lasciato perdere, sarebbe stata una delusione perché non ho la forza che hai tu nel rispondere, anche male, alle provocazioni. Anyway…..spero che tu sia felice sempre, che viva la meglio la tua vita “ammerigana” con i tuoi cari e che gli altri si fo@@@no. Il resto non conta. Baci

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    1. Ah ma no, il discorso di andare sul travel blog è stato un naturale ampliamento di qualcosa che avevo già iniziato a fare, basta che vedi i post vecchi. Ho smesso invece coi post polemici perché mi è capitato si essere oggetto di un certo voyeurismo, gente che non faceva la mezza polemica o prendeva posizioni perché tanto c’ero io a fare l’ariete e a parlare di certe cose. Anche basta, grazie. Poi non so che inte di coi like, non cerco like, avrei sistemi più che sicuri per ottenerli ma non mi interessa, non sono così narcisista.

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  9. Quello che scrivi purtroppo e’ vero e di gente cosi’ al mondo ce n’e’ tanta. E’ un po’ il motivo per cui io il mio blog me lo tengo sempre un po’ nascosto, non ci metto il nome, non e’ collegato alla mia pagina Facebook ne’ nulla, e non ho mai accettato di far parte di progetti di blog piu’ grandi anche se sono interessanti. Perche’ lo so che cosi’ rimarra’ solo per me e i miei amici e i lettori che ho e posso scrivere tutte le cretinate che voglio. E visto che il mio blog non e’ una democrazia, quelli che mi scrivevano i commenti tipo “Hai osato criticare l’america spero che tu muoia di cicciopelosi” francamente li cancello, perche’ gia’ abbiamo delle vite difficili, figurati se uso il poco tempo che ho per litigare con dei poveracci che manco conosco…

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  10. Anche a me piaceva molto il tuo psico-blog, devo dire che mi manca. Però non ricordo liti in quei post, anzi si metteva in moto una discussione interessante. Capisco che dopo 5 anni di lontananza dalla professione e mentre si fa tutt’altro non avrebbe molto più senso ormai continuare su quel filone, peccato comunque, sei un’ottima divulgatrice. Sono invece d’accordo che ad un certo punto dover passare il proprio tempo a leggere critiche e insulti di haters e analfabeti funzionali vari fa passare la voglia di scrivere alcunché. Io continuo a seguire il blog perché mi fa conoscere Miami e la Florida in profondità, con l’occhio e l’esperienza di chi risiede da tempo lì. Non so se la visiterò in futuro, ma se dovesse succedere saprò dove informarmi!

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  11. Sono incappato nel tuo blog per caso e come capita a volte…ne sono contento. Ho scelto questo post per cominciare e devo dire che è un capolavoro! Mi sto ancora spanciando dal ridere.
    Ora ti chiederai se voglio info su come trovare lavoro in US. Ti sollevo subito. So già tutto! Mio figlio vive lì da 17 anni.
    Quanto a FB concordo; anche io vi sono iscritto ma ci vado il meno possibile perché ho capito che se vuoi litigare basta che lo frequenti.
    Beh, what else? Comply! 👍

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